giovedì 31 gennaio 2008

Cosa farne dei simboli - Pablo Escobar

Mentre in Italia s'é deciso di dedicare vie, parchi ed aeroporti a Falcone e Borsellino, la Colombia é indecisa sul da farsi con la memoria Pablo Escobar.

É senza dubbio il colombiano piú famoso di tutti i tempi. In termini di massa e di cultura popolare straccia a García Márquez, a Tirofijo ed a qualsiasi calciatore. Che sia stato un criminale pochi lo negherebbero, ma rimane ancora un "peró", legato a certe caratteristiche che sono ancora segretamente ammirate: rubava ai ricchi ma dava ai poveri (?), era furbo, s'era fatto da sé, faceva e disfaceva a suo piacimento, era l'uomo piú ricco del mondo eccetera.

Quest'ambiguitá emerge persino quando si tratta di decidere il da farsi con la Hacienda Nápoles, l'enorme proprietá che il Capo aveva trasformato in un giardino zoologico privato.
Secondo El Tiempo, ci si costruiranno un carcere ed un parco tematico.

mercoledì 30 gennaio 2008

La strana conferenza stampa



Il 25 Gennaio scorso, il Presidente colombiano Álvaro Uribe ed il Segretario di Stato americano Condoleezza Rice hanno rilasciato dichiarazioni sulla recente visita di quest'ultima a Medellín.

Il video prodotto da TV Antioquia (cosí come lo pubblica il sito del Dipartimento di Stato USA) lo potete vedere qui sopra.

Com'é normale in una conferenza stampa, si lascia tempo per alcune domande - normalmente riservate ai giornalisti piú importanti tra quelli che coprono l'evento.
Effettivamente, il primo ad intervenire é Jonathan Beale, della BBC, corrispondente proprio presso Dipartimento di Stato (trovate la sua domanda al minuto 9:51 del filmato).
La terza (ed ultima) domanda - al minuto 14:17 - é di Sylvie Lanteaume, dell'AFP, che avrebbe riportato le sue impressioni su un pezzo d'agenzia del giorno dopo.

Ma la piú curiosa é la seconda domanda: l'unica che tocca ad un giornalista colombiano.

Il privilegio tocca a Gloria Patricia Osorio. Potete ascoltarla al minuto 12:40. Appena sentito il nome mi sono chiesto "come mai non conosco una giornalista cosí importante?"; se l'hanno scelta per rappresentare tutta la stampa del paese, dev'essere davvero un nome - ed io che da tre anni tengo un blog sulla Colombia non l'ho mai sentita nominare!

Corro quindi su Google. Posso cercare solo il nome, perché il "telecronista" di TV Antioquia non ha citato la testata (come invece aveva fatto per gli altri due). I risultati della ricerca sono sorprendenti: non c'é traccia di una giornalista con questo nome, e meno ancora di un pezzo da lei firmato sulla visita della Rice.

Stranissimo, perché sia per Beale che per la Lanteaume la ricerca produce frutti copiosi: articoli, profili, interviste, tracce abbondanti della loro attivitá professionale.

Di Glorie Patricie Osorio ne trovo una al comune di San Jerónimo (Antioquia, Colombia, a due passi da Medellín) ed una Ministra del Governo regionale di Caldas (un dipartimento ai confini con Antioquia).

Poi dicono che uno pensa male...

martedì 29 gennaio 2008

Nuovo sondaggio

Ho appena pubblicato una nuova "domanda" ai lettori di Bogotalia.
Come al solito, é sulla colonna di destra sotto i "tag" (e pure come al solito, attenderó e metteró la mia risposta solo dopo i primi voti, per mantenere la confidenzialitá del voto...)

sabato 26 gennaio 2008

C come Condoleezza

Quando il ministro degli esteri degli Stati Uniti d'America visita la Colombia é sempre notizia da prima pagina. Il motivo ufficiale del viaggio é far "toccare con mano" a dieci parlamentari della maggioranza Democratica gli effetti positivi della politica di "Sicurezza Democratica" del Presidente Uribe, nella speranza che questa ricognizione "sul terreno" li convinca ad approvare il TLC. L'obiettivo é ambizioso. Ma c'é dell'altro?

