giovedì 3 luglio 2008

La fine di una tragedia

Per quindici persone, almeno: ed é giá molto. Penso anche alle loro famiglie, alla tragedia della "morte in vita" che é il sequestro ed all gioia che devono provare in questo momento, coi propri cari di nuovo vivi, davvero.

Da questa gioia deve nascere qualcosa di buono. Il 2 Luglio del 2008 é un grande giorno. Chissá che Ingrid Betancourt non possa essere per la Colombia come Nelson Mandela per il Sudafrica: ha pagato il prezzo della credibilitá ed a quanto pare é riuscita a mantenere la luciditá; chissa.

Le FARC hanno perso una grande occasione, e si staranno mangiando le mani. Il loro ciclo é finito, non saranno loro a cambiare il futuro del Paese. Speriamo non puntino al "colpo di coda", magari con qualche attentato urbano da centinaia di morti - sarebbe inutile. Per Uribe, Santos, i Generali e compagnia una grande vittoria: hanno mantenuto la promessa della "mano dura", e questo la gente lo capisce - e lo premia. Ora devono solo decidere come "passare all'incasso".

Restano nella selva gli altri sequestrati: qualche decina di canjeables, centinaia di extorsivos. Per loro si amplificano speranza e timore: le opzioni sono sempre le stesse (morti o liberi), ma piú polarizzate. Chi non é stato liberato con Ingrid (e con i tre soldati americani) ora vale meno, mediaticamente e militarmente - e lo sanno. Speriamo non si spengano i riflettori su di loro.

Milioni di colombiani si sono emozionati ed hanno brindato e festeggiato. Ora pendono dalle labbra di Ingrid, che non piú di qualche mese fa indicavano come il personaggio piú amato nel Paese. Uribe, Ingrid. Uribe, le FARC. Chavez, Sarkozy, Bush, Obama, McCain. Uribe. I Santos. Cano. Ingrid. Le loro parole (e le loro azioni) peseranno e conteranno. Speriamo bene.

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