domenica 25 maggio 2008

Morto Pedro Antonio Marín, Manuel Marulanda Vélez, Tirofijo

Lo confermano le stesse FARC, con un video (parte 1 e parte 2) inviato dal Secretariado a TeleSur. La data é quella anticipata da Juan Manuel Santos nella sua intervista a Semana: il 26 di Marzo scorso. Le FARC nel loro comunicato segnalano Alfonso Cano - al secolo Guillermo León Sáenz Vargas - come "nuovo comandante dell'EMC (Estado Mayor Central)".

L'annuncio (e le modalitá con cui viene dato) segna il lancio "ufficioso" della candidatura di Juan Manuel Santos alla presidenza nel 2010. Resta da vedere se il tutto avviene d'accordo o alle spalle di Uribe. Di certo, il Ministro della Difesa va bene agli USA: antichavista, politico ed oligarca tradizionale, il fatto che venga ora associato alla "sconfittta delle FARC" non puó che far comodo.

Tirofijo é morto, dice Santos

"Che fine ha fatto Tirofijo?", gli domanda Maria Isabel Rueda; "deve stare all'inferno", risponde Juan Manuel Santos, Ministro della Difesa.

"Ma quale inferno?", insiste la giornalista di Semana, che ancora non sospetta lo scoop. "Quello dove vanno tutti i criminali morti"; "Dove Tirofijó finirá..." dice la Rueda, usando il tempo futuro. Il dettaglio non sfugge all'intervistato, che sgancia la bomba: "L'informazione che abbiamo é che giá ci é finito".

Nasce cosí, con questa intervista, la notizia del giorno: il numero uno delle FARC, Pedro Antonio Marín, alias Tirofijo, sarebbe morto. O meglio, é morto - almeno secondo El Tiempo. Ed il suo successore sarebbe alias Alfonso Cano, pure lui "circondato" dall'Esercito.

Tempi cupi per le FARC e grande successo per la "Seguridad Democratica". Manca la prova, il cadavere, ma se anche Anncol pare non smentire, allora potrebbe essere tutto vero...

giovedì 22 maggio 2008

Edgar Paz dev'essere molto nervoso quando entra in quell'ufficio: ha una bomba a mano nascosta nella giacca di pelle. Me lo immagino sudato ma determinato, tant'é che riesce a prendere 20 ostaggi e ad esigere la presenza dei media. Arriva City TV, un canale locale di Bogotá (che peró si puó vedere via cavo in tutto il Paese), ed inizia a trasmettere in diretta.

Edgar Paz é un sottoufficiale dell'Esercito in pensione; vuole andare in Messico, ma anche che gli paghino la pensione. Costringe allora una signora tra i suoi ostaggi a leggere un comunicato di di 17 pagine - City TVcontinua a trasmettere.

La signora - che non sembra troppo impaurita: qui la registrazione - comincia a snocciolare nomi e cognomi: tanti alias, ma anche tanti militari che all'epoca erano giovani ufficiali (si riferisce ai primi anni '80) e che oggi sono Generali. Gli episodi narrati sono omicidi, massacri, addestramenti coi paramilitari, alleanze col narcotraffico. Parla persino di Uribe - qui un articolo che sarebbe apparso su El Heraldo di Barranquilla con un riassunto dei temi trattati...

Scena due: una funzionaria della CNTV (un ente governativo che controlla l'industria televisiva) chiama il direttore di CityTV; quest'ultimo dá ordine di sospendere la trasmissione. Ciao ciao, finito lo show.

Come dá la notizia la pagina web di El Tiempo?

Provate ad indovinare, vi dó tre opzioni:
a) Inaccettabile censura della CNTV a City TV (che poi farebbe comodo a El Tiempo come pubblicitá, visto che City TV é di sua proprietá)
b) 30 ostaggi un diretta, la CNTV censura (piú drammatico)
o
c) Dibattito giornalistico su trasmissione in diretta di sequestro di 30 persone a Bogotá?



martedì 20 maggio 2008

Culo e camicia

Chi non si é chiesto che origina abbia questa espressione italiana? Che ci azzecca il culo con la camicia?