Ad onor del vero, la Rice é giá tornata a casa: le sue 24 ore a Medellin sono infatti terminate ieri sera. Per fortuna Bogotalia non é un giornale, costretto ad inseguire le "notizie", e puó permettersi tempi piú lunghi e le distrazioni della vita privata...
Proveró comunque a spulciare un po' su Internet per capire cosa ha fatto la Rice in Colombia, chi ha visto e cosa c'é dietro oltre alla versione ufficiale.

Cominciamo dalla presentazione del viaggio. Thomas Shannon - Vice Ministro degli Esteri per l'Emisfero Occidentale - lo ha annunciato a sorpresa il 23 Gennaio scorso: neppure Plan Colombia and Beyond (blog attentissimo ed informatissimo sui rapporti USA-Colombia) ne sapeva nulla.

Durante la conferenza stampa (qui il video completo) chiarisce che la Rice sta facendo "lobbying" per l'approvazione del TLC (ma anche per salvare il fast track, la prassi che consente al Presidente di negoziare gli accordi di libero scambio al posto del Congresso). C'é anche un secondo obiettivo, un "secondary purpose": sottolineare il ruolo della Colombia in un piú ampio approccio USA verso le Americhe, come la Colombia puó cambiare il volto dell'America Latina se dimostra che uno stato democratico puó essere "sicuro" e "ricco". Stimolato da una giornalista, Shannon aggiunge - con un sorriso sornione - che data la posizione geopolitica del Paese non si puó pensare ad un partner meglio collocato...

C'é quindi una parte di appoggio nella disputa con il Venezuela (o meglio, per essere giusti, nella continua aggressione verbale di Chávez contro Uribe ed il suo Governo, che potrebbe tradursi in decisioni restrittive del commercio col vicino): non é una sorpresa, questa. Ma secondo me c'é dell'altro: cercheró indizi che confermino questa intuizione.

mercoledì 23 gennaio 2008

Un milione di voci contro le FARC

Il 4 Febbraio prossimo si terrá in varie cittá colombiane e mondiali la marcia "Un milione di voci contro le FARC", organizzata attraverso il sito colombiasoyyo.

L'appello - inizialmente pubblicato su Facebook - é pubblicato alla fine di questo post nella sua versione in italiano (ce ne sono in altre otto lingue). Sul sito ci sono anche i contatti degli organizzatori dello stivale: Milano, Napoli, Roma e Torino fanno infatti parte delle decine di cittá in cui si cercherá di manifestare - in luoghi pubblici - contro le FARC.

Secondo El Tiempo si tratta di un'iniziativa "privata", che solo dopo ha raccolto l'appoggio dei media e del MInistero degli Esteri colombiano. Secondo ANNCOL, invece, si tratterebbe di un piano della CIA (che secondo The Guardian sarebbe il potere occulto dietro Facebook) per destabilizzare il Venezuela.

Vari blogger colombiani si sono uniti all'iniziativa: tra quelli che leggo piú spesso segnalo ¿Comunicación?, Liberal Colombiano, Atrabilisoso e Rolita816.

Se qualche lettore di Bogotalia si trovasse ad incrociare una di queste manifestazioni, un reportage sarebbe graditissimo (e pubblicatissimo, naturalmente)!

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UN MILIONE DI VOCI INSIEME CONTRO LE FARC

Abbiamo bisogno di far ascoltare la nostra voce. Non tacciamo più, affinché tutto il mondo ci ascolti; affinché ogni guerrigliero e ogni guerrigliera ci ascolti: Rifiutiamo le FARC – EP (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo), Noi NON vogliamo piú la lotta armata.

Le FARC ancora una volta ci hanno ingannato, rifiutando di consegnare i sequestrati in loro potere, utilizzando ogni tipo d'inganno e di elusione.

Il sequestro è il peggiore degli attentati alla dignità umana che si possa commettere, e le FARC hanno tenuto imprigionate più di 3000 persone per molti anni, mentre si dedicavano alla delinquenza e ad accrescere narcotraffico e terrorismo, recando povertà e miseria alla nostra patria, che ha sofferto per oltre 40 anni questa piaga e questa tragedia umana.

Colombia, Colombiani, e amici di tutto il mondo, gridiamo insieme:
BASTA!
BASTA SEQUESTRI!
BASTA MENZOGNE!
BASTA MORTI!
BASTA FARC!

Uniamo un milione di voci in questo gruppo, facendo sapere al mondo intero che in Colombia non abbiamo bisogno de alcun esercito del popolo, che le FARC sono un gruppo terrorista, assassino, nemico del popolo e del mondo.

