domenica 30 marzo 2008

Preparare il terreno

Interessante l'articolo del New York Times segnalatomi dal caro Dasar. Il tema sono i file ritrovati nell'accampamento ecuadoriano delle FARC in cui é stato ucciso alias Raúl Reyes, ed i collegamenti che questi file suggerirebbero tra il governo venezuelano ela guerriglia colombiana delle FARC: si parla di finanziamenti, di traffico d'armi, di prestiti "da ripagare quando saremo al potere", secondo una delle missive fariane.

Su internet sono due lunghe pagine, che corrispondono - sulla carta stampata - ad un articolo di lunghezza inusuale per un tema così poco interessante per il lettore medio come l'America Latina. Interessa invece ad altri cominciare a preparare il terreno; per cosa? Chissá. Intanto preparano.

sabato 29 marzo 2008

Una buona notizia

Non ho letto il libro, non conosco l'autore, non ho letto recensioni né ascoltato interviste, e credo che mi risulterà difficile persino comprarlo, ma il fatto che qualcuno abbia scritto un romanzo (storico) su Rodrigo Lara Bonilla mi pare una buona notizia.

Lara (questo il titolo del libro di Nahum Montt) era ministro della giustizia quando si discuteva sull'estradizione dei narcotrafficanti, nel 1984. Lui era favorevole, Pablo Escobar contrario; finí con un attentato sulla Carrera 7a e con la morte del più debole (il ministro), "colpevole" anche - tra le altre cose - di aver partecipato alla scoperta ed allo smantellamento di decine di laboratori di produzione di cocaina, tra i quali quello immenso (Traquilandia) in cui si ritrovò l'elicottero che fu del papà di Álvaro Uribe (curiosi? leggete l'articolo di Simone Bruno su PeaceReporter, che poi si ricollega direttamente a Lara Bonilla).

Prima o poi - e lo scrivo sapendo che su Internet nulla si cancella - questo signore verrà riconosciuto come uno dei martiri della Colombia, e gli verranno dedicati aeroporti, scuole ed università; ma non - naturalmente - con Uribe presidente.

Per ora accontentiamoci del forte valore simbolico della presentazione del libro, avvenuta il 28 Febbraio scorso in una sede delle Nazioni Unite che fu di proprietà di alias "Don Efra" e che grazie alle leggi di "estinzione di dominio" é stata assegnata all'ufficio ONU contro la droga ed il delitto.

I simboli sono importanti.

mercoledì 26 marzo 2008

Il nuovo Eldorado

Dopo un lungo tira e molla contrattuale, cominciano a circolare le prime "artist impressions" del nuovo aeroporto di Bogotá. Il loro obiettivo é quello di far contento il popolo ("bello, bellissimo, finalmente") mentre politici ed imprenditori si assicurano che (a) la cosa renda e (b) che i problemi siano il piú possibile concentrati durante il mandato del successore...

mercoledì 19 marzo 2008

Fatti più in là

Così titola il Guardian sulla prima pagina del supplemento G2 di lunedì scorso. Più precisamente, si legge: "Scansati, Colombia. Come il Canada é diventato una superpotenza della droga", e sullo sfondo ondeggia la bandiera canadese - leggermente modificata - che vedete nella foto a destra.

Segue un brano tratto da McMafia, libro di prossima pubblicazione che leggeremo di corsa, vista la promessa di parlarci di come "i confini tra il legale e l'illegale siano sempre meno marcati" ed il crimine organizzato sia una conseguenza della povertà e del crescente divario tra ricchi e poveri.

Tra le chicche dell'articolo:
- l'industria della marijuana nella British Columbia canadese (ma sarà il nome??) varrebbe almeno 4 miliardi di dollari l'anno, ovvero il 3% del PIL colombiano;
- si stima che ci lavorino 100,000 (centomila) persone, tra full time e part time - quanti gli abitanti dell'Amazonas e del Guaviare messi assieme.

A quando il "Plan Canada"???

domenica 16 marzo 2008

Brava Doris

Dal 9 di Ottobre del 2007 un'artista colombiana "occupa" uno degli spazi espositivi più importanti del mondo dell'arte contemporanea. Si tratta di Doris Salcedo, che col suo Shibboleth alla Tate Modern ha fatto più bene all'immagine colombiana all'estero di 5 anni di "Colombia es Pasión"...

La Tate Modern occupa l'edificio di una vecchia centrale elettrica sulla riva destra del Tamigi; l'immenso spazio occupato dalle turbine (nella foto qui a destra) é stato trasformato in un unico ambiente espositivo, occupato a turno da artisti scelti a dito dal museo (e - immagino - da Unilever, la multinazionale anglo-olandese che sponsorizza la serie).
Dall'autunno scorso, l'onore di occupare questo spazio é toccato a Doris Salcedo, bogotana di 50 anni; non ama farsi fotografare, ma potete vederla addirittura in video sulla pagina della Tate.

"Come colombiana", dice "ho imparato a vedere il mondo dal punto di vista degli sconfitti". Ma la cicatrice dello Shibboleth resterà testimonianza di una vittoria dell'arte colombiana.

domenica 9 marzo 2008

Amici come prima?

