sabato 23 febbraio 2008

Ma pensa un po'

Vi ricorderete senz'altro Tanija Nijmeijer, la ragazza olandese che combatteva con le FARC: i suoi diari tennero banco per diversi giorni, coi media colombiani che volevano usarli come prova della misoginia delle FARC eccetera eccetera.

Secondo me, molta gente ha interpretato la "storia" in un altro modo, chiedendosi cosa portava una ragazza "che ha tutto" a vivere nella selva ed a rischiare la vita per... per... Oddio, alcuni magari avranno completato la frase con "un ideale"!

Era naturalmente inaccettabile che la cosa finisse così. Erano i primi di Settembre dell'anno scorso, ed io mi posso immaginare i fini strateghi delle PR di palazzo che si lambiccavano il cervello per trovare l'antidoto a quella velenosa interpretazione; e mi viene facile anche immaginare il momento de "l'idea": ma sì! Troviamo un altro straniero, ma che stia combattendo per l'Esercito Colombiano!!!

Grandi pacche sulle spalle, grandi festeggiamenti ed un briefing preciso al Generale Montoya. Pochi giorni dopo (nell'edizione del 24 Settembre di Semana) ecco il pezzo: "Il soldato olandese".

É la storia di David Bohn, di padre olandese e madre colombiana, che sceglie di lasciare le comoditá della vita di Haarlem per arruolarsi nell'esercito colombiano e contribuire col suo "ganito de arena" - cosí dice Semana, ma non si capisce bene da quali fonti (probabilmente una velina del Ministero della Difesa). David combatte contro la guerriglia per 6 anni, poi si ritira e non si sa piú nulla di lui.

Neanche dell'articolo di Semana si sa piú nulla, né della foto molto professionale (quella che ho postato qui), né della storia - che sparisce persino da Internet. Ma - se volete - ho l'articolo scannerizzato e ve lo posso mandare...

venerdì 22 febbraio 2008

C'é poco da ridere


La questione delle piramidi in Colombia continua a fare notizia, ma stavolta ai confini della (tragi)commedia.

Qualcuno ha - giustamente - denunciato i nuovi faraoni per "captación masiva de dineros del público" (quello che fanno le banche, per intenderci, ma siccome non c'é autorizzazione governativa diventa reato) ed un pubblico ministero di Villavicencio é stato incaricato d'indagare.

Quando Flor Romero - la rappresentante di People Winner, la piramide di turno - si é presentata accompagnata da duemila (2,000) "risparmiatori", il PM si é tirato indietro. Occhio peró, non per paura della folla ma perché.... anche la moglie aveva portato i risparmi di famiglia al "campo dei miracoli"...

giovedì 21 febbraio 2008

Colombia potenza ecologica

l'Indice di Performance Ambientale 2008 dell'universita di Yale colloca la Colombia al nono posto tra le nazioni che piú si avvicinano ad obiettivi ambientali d'eccellenza.

Vale la pena di studiarsi la metodologia, perché questa é un'area in cui la Colombia puó davvero contare a livello mondiale.
Mi riprometto di farlo e di pubblicare le mie considerazioni. Nel frattempo, potete leggervi questo editoriale da El Tiempo.

martedì 19 febbraio 2008

Un altro Moreno a Bogotá

É Hipólito Moreno, rieletto alla guida del Consiglio Comunale da una maggioranza composta dal Polo Democratico Alternativo (11 consiglieri), dal Partito della U (7) dai liberali (6) e dai conservatori (3), con l'appoggio di alcuni indipendenti (non i due del Movimiento MIRA, ad ogni modo).
All'appello manca solo Cambio Radical (di Germán Vargas Lleras), che secondo El Tiempo ha provato senza successo a tradurre i suoi numerosi voti (ben 11, tanti quanti ne ha il Polo) in un maggior numero di cariche municipali.

Hipólito Moreno Gutierrez (a destra nella foto; qui il suo blog, non aggiornatissimo) ha fondato il Partido Popular Colombiano ed é entrato in Consiglio Comunale per la prima volta nel 1998, terzo tra i piú votati con piú di 16.000 preferenze. É stato giá Presidente del Consiglio Comunale di Bogotá - nell'era Lucho - con Equipo Colombia, dal quale é uscito per provare l'arrivo in Senato coi Conservatori; oggi é approdato al Partido del U, dopo aver appoggiato Peñalosa alle ultime elezioni.

Questo é il suo "curriculum", come appare su Concejocomovamos.org.

domenica 17 febbraio 2008

Voto di preferenza

Secondo questo articolo, l'Italia fa parte del gruppo di sei paesi dai quali proviene il 95% delle rimesse degli emigranti colombiani.