Questa è una causa al di là di ogni colore político. E´ una causa umanitaria, animata solo dal sentimento di solidarietà per la nostra amata patria.
Unisciti a noi. Facciamoci sentire. Si ascolti la nostra voce.

Un milione di voci insieme contro le FARC.

http://www.facebook.com/group.php?gid=6684734468

martedì 22 gennaio 2008

Sondaggio di Bogotalia - risultati

Si é concluso - dopo la settimana di prassi - il sondaggio sulla "natura" delle FARC che avevo proposto qui su Bogotalia.

Per il 39% dei partecipanti (16 su 41 totali), le FARC sono "un gruppo guerrigliero". Il 36% le considera invece "un gruppo terrorista". Le altre tre risposte possibili ("un anacronismo", "il futuro della Colombia" e "Nessuna delle precedenti") hanno riscosso i consensi del 7%, 9% e 7% dei partecipanti (rispettivamente).
I risultati resteranno sulla colonna di destra fino al prossimo sondaggio.

Per correttezza, devo dire esplicitamente che la metodologia e la dimensione del campione non consentono di giungere ad alcuna conclusione statisticamente valida!

Il contagocce

La Borsa colombiana perde il 7,65% in una giornata, il Dollaro USA sale a 2017 Pesos. L'economia del Paese dovrá affrontare la recessione mondiale in condizioni pietose, senza petrolio da esportare, senza consumi interni che non siano beni di lusso o costruzioni, con le rimesse degli emigranti che si ridurranno (la maggior parte viene dagli USA) e con l'unica speranza che l'investimento straniero diretto si mantenga... praticamente con una mano davanti ed una di dietro.

Ecco una lista di link per saperne di piú (o meglio: per valutare come i media colombiani diano la notizia):
- El Heraldo
- El Periódico
- El Tiempo
- El Colombiano
- RCN Radio
- Caracol radio
- Portafolio
- La República
- La Opinión
- El Espectador.

Nota: il link a Portafolio (il quotidiano economico della Casa Editorial El Tiempo) é alla home page, perché sul tema non é stato pubblicato alcun articolo.

sabato 19 gennaio 2008

Messaggi reali

Sul blog di Kate trovo la foto (qui a destra) dei cartelloni che sono apparsi sulla NQS a Bogotà.
Ottimo esempio di "outdoor politics" (nel miglior stile cubano, o venezuelano), con la differenza che metre lì si sa che li mette il governo in Colombia gli autori sono sconosciuti.

venerdì 18 gennaio 2008

Connessioni

El Tiempo pubblica questa notizia sulle nuove dichiarazioni di Chávez e ministri, titolando "Venezuela alza il tono del suo attacco contro Uribe".

Tra le "informazioni collegate" (información relacionada, in originale) riporta la nota "Gli Stati Uniti insistono nella 'preoccupazione' per l'armamento del Venezuela". Si tratta di dichiarazioni dell'Ammiraglio Michael Mullen, Capo di Stato Maggiore Congiunto, in una conferenza stampa col Ministro della Difesa Juan Manuel Santos (foto a destra, di Fernando Ariza, tratta da El Tiempo.com).
L'unico collegamento che posso vedere tra questi fatti é che il Venezuela si stia preparando ad entrare in guerra contro la Colombia, e mi pare scorretto ed irresponsabile da parte di questo mezzo di comunicazione - ancor piú se si considera che lo stesso ministro della Difesa, il vicepresidente ed il ministro Lozano sono tra i proprietari...

40.000 visite a Bogotalia

Questo blog ha accumulato 40.000 visite da quando l'ho aperto, il 9 Dicembre 2005, con questo post particolarmente ottimista. Assieme al numero di lettori crescono anche i commenti: grazie a tutti quelli che si prendono il tempo di dare la loro opinione - la pagina sta qui per questo, sennó il diario me lo scrivevo su un Quablock...
Una curiositá: la visita numero 20.000 era arrivata nel Maggio 2007, un anno e mezzo dopo il primo post. Tra allora ed oggi - invece - sono passati solo 8 mesi, segno che la cosa accelera.
Saluti, Doppiafila

giovedì 17 gennaio 2008

Cristo sdogana Lucho - recensione

L'intervista di Julio Sánchez Cristo al sindaco uscente di Bogotá Luis Eduardo "Lucho" Garzón é il lancio ufficioso della candidatura di quest'ultimo alla Presidenza della Repubblica nel 2010. Ma politica interna a parte, il ritratto del "Lula" colombiano é godibile ed interessante.