Com'era facile immaginare, la guerra tra Colombia, Venezuela ed Ecuador non c'é stata.I carri armati bolivariani non si sono saldati con l'avanguardia delleFARC, i soldati ecuadoriani non hanno versato il glifosato dell'anno scorso dal lato colombiano della frontiera e neppure le corvette nicaraguensi hanno assaltato San Andrés e Providencia.

Più semplicemente Uribe ha abbassato la cresta ed é andato a Canossa stringendo la mano ad un Correa con la faccia arrabbiata, al solito Ortega strapaesano ed al Chávez di sempre.

Tutti contenti: ognuno ha fatto la sua parte e può considerarsi vincitore di fronte alla propria base popolare. Il commercio intanto riprende, e gli esportatori sospirano con sollievo.

La "foto" é tratta da Tienen Huevo (da un'idea di Vulturno).

mercoledì 5 marzo 2008

La marcia del 6 Marzo

Trovo finalmente il tempo (poco) di scrivere di questa marcia (é domani)!

In primo luogo i principali dati:

6 MARZO 2008 - Roma, Piazza Campo dei Fiori - ore 16:30
Giornata Internazionale dedicata alle vittime del Paramilitarismo, della Para-Politica e del Terrorismo di Stato in Colombia.
PROMUOVONO: Comitato “Carlos Fonseca”, Rete italiana di solidarietà Colombia Vive, Associazione A SUD, Confederazione COBAS, Cobas Bologna, Colombiani in Italia.

Poi un breve commento: secondo me questa "marcia" non andava organizzata, né in Colombia né all'estero. Non perché non si debba protestare anche contro questi crimini (dove per anche s'intende che le FARC non sono l'unico problema in Colombia...): anzi, secondo me il paramilitarismo ed il terrorismo di Stato sono problemi molto piú seri della guerriglia delle FARC perché interni al sistema.
La marcia non andava organizzata perché sará meno "un successo" di quella del 4 Marzo, e questo si tradurrá in una facile (ed interessata) lettura: le FARC sono un problema piú grande dei paramilitari e del parauribismo.

Non posso immaginare che favore piú grande si possa fare ad Uribe...

martedì 4 marzo 2008

Italia Presente


Qui sopra pubblico una foto trovata nei computer dell'accampamento ecuadoriano delle FARC e pubblicate da El Tiempo.

Sotto, un dettaglio della stessa immagine: si legge "Coordinamento Nazionale Bolivariano 2008".

Si tratta di questa associazione, che si costituisce nel 2006 e - tra le altre cose - appoggia "l'eroicaresistenza guerrigliera e popolare contro il narco-fascismo di Uribe Vélez in Colombia".


lunedì 3 marzo 2008

Salgono i toni

Mentre dopo l'attacco sul proprio territorio anche l'Ecuador ritira l'ambasciatore, Chávez ordina il rientro di tutto il personale diplomatico e dà ordine all'esercito di schierarsi sul confine colombiano.

Sul bollettino del Governo colombiano intanto circolano documenti che dimostrerebbero la vicinanza di Correa alle FARC.

La legge di azione-reazione funziona: Uribe ha messo a segno un colpo durissimo alle FARC, smentendo la fama di intangibilità dei suoi massimi capi.

domenica 2 marzo 2008

L'annuncio di Juan Manuel Santos



Nel video qui sopra, la conferenza stampa in cui il Ministro della Difesa Juan Manuel Santos ha annunciato l'uccisione di Raúl Reyes, il portavoce internazionale delle FARC.

Secondo il Ministro, una fonte dei servizi segreti colombiani aveva fornito informazioni sull'ubicazione del "frente 48" vicino alla frontiera con l'Ecuador, in località Granada, e sul fatto che Reyes avrebbe raggiunto la zona.

Una volta confermata l'informazione, si é organizzato un bombardamento della zona; gli elicotteri colombiani sarebbero quindi stati attaccati da un campo ubicato aldilà della frontiera ecuadoriana (seppur a meno di due chilometri)

Una volta localizzato l'accampamento da cui proveniva l'attacco terra-aria delle FARC (in localitá Santa Rosa) la Forza Aerea Colombiana - per rispondere al fuoco e neutralizzare il nemico - ha quindi attaccatto l'accampamento dal territorio colombiano, facendo attenzione - secondo il ministro - a non violare lo spazio aereo ecuadoriano.

Alle forze colombiane terrestri é stato quindi chiesto di entrare in territorio ecuadoriano, ed alla polizia di restare per mantenere "in sicurezza" la zona; sempre secondo Santos, Uribe avrebbe parlato con Correa per informarlo della situazione.

sabato 1 marzo 2008

Il cadavere di Raúl Reyes

Ucciso Raul Reyes

Secondo il ministro della Difesa Juan Manuel Santos, le forze armate colombiane avrebbero ucciso il portavoce internazionale delle FARC.

Il corpo sarebbe stato recuperato dai militari.

Se la notizia fosse confermata, sarebbe un enorme successo per il governo Uribe, al quale é sempre mancata la "prova provata" dei tanto vantati successi militari della"seguridad democrática".

El Tiempo dedica 11 paragrafi alla notizia (fresca) e 7 alla reazione del presidente (ma non della Repubblica, bensí della Societá degli Agricoltori Colombiani - l'importante non era la fonte ma il messaggio: "é l'inizio della fine delle FARC").