Ai primi due posti - naturalmente - Stati Uniti e Spagna; poi il Regno Unito, il Venezuela, l'Ecuador e, appunto, l'Italia. Il flusso di denaro che arriva in Colombia da questi paesi é vicino al 3% del PIL, o circa 4 miliardi di dollari.

Tra parentesi: questo dato spiega perché le "rimesse" siano uno dei piú potenti meccanismi di trasmissione di crisi economiche dal "primo" al "terzo" mondo...

sabato 16 febbraio 2008

Avanti cosí

El Tiempo riporta in un'articolo a firma Pongutá Puerto le reazioni della stampa italiana alla marcia del 4 Febbraio ed alla situazione colombiana in generale. Il titolo (abbastanza sgrammaticato in spagnolo) potrebbe essere tradotto come "la stampa socialista italiana rifiuta le pratiche violente delle FARC" e nel pezzo si fa riferimento all'articolo di Mosen Naim su l'Espresso, agli speciali di RAI su Ingrid Betancourt e molto ad un pezzo di Roberto Lovari su l'Avanti!

Non conoscevo il Lovari, ma l'ho trovato un personaggio interessante (almeno dopo 5 minuti di ricerca su Google): cura una rivista online sull'America Latina ed ha scritto una guida di Salvador de Bahía (oltre ad essere politico da anni per i socialisti e per Forza Italia). Interessante.

83% dei lettori contro il 3° mandato

Certo, il titolo fa disinformazione: in fondo, solo 30 lettori di Bogotalia hanno votato per il sondaggio sulla seconda rielezione di Uribe.

Voglio comunque trarre una conclusione: la maggior parte di quelli che capitano da queste parti (e che si prendono la briga di partecipare) non vedono di buon occhio questa prospettiva... Lo spoglio conferma: 25 su 30 scelgono la risposta "É uno scandalo". Solo 2 (il 6%) parlano di benedizione mentre ben 3 (il 10 per cento) si rimettono alla superiore volontà del popolo (e si sa: vox populi...).

A me pare che un terzo mandato di Uribe sarebbe la ferita finale all'istituzionalitá colombiana, la fine di ogni equilibrio di poteri e la conferma che il populismo non é né bianco né nero: solo sfumature di grigio....

L'immagine é tratta da El Justo Reclamo.

mercoledì 13 febbraio 2008

Sarkozy e Lula

I presidenti brasiliano e francese confermano che faranno sforzi per ottenere il rilascio degli ostaggi. "Di Ingrid Betancourt", dice Sarkozy. "Con l'accordo di Uribe", sottolinea Lula.

Durante il loro summit discutono anche d'altro: la Francia passerà tecnologia militare al Brasile, per consentirgli di costruire caccia e sottomarini sul proprio territorio. Appoggerà anche le ambizioni di Brasilia per una maggior rappresentanza negli organismi del potere globale, dal G8 all'ONU.

La foto é di AFP, ed El Tiempo neanche menziona questa seconda parte della notizia, preferendo lasciare i propri lettori nell'illusione che l'incontro sia avvenuto solo per dimostrare solidarietà ad Uribe...

martedì 12 febbraio 2008

Bambini... basta litigare!

Sarkozy e Lula s'incontreranno al confine tra il Brasile e la Guyana Francese, dove il presidente francese si trova in luna di miele visita ufficiale. Tra le altre cose, parleranno della relazione tra Colombia e Venezuela: deve migliorare - secondo entrambi - se si vuole davvero giungere all'accordo umanitario ed in prospettiva alla pace in Colombia.
Mi colpisce il potente messaggio contenuto in questa semplice notizia: quello tra i due presidenti populisti é un conflitto subregionale....

sabato 9 febbraio 2008

Sotto assedio

Per i giornalisti colombiani, le FARC sono la minaccia piú presente ed il maggior limite alla loro libertá d'informare. Ma nella lista compaiono anche i paramilitari, i narcos e... qualche sorpresa.

L'Observatorio de Medios dell'Universitá della Sabana ha pubblicato nel Novembre 2007 il suo "Stato attuale della Libertá di Stampa in Colombia". Si tratta di 235 interviste ad altrettanti giornalisti sparsi per il Paese, scelti tra quelli che si occupano - in particolare - del conflitto armato, dell'informazione politica e di quella giudiziaria.

Come sapranno i lettori "storici" di Bogotalia il tema m'interessa, per cui mi sono letto sia l'articolo di Semana che l'intero PDF dei risultati (che, se lo volete, ve lo mando per posta elettronica).