É passato quasi un mese da quando ho finito di leggere questo libro; molti dettagli sono sfumati e forse e meglio cosí: ció che resta é l'essenza, il messaggio - o almeno la parte che io ho colto e mantenuto. Ed é questo: Lucho é uno tosto, che ha vissuto una vita difficile e pericolosa, attraversando la realtá colombiana dai quartieri poveri ed i bordelli di Bogotá fino alle alte sfere della politica nazionale, passando per l'esilio, il sindacato a Barrancabermeja, la direzione del Partito Comunista Colombiano ed il famigerato Cantón Norte (tutti posticini tranquilli...).

Nei tre anni alla guida dell'amministrazione di Bogotá, Garzón ha dimostrato di saper stare al gioco, di rispettare le istituzioni democratiche e di non aver intenzioni sovversive. I rapporti col Presidente Uribe sono stati coí buoni (o quantomeno cosí corretti) da aver spinto alcuni analisti un po' affrettati a definirlo addirittura "uribista".

É sulla base di questa esperienza che Julio Sánchez Cristo (del quale trovate ritratti su Wikipedia e su Ñciclopedia) afferma che "l'effetto pendolo lo porterá prima o poi alla Presidenza della Repubblica". E prosegue suggerendo che Lucho non possa piú rimanere nel Polo Democratico Alternativo ma debba cercare una strada propria (un "partito della strada") che sia dichiaratamente riformista e non sia contaminata dall'anima radicale della sinistra colombiana.

Ma non é questa fantapolitica il vero interesse dell'intervista. Quel che conta é l'opportunitá di avvicinarsi agli episodi chiave della vita di Lucho, quelli chelo differenziano dagli altri politici colombiani: lui non é nato negli USA, non ha fatto master all'estero, non ha navigato sempre in acque sicure né ha goduto della protezione dell'"establishment".
É stato caddy al Country Club di Bogotá, suo padre non lo ha mai riconosciuto, é stato torturato dalla Polizia colombiana, é stato amico e compagno di decine di guerriglieri, ha lavorato in un bordello di Bogotá e venduto mecato all'ippodromo.

Uno vero, insomma, uno che della politica colombiana dice "questo é il nostro establishment" e ti fa credere che la sinistra puó arrivare al potere per la via elettorale. Anche in Colombia.

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Lucho - Una entrevista
di Julio Sánchez Cristo
Edizioni Aguilar
Prima edizione Dicembre 2007
178 pagine

mercoledì 16 gennaio 2008

Utile riassunto

Donato Di Santo, sottosegretario agli Esteri per l'America Latina ed i Caraibi ha riassunto in una lettera a "Il Riformista" le principali iniziative italiane verso il continente.

Merita la lettura, perché mostra i segni di una concreta apertura. Potrá sembrare comunque insufficiente, specie a livello di singoli Paesi, ma a mio parere dimostra che ci stiamo muovendo.

Per chi non avesse voglia di leggere tutto l'intervento, ecco la frase dedicata alla Colombia: "Nella drammatica vicenda colombiana abbiamo riattivato la collaborazione italiana, venendo accolti tra i paesi osservatori del negoziato tra governo ed Eln e, per quanto riguarda i sequestrati delle Farc, poche settimane fa a Buenos Aires, ho incontrato sia la madre di Ingrid Betancourt con la senatrice Piedad Cordoba, che esponenti francesi, argentini e brasiliani".

PS: ringrazio Francesca per la segnalazione.

domenica 13 gennaio 2008

El chicle

Il "chicle" in Colombia é la gomma da masticare, il chewing gum, la cingomma (come si diceva nel secolo scorso da qualche parte in Italia).
In Brasile si dice "Chiclete" (pronunciato "sciclécci", con la "e" molto aperta), probabilmente a causa di una della marche piú forti da quelle parti, la "Chiclets" di Wrigley - che ora peró sembrano passate a CadburySchweppes (e se anche voi siete confusi, vedete la foto a destra cosí ci capiamo).

