venerdì 31 ottobre 2008

L'inizio della fine di Uribe?

Povero Uribe.

Lasciato col cerino in mano dell'ultima guerriglia in America Latina, aveva trovato in Bush un interlocutore da Guerra Fredda: eletto da Dio, distratto e disposto a chiudere più d'un occhio se i "basics" erano a posto (opposizione a Chávez, consenso di Washington, TLC, lotta alla droga).

Con la bonanza dell'economia (anche colombiana) s'era trovato con borse e borse di pesos da regalare durante i suoi consigli comunitari e da usare per finanziare un'apparato smisurato di favori ai politici amici.

Ora le due colonne stanno crollando. Barack Obama negli USA e la crisi mondiale toglieranno ossigeno al suo progetto. Ed Uribe non ce la fará.
Se n'é accorta anche la Chiesa Cattolica, che lo ha scaricato; ora mancano i media, pronti ad appoggiare il prossimo "sicuro vincitore" (non appena verrá identificato). Poi - per ultimi - toccherá alla maggioranza di colombiani che ancora vedono in Uribe il salvatore della Patria.

A lui restano due alternative: uscire bene (da statista) o uscire male (da criminale). Sono convinto che giá da ora sta dedicando piú energie ad evitare quest'ultimo risultato che a cercare la rielezione.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Alvaro Uribe é la cosa migliore che ha avuto il mio paese negli ultimi anni! E' l'unico che ha fatto veramente qualcosa per la Colombia.
Al mondo no gli si dice quanto male ci ha fatto la guerriglia, sono degli assasini, terroristi, narcotraficanti che si fanno passare per un grupo di sinistra che lavora per il popolo, blah!!!!
perché parlate male solo d'uribe , ditte anche quello che fanno las farc!

Anonimo ha detto...

Ditte anche quanto male gli ha fatto la farc alla Colombia, al suo popolo.... questo si sarebbe notizia, questo masacro sarebbe da fermare

doppiafila ha detto...

Anonimo, non ho particolari simpatie per Uribe e ne ho ancor meno per le FARC. Credo che queste ultime non abbiano nulla da offire alla Colombia, se non qualche rimasuglio di presenza sociale e qualche punto di vista su come risolvere i problemi del paese. Sono d'accordo che Uribe abbia fatto molto per la Colombia, e credo che abbia fatto anche molto, molto danno. Per esempio: ha portato milioni di colombiani a credere che l'unico problema del Paese siano le FARC; ha negato il ruolo negativo delle forze armate in tema di diritti umani; ha mancato di rispetto all'opposizione ed a soffiato sul fuoco dell'intolleranza ogni volta che ha potuto; ha de-istituzionalizzato il Paese con la ri-elezione e speriamolo fermino prima che completi l'opera.
E' chiaro che Uribe non é il problema: ne é l'espressione. Il problema e che i colombiani sono troppo allenati a non vedere, a non domandare, a non chiedere, a non esigere, ed accettano quello che gli viene offerto senza - ad esempio - preoccuparsi per i milioni di desplazados o per le migliaia di desaparecidos. Il pesce puzza dalla testa, ed il problema é delle élite. E la soluzione - occhio! - non sono le FARC ma la democrazia, non sono le armi ma i voti, non sono gli insulti ma l'informazione.
Questo spazio di commenti e aperto alle sue opinioni.
Saluti, Doppiafila

Baltic Man ha detto...

Condivido pienamente l'analisi di Doppiafila.
Il problema principale, e forse il vero problema dei colombiani, è probabilmente quello di affidare con superficialità il loro destino ad un soggetto X rinunciando all'analisi critica delle cose.
Il fatto stesso che la popolarità di un presidente raggiunga picchi così elevati la dice lunga sulla profondità dell'auto-analisi...