Il panorama é deprimente. L'88% dei giornalisti intervistati crede che la libertá di stampa in colombia sia oggi minacciata. Da chi? Considerando gli "attori" la cui minaccia viene percepita come "media" o "forte" la classifica é questa: prime le FARC (94%), seguite a ruota dai paramilitari (92%). Il terzo posto spetta - incredibilmente - ai politici coll'86%, seguiti da narcotrafficanti ed ELN a quota 85.
Dall'analisi per regione emerge che i politici hanno il triste record della massima pericolositá nella Costa Atlantica (dove l'89% degli intervistati li considera mediamente od altamente pericolosi, contro l'84% delle FARC), la patria della parapolitica: solo una coincidenza, certamente.

Ma l'Observatorio fa anche un'altra domanda interessante: quante (e quali) di queste pressioni hanno funzionato? In altre parole: quante volte un giornalista rinuncia a pubblicare un pezzo a cause delle minacce o delle "indicazioni" ricevute da uno di questi attori? Il punto - l'autocensura - é centrale e la risposta fa riflettere.
I piú efficaci sembrano essere i paramilitari: il 33% degli interpellati si é astenuto dal pubblicare una notizia d'interesse generale a causa delle loro minacce. Seguono le FARC (29%) ed i politici (26%), a confermare il podio dell'infamia. Ma sono le posizioni seguenti che sorprendono: al quarto posto troviamo i proprietari dei mezzi di comunicazione (22%) ed al quinto addirittura i direttori dei media e gli inserzionisti pubblicitari (entrambi al 21%).

Riepilogando.
Domanda: giornalista colombiano, quali pressioni ti convincono a non pubblicare una notizia?
Risposta: le FARC, i paramilitari, i politici, i proprietari dei media, i loro direttori e gli inserzionisti pubblicitari.
Commento: nessuno.

Uribe é nervoso

"Ho chiesto al presidente come si sentiva avendo oltre 40 dei suoi parlamentari inquisiti per rapporti con i paramilitari. La risposta è stata francamente da film. È scattato in piedi, mi ha indicato, ha perso il controllo".

Il Presidente in questione - manco a dirlo - é Álvaro Uribe Vélez. Chi parla invece é Vittorio Agnoletto, europarlamentare, che prosegue: "Ha gridato che lui è stato eletto da solo, senza un partito. Poi nel parlamento una serie di partiti ha deciso di sostenerlo, ma lui non li conosce e sa non chi siano e che storia abbiano, quindi non è responsabile".

É la chicca di un'intervista di Simone Bruno pubblicata su Peacereporter: da leggere.

Foto, pregiudizi e benvenuto


La foto é questa qui sopra: circola su internet col titolo "Colombian Street Party"; di pregiudizi ne parla Baltic Man, italiano che studia in Colombia a cui do il benvenuto sui link di Bogotalia...

giovedì 7 febbraio 2008

Gran Guerra Gran Colombiana

Si é concluso il sondaggio sulla "Guerra Colombia Venezuela", ed ecco i risultati.

Avete votato in 46 (il massimo d'affluenza alle urne virtuali, finora: sempre piú democrazia su Bogotalia!), ed il 56% di voi non crede che ci sará guerra al nord del Sudamerica.
Il 28% (pari a 13 voti) dice "Sí, se Uribe continua cosí", mentre solo 7 - il 15% - risponde "Sí, se Chávez continua cosí".

Mi sorprende che ben 44% dei votanti (quasi la metá, quindi) consideri possibile uno scontro militare tra Colombia e Venezuela: a me sembra una possibilitá cosí remota!

Magari avete ragione voi... ma speriamo di no.

No, no e no

Il Partido de la U, per bocca del suo presidente Carlos García Orjuela, ha annunciato l'intenzione di iniziare a lavorare per rendere possibile la seconda rielezione di Álvaro Uribe.

Secondo García l'attuale Presidente della Repubblica Colombiana non é stato consultato.

E probabilmente (se glielo domandassero) direbbe che l'annuncio viene fatto a due giorni dalla Marcia contro le FARC per pura coincidenza.

L'immagine a destra l'ho presa da un blog che si chiama "Tienen huevo", che - mai titolo fu piú appropriato - si traduce in italiano "Hanno la faccia come il culo"...

mercoledì 6 febbraio 2008

Uribista o Terrorista

É uno dei grandi, immensi mali della politica colombiana: l'intolleranza. Il conflitto interno fornisce all'elite lo spunto (o il pretesto) per demonizzare l'avversario; coi media che assecondano il risultato é garantito.

Quanto é successo alla marcia di Parigi é un ottimo esempio.

Un gruppo di manifestanti tenta di esporre uno striscione che dice "basta paramilitari, narco, FARC". Non l'avessero mai fatto: i solerti organizzatori gli ricordano che la marcia é contro le FARC e basta. Il dialogo (ben piú lungo di cosí) é riportato da O-lu con video e tutto nel suo Sociología para Novatos (blog interessantissimo, tra l'altro).
Come finisce l'episodio? Con gli esagitati organizzatori che chiamano "terroristi" i pochi dissidenti e con "La W" (un'importante stazione FM) che sul web parla di aggressione ed in onda chiama in causa la stessa Olga (alias O-lu).