Ma se i brasiliani hanno tratto la parola dalla marca, la Wrigley ha preso la marca da... una parola in Nahuatl, tzitkli, che significa "roba appiccicosa". Questo vocabolo é rimasto "appiccicato" ad un albero, la Manilkara Chicle (nella foto a sinistra), della famiglia delle Sapotacee, dalla corteccia del quale si ottiene lo speciale lattice che veniva usato come materia prima delle gomme, appunto.

Dico "veniva" perché é un po' che é stato sostituito da una gomma derivata - eh sí - dal petrolio, e piú precisamente a base di butadiene.

Cosa non si scopre girando un po' su Wikipedia! Stavolta, ad esempio, abbiamo scoperto perché si chiamano "gomme americane"...

sabato 12 gennaio 2008

C'é modo e modo

Hugo Chávez ha ragione nel segnalare il riconoscimento politico come un importante passo nella pace negoziata tra il Governo Colombiano e le FARC. Ma farlo di fronte all'Assemblea Nazionale e affermando che rispetta il "progetto politico bolivariano delle FARC" significa rendere impossibile ogni sua ulteriore iniziativa di mediazione.

In altre parole, Chávez sceglie coscientemente di radicalizzare la situazione, sapendo che questo provocherá un immediato congelamento dei rapporti col vicino occidentale: é evidente che il Governo colombiano non si muoverá di un millimetro, e chiunque conosca un po' della politica Colombiana lo sa (lui per primo, naturalmente).
Se Uribe ha "dinamitato" l'operazione di consegna degli ostaggi a Capodanno, ora Chávez sgancia l'atomica e compromette un suo futuro ruolo di mediatore.

Ma perché lo ha fatto? Perché ha scelto questa forma (e non, magari, un'intervista in cui discretamente suggerire al Presidente colombiano di prendere in considerazione l'eventualitá eccetera?). Penso che i motivi siano (almeno) due:
1) perché questo é quello che gli hanno chiesto le FARC in contropartita per la liberazione. Credo infatti che debbano aver trattato nei detagli riguardo al modo in cui Chávez avrebbe appoggiato la loro aspirazione al riconoscimento internazionale;
2) perché ha deciso di aprire la partita regionale, proponendosi come attore della politica interna colombiana in vista delle presidenziali del 2010, magari con Piedad Córdoba candidata.

O forse la ragione é piú prosaica: incassare la scommessa vinta nel modo piú plateale possibile, per guadagnare consensi e ripresentare la proposta della sua rielezione...

Peccato.

Integrazionismo latinoamericano



Garzón, da El Espectador.

venerdì 11 gennaio 2008

É tutto vero

Sono passate ormai dodici ore dalla liberazione di Clara e Consuelo, una notte intera - da questa parte del mondo - e pare che sia successo davvero: giá ci sono video, interviste, dichiarazioni ufficiali, giá ci sono le famiglie che si riuniscono, che non sanno da dove cominciare per recuperare gli anni perduti.

Parla Clara Rojas in un'intervista a Caracol Radio: sta bene, ha energia, ride. "Tengo pequeños achaques", dice, usando una parola che a noi italiani sorprende di trovare pari pari in spagnolo. "Di Ingrid non ho notizie da tre anni", con Emmanuel é stata solo 8 mesi, del padre non ha notizie (ma é l'unico momento in cui perde il ritmo nel'intervista, sembra imbarazzata o frenata, per qualche motivo), per il futuro immediato pensa solo a parlare con la famiglia e "che Emmanuel inizi a studiare". Ringrazia la solidarietá e l'amore che ha ricevuto dai colombiani e dice "yo amo a mi País".

Parla Uribe, a reti unificate, e ringrazia Chávez, Fidel Castro, Piedad Córdoba, la comunitá internazionale, la Croce Rossa, l'Esercito colombiano ("che era a 2 chilometri dal luogo della liberazione") e poi ricorda gli altri sequestrati.

Il Ministero degli esteri degli Stati Uniti include implicitamente Chávez in un gruppo che va ringraziato per il suo contributo alla liberazione.

Per tutti i dettagli della giornata, eccezionale l'articolo di EquinoXio: sui giornali colombiani non ci andate nemmeno, andate direttamente su questo link.

giovedì 10 gennaio 2008

Libere Consuelo González e Clara Rojas

Secondo El Tiempo sono giá sull'elicottero. Dirette a Caracas.
Ed eccole. Sono libere. Che roba. Incredibile. Sono libere, stanno bene.



