venerdì 8 agosto 2008

Si fanno i nomi: Nuova Colombia

Pochi minuti fa (letteralmente) il telegiornale di RCN ha dedicato un lungo servizio alla "cellula delle FARC in Italia", facendo il nome dell'Associazione Nuova Colombia.

Le immagini a supporto provenivano al 90% dalla pagina web dell'Associazione: locandine, fotografie (come quella a destra, mostrata a milioni di colombiani), la home page.

A fine servizio, appare in video una mail - inviata probabilmente da un rappresentante di Nuova Colombia al giornalista di RCN - in cui si negavano rapporti di finanziamento (attivo o passivo) con le FARC. Continua dunque la serie di "rivelazioni" tratte dalla corrispondenza di Raúl Reyes.

Ma è davvero notizia una pagina che è in rete da nni, in maniera trasparente, non clandestina? Questo si può discutere. Ciò che è certo è che a nessun mezzo di comunicazione colombiano è mai fregato nulla del tema - altrimenti l'avrebbero scoperto molto prima.

Ma siccome ora è arrivata l'imbeccata governativa, è iniziata l'era delle grandi scoperte e degli scoop...

P.S.: a mo' di commento. Vedere una notizia del genere fa impressione, specie una volta immersi nella realtà colombiana. Ma davvero i soci di Nuova Colombia sperano in (e lavorano per) un'ingresso delle FARC in armi in Piazza Bolivar?

4 commenti:

julia ha detto...

Ho partecipato a più incontri organizzati dall'Associazione Nuova Colombia che seguo dalla sua costituzione.
Ovviamente la notizia "pompata" serve ai mezzi d'informazione colombiani per indicare "il nemico".
Ma i compagni dell'Associazione non sono "il nemico", sono nomi come Raul Mantovani e Marco Consolo: ottimi conoscitori della realtà latinoamericana.
E, come chi da anni tenta di ovviare al silenzio sul nostro continente da parte dei media occidentali, hanno provveduto ad informare puntualmente su quanto sta succedendo in Colombia.
Non era un segreto che fossero in contatto con alcuni compagni delle Farc, così come lo erano con rappresentanti governativi colombiani in nome del loro impegno anche come ufficio esteri del Prc. Il computer che è stato prelevato dai paramilitari dopo l'incursione in Ecuador comprendeva le email che l'Associazione Nuova Colombia manda ai suoi associati e agli iscritti nella mailing list.

Avrete letto il loro sito, è tutto chiaro e alla luce del sole.

Non vorrete mica credere al giochetto di Uribe?

saludos
julia - associazione kabawil
kabawil.splinder.com

doppiafila ha detto...

Ciao Julia, sono ormai anni che i media colombiani indicano il nemico nelle FARC; l'attenzione sul "fonte estero" è solo una variante, nulla di nuovo. Il sito di Nuova Colombia è - come dici tu - chiaro ed alla luce del sole: appoggio alle FARC, ai loro obiettivi, alla loro visione del mondo. E questo - in Colombia - non è ben digerito: non si tratta di un giochetto di Uribe ma di un vero sentire popolare. Che poi alcuni appoggino le FARC anche in Colombia non ci sono dubbi, ma è innegabile che la stragrande maggioranza appoggia l'attuale democrazia, con tutte le sue debolezze. Saluti, Doppiafila

Jaime ha detto...

Ho letto con molta attenzione gli articoli in merito al Presidente Colombiano Alvaro Uribe. Io sono colombiano, Ing. Elettronico laureato in università pubblica a Bogotà. Oggi tutta la mia famiglia abita all’estero, perche siamo stati perseguitati e minacciati…… dovevamo pagare il pizzo.

Uno dei miei fratelli è stato sequestrato per motivi estorsivi, e liberato dopo aver pagato una somma per la sua liberazione, anche se abbiamo temuto il peggio. Non eravamo una famiglia benestante ne abbiamo avuto relazioni con la politica ne di destra ne di sinistra.

Anche se negli anni 50 i gruppi guerriglieri che nascevano (per conflitti politici all’epoca)erano insorgenti armati che vivevano nella clandestinità ma avevano molto probabilmente degli ideali politici -come i partigiani all’epoca della seconda guerra mondiale in italia-. Purtroppo con il tempo, furono abbandonati quelli ideali politici che in principio gli fecero nascere…. per sostituirli con quelli economici, denari ottenuti attraverso attività illecite quali sequestro, estorsione e delinquenza organizzata; negli anni 80 diventarono “l’esercito” dei cartelli della droga, e negli anni 90 i quando i “Capi” dei cartelli della droga –Rodriguez Gacha, Rodriguez Orejuela, Pablo Escobar, ecc- furono messi “sotto controllo”, la mal chiamata guerriglia diventava “narcoguerriglia”.

Era un gruppo di delinquenza organizzata diventato economicamente molto forte, che non cercava più di partecipare nella politica democratica ma di creare un nuovo stato dentro lo stato. Sono riusciti a implementare il più grande sistema di corruzione in tutte le istituzioni dello stato… dal parlamento, fino al catasto.

Sono stato testimone vivente del danno economico e psicologico da loro creato. Le multinazionali che stavano investendo in Colombia, iniziarono a chiudere le figliali lasciando migliaia di lavoratori senza posto di lavoro. Le multinazionali che fino a quel momento stavano esplorando il petrolio in Colombia, decisero di spostare l’esplorazione a Venezuela (sempre per causa delle estorsioni, sequestri e attentati agli oleodotti).

Per anni, i guerriglieri furono invitati a partecipare a tavoli di negoziazione, ma loro presero in in giro continuamente ai governi in carica; alcune volte non si sono ne anche presentati. Hanno chiesto e ottenuto “zone di distensione” cioè zone libere della presenza dello stato per “facilitare il clima della negoziazione” che poi si è dimostrato venivano utilizzate come zone per formazione militare, reclutando i figli minorenni dei contadini della zona e ricevendo armi provenienti da aerei russi che sorvolavano la zona.

Jaime ha detto...

Tutti i Colombiani ci siamo stancati e molti siamo stati costretti a lasciare il nostro paese vittime della guerriglia negli anni che furono considerati “l’esodo dei Colombiani” dal 1999 al 2001. Le politiche di Uribe iniziarono ad ottenere risultati per tutelare i cittadini per bene. Io sono tornato un paio di volte negli anni 2005 e 2007, e il riscontro con tutta la popolazione è stato molto positivo.

Molti contadini erano riusciti a riprendere possesso dei terreni di proprietà -da dov’erano fuggiti per causa della violenza-, e avevano ripreso le loro attività economiche. La soddisfazione dei lavoratori, commercianti e impresari ringraziano a Uribe le garanzie istituite per svolgere e tutelare le proprie attività.

Io umanamente vi chiedo di documentarvi direttamente con la popolazione….. ho avuto la possibilità di sentire molti dei miei amici che partecipavano attivamente in movimenti di sinistra e oggi invece condividono e appoggiano incondizionatamente le politiche del presidente Uribe. Non ci sono dubbi dell’intero consenso nazionale da lui ottenuto in una vera democrazia…. il popolo lo vuole rieletto per la terza volta, e chi, meglio che la stessa popolazione per misurare il miglioramento del clima politico, sociale ed economico di uno stato ???

E’ chiaro…. non tutto sono rose e fiori, ma non riesco a capire come facciano gli stranieri a criticare le politiche di Uribe quando la popolazione ne va fiera. Sarà magari che le “politiche in contrapposizione” dei vicini stati latinoamericani con politiche di sinistra, riescono a presentare una realtà sufficientemente distorta approfittando del proselitismo “anti-americano” ????