Ecco che come per incanto la povera Olga (che ha commesso il grave delitto di pensare con la propria testa, dando cosí fastidio a qualcuno) é diventata terrorista, complice di sequestri e barbarie, amica di Chávez e compagna di merende della Córdoba.

Come sono tristi questi personaggi; e com'é difficile vivere in un paese in guerra con se stesso.

La marcia contro le FARC: un evento storico

L'altro ieri, 4 Febbraio 2008, resterá una data storica per la Colombia. In un paese dove le manifestazioni di massa sono cosí rare che si ricordano per decenni, quella di lunedí scorso ha un posto assicurato nella memoria collettiva.

Pubblicheró presto i miei commenti al riguardo. Il primo, da subito: peccato non esserci stato...

martedì 5 febbraio 2008

Colombia es pasión

Premetto: a mio parere, la campagna "Colombia es pasión" é una toppa clamorosa (l'obiettivo - comunque - non é convincere i blogger italiani, ma aumentare le esportazioni, gli investimenti stranieri ed il turismo esterno; penso quindi che potranno sopravvivere alla mia modesta opinione...).

Certe volte peró i toni sono cosí "patriottimistici" da risultare antipatici. Come nel caso dell'immagine qui a destra che - sulla home page del sito di Proexport - si anima e mostra le seguenti frasi:
1. "¿Quieres que hablen bien de ti?" (vuoi che si parli bene di te?)
2. "Colombia también" (anche [la] Colombia)
3. "Habla bien de ella" ( parla bene di lei).

Fastidioso. Ma non tanto quanto questa frase (stavolta dal sito colombiaespasion.com): "Y así, cuando todos estemos mirando hacia el mismo lugar, y el resto del mundo nos observe, se darán cuenta que este no es un país cualquiera".

Mi viene voglia di chiedere ai redattori quale sia - secondo loro - un Paese qualunque....

domenica 3 febbraio 2008

Il miracolo colombiano

Quando sono stato a Bogotá a Dicembre ho sentito parlare di una "nuova opportunitá d'investimento" che offriva rendimenti del 100% sul capitale investito.

La modalitá tipica era la seguente: il "cliente" vuole comprare una moto da 3 milioni di pesos. Li versa all"azienda", che due mesi dopo gli consegna la moto e gli riconsegna i tre milioni di pesos.
In termini economici, l'azienda in questione potrebbe essere vista come un banca, che raccoglie il risparmio (i 3 milioni), lo mette a frutto e poi lo restutisce con gli interessi (in questo caso rappresentati dalla moto...).

L'idea mi ha fatto sorridere (anche perché mi sono ricordato dell"aeroplano", una specie di social network ante litteram molto popolare a Roma alla fine degli anni '80) e non ci ho pensato piú (salvo consigliare a mio cognato di lasciar perdere).

Ora ritrovo lo stesso caso su Semana.

David Murcia Guzmán é il "presidente internazionale del Gruppo DMG" e ci spiega come fa la sua azienda a garantire questi rendimenti. In primo luogo chiarisce che non sta riciclando denaro sporco - il primo sospetto in un caso di questo genere; poi accusa i media di non dargli fiducia perché é di origini umili; svela anche i suoi piani di espandersi in almeno cento paesi e - en passant - di risolvere il problema della povertá e della fame nel mondo.

Finalmente, ci svela il segreto. I grandi rendimenti sono resi possibili dalla valorizzazione del suo assett fondamentale: la marca. I "clienti" che adorano DMG (e chi non l'adorerebbe???) diventa no parte del valore dell'impresa, ed altri imprenditori pagherebbero per avere questa relazione privilegiata con loro.

É fuffa pura (naturalmente), ma abbastanza mischiata a considerazioni condivisibili da essere bevuta: i commenti all'articolo di Semana sono spesso entusiastici, con frasi del tipo "queste iniziative possono salvare il Paese", "abbiamo bisogno di persone come David", "mi dispiace di non esser diventato cliente di DMG quando ha cominciato" eccetera eccetera.

Un'altro commento peró - quello di Hernando Salguero Florez - sintetizza al meglio la situazione: "i furbi vivono dei fessi, i fessi del loro lavoro".

venerdì 1 febbraio 2008

Moreno in inglese

Samuel "el Alcalde" Moreno c'é l'ha fatta ed é sindaco di Bogotá. Visto che si tratta dela "seconda carica elettiva" in Colombia, bisogna cominciare a conoscerlo...

Qui un'intervista (in inglese) tratta dal Miami Herald.