E qui, il momento della liberazione, nel Guaviare. "Stiamo bene, torniamo a rinascere. Quelli che sono ancora lí le mandano a dire che continui a lavorare", dicono a Chávez, "mille grazie".

Sí se puede

Ma allora si puó titolare in modo "corretto" una notizia! Basta guardare Semana.com (anch'esso medium colombiano e non lontano dalla famiglia Santos) che titola "Le FARC hanno consegnato a Chávez le coordinate per la liberazione delle sequestrate".
Abbastanza diverso dal titolo de El Tiempo ("Il Governo ha dato il suo appoggio per la liberazione dei sequestrati: solo la Croce Rossa é autorizzata"), non vi pare?

mercoledì 9 gennaio 2008

Ultim'ora: speriamo

Pare che le FARC abbiano consegnato a Chávez le coordinate per la liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Si troverebbero in Guaviare e giá domattina gli elicotteri venezuelani con le insegne della Croce Rossa potranno volare in Colombia a prelevarle.
Uribe ha giá dato la sua approvazione - speriamo non ci siano altri colpi di scena. Speriamo.


P.S.: Su "El Tiempo" danno la notizia come al solito - ovvero al contrario, col Governo come protagonista assoluto: "Il Governo ha dato il suo appoggio per la liberazione dei sequestrati: solo la Croce Rossa é autorizzata". Ma non sarebbe stato molto piú naturale titolare: "Le FARC consegnano le coordinate a Chávez"? Non é che magari il buon Juan Manuel ha ancora voce in capitolo?

martedì 8 gennaio 2008

Shibboleth


Foto di Dario Sartini

venerdì 4 gennaio 2008

Punti di vista

Per buona parte di noi, i sequestrati delle FARC sono vittime. Persone che da anni soffrono la tortura della prigionia, in condizioni disumane, incatenate in mezzo alla selva colombiana, private della libertá, della dignitá, dell'umanitá stessa.

Ci sono peró altri punti di vista.

Clara Rojas se l'é cercata. Sia lei che Ingrid Betancourt sapevano che il loro viaggio pre-elettorale a San Vicente del Caguán poteva costare loro caro ma ci sono andate lo stesso. Ingenue: pensavano che le FARC le avrebbero rispettate ed invece le hanno sequestrate... E Clara Rojas non solo se l'é cercata ma le hanno offerto di liberarla ed ha deciso di rimanere con l'amica e leader politica. Che non si lamenti. E poi, tanto male non dev'essere stata, visto che con un guerrigliero i ha fatto pure un figlio...

Emmanuel, il figlio di Clara Rojas nato in cattivitá e poi apparentemente consegnato ad una famiglia contadina, é "metá nostro e metá loro". Un po' vittima (perché figlio della Rojas - ma vedi sopra) ma anche un po' carnefice (perché figlio di un guerrigliero). Ci sono tanti bambini in colombia che - invece - sono completamente innocenti, perché tanta attenzione a questo...

Consuelo de Perdomo... e questa chi é? Una politica? Ah, ma allora qualcosa di male deve aver fatto, se l'hanno sequestrata!

Credo che diversi milioni di colombiani - in modo piú o meno esplicito - la pensino cosí. Alcuni li ho sentiti usare queste stesse parole. Altri vanno oltre, fino all'insulto.

mercoledì 2 gennaio 2008

Un nuovo giornale (?)

Ho approfittato del viaggio in Colombia per sfogliare tutte le edizioni di "Semana" che mi erano arrivate a casa da Settembre a questa parte; una delle notizie che mi hanno incuriosito é stata questa, del 22 Settembre, che annunciava la nascita di un nuovo quotidiano, "El Periódico".

Non l'ho visto in edicola (anche perché non ci sono edicole, in Colombia) e mi é sfuggito di mente il proposito di comprarne una copia. Risultato, mi devo accontentare della versione online, come tutti i lettori non colombiani di Bogotalia.

Di questo lancio (che definirei come minimo "discreto") aveva giá parlato Víctor Solano sul suo ¿Comunicación?.

martedì 1 gennaio 2008

Buon 2008

Auguri di Buon Anno a tutti i lettori di Bogotalia.
Saluti e a presto,
Doppiafila

P.S.: questo é il post numero 500 di Bogotalia: auguri anche al blog!