mercoledì 22 ottobre 2008

Al final del espectro - recensione

"Su calidad es mayúscula"
"Good direction, good edition and good photography"
"felicitaciones a los productores y directores de esta pelicula, muy buena"
"excelente formato internacional"

Con queste critiche, chi non l'andrebbe a vedere? Io sì, ancor più perché ne avevo sentito parlare gran bene quando stavo in Colombia. "Un passo avanti del nostro cinema", mi dicevano gli amici, ed io mi ero dispiaciuto di non averla vista. Venendo dall'Argentina, mi ero fatto un'idea della qualità che si puó raggiungere in America Latina, e speravo la Colombia s'incamminasse su quella strada.

Il fine settimana scorso - grazie alla bellissima idea di Colombiage - la proiettavano qui a Londra e - da buon "inglese" - ho prenotato con largo anticipo. Ora posso sommare la mia recensione alle tante che si trovano in rete.

"Al final del espectro" comincia male e finisce (molto) peggio. É un collage maldestro di film del terrore degli ultimi dieci anni, in cui le trame e gli accenni si sovrappongono senza risolversi in un unico filo conduttore. Le storie restano per aria come fantasmi, i personaggi ridotti a camei (salvo i due principali), gli spunti non crescono e non partecipano alla storia (quale?).

Per caritá: sono contento che sia stato girato. Erano anni che in Colombia non si produceva cinema dell'orrore, ed é un bene che la palette degli spettatori locali si ampli. Ma una scopiazzatura mal riuscita fa bene all'industria locale?

La risposta - temo - sia "sí". Il cinema colombiano parte da cosí lontano che persino "Al final del espectro" é un passo avanti.

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