In Colombia, l'equivalente é "uña y mugre" (unghia e sporcizia, letteramente): molto più... esplicativo, no?

domenica 18 maggio 2008

Un po' di scudetto in Colombia

L'Inter vince il terzo campionato consecutivo e - da buona squadra latinoamericana - fa contenti molti colombiani. El Espectador dedica il titolo a Nelson Rivas, El Universal fa spazio ad un pezzo lungo, mentre El Tiempo ed El Heraldo se la cavano con un'agenzia.
E se qualcuno crede che io sia interista, beh, complimenti per l'intuizione... ;-)

domenica 11 maggio 2008

Uribe, il portatore sano

In medicina, si dice di una persona che pur non manifestando i sintomi di una malattia e non essendo quindi malata, può però trasmettere la malattia ai propri figli. In politica, il "portatore sano" quello che evita miracolosamente gli schizzi quando la proverbiale "shit" viene sparpagliata esplosivamente dal ventilatore. L'intervista de El Tiempo a Luis Carlos Restrepo contiene la versione ufficiale (leggasi = governativa) dei fatti sulla "shit" della parapolitica e - sorpresa! - Uribe ne esce immacolato.

"Paracopoli" é nata grazie al coraggio di Álvaro Uribe e del suo Governo; le rivelazioni dei paramilitari hanno dimostrato che i partiti uribisti sono contaminati; Uribe é stato eletto dal popolo, non dai partiti; ergo, la soluzione é sciogliere questi partiti
.

Questo é il "teorema ufficiale", e preparatevi a gustarvelo in tutte le salse. Se passa questa lettura dei fatti, l'Esecutivo salterà dalla parte dei buoni (assieme al Giudiziario) e lascerà la candela in mano al Legislativo. La logica semplice farà presa sui fan del Presidente, mentre i media sceglieranno di non attaccarne i punti deboli, sancendone lo status di "lettura storica dei fatti". Et voilà.

Comincia naturalmente il bollettino del Governo, concedendo ben 8.523 parole alla velina dell'Alto Commissario per la Pace. Non ho visto l'edizione su carta, ma chi conosce la stitichezza de El Tiempo si sorprende: in piena crisi con l'Ecuador dopo l'uccisione di Reyes l'articolo del giorno non contava più di tremila parole...
Continua sempre il giornale dei Santos, con una sfacciata operazione di "agenda setting": dell'articolo non si discute il teorema (é giá veritá storica, ricordate?) ma la proposta populista di sciogliere i partiti e le aspirazioni presidenziali del Restrepo - entrambe ovviamente cortine di fumo.

Foto di MAURICIO DUENAS/AFP/Getty Images

mercoledì 7 maggio 2008

Dialogo

Lui: bisogna stare vicini ad Uribe.

L'altro: casomai cercasse di scappare...


Liberamente tradotto da questo editoriale di Jotamario Arbeláez, che a sua volta riprende Jaime Garzón.

lunedì 5 maggio 2008

Una buona notizia

L'11 Maggio 2008 finirà una delle grandi anomalie della società colombiana: El Espectador tornerà ad essere quotidiano ed El Tiempo non sarà più l'unico giornale a diffusione nazionale.

La notizia é del mese scorso (scusate, ero distratto) ed era stata implicitamente annunciata; nella blogosfera ne ha parlato recentemente Víctor Solano, De Buena Fuente (con dettagli interessanti sulle responsabilità interne) e addirittura a Dicembre dell'anno Scorso Colombiascopio.

Il nuovo quotidiano non sará Il Manifesto né Liberation; e chi si aspetta un foglio d'opposizione resterà deluso: i proprietari sono gli stessi di Caracol TV, che é solo poco meno uribista di RCN. Ma va benissimo così, natura non facit saltus.

L'importante é che per le prossime presidenziali esista un nuovo "agenda setter" che - magari appoggiato da un canale TV e da una catena radio - possa credibilmente sostenere che Uribe non é l'unica salvezza del paese.

domenica 4 maggio 2008

Ad un passo dal podio

Per un soffio, la Colombia non strappa la medaglia di bronzo alla Somalia. Quasi inavvicinabili Iraq (primo) e Sierra Leone (seconda), ma il terzo posto pareva davvero a portata di mano... Per il prossimo anno, serve qualche altro omicidio di giornalista, o magari più impunità. Qualcuno ci starà sicuramente lavorando, fin da subito.

Qui, la classifica (omicidi di giornalisti non risolti per milione di abitanti) compilata dal CPJ.

giovedì 1 maggio 2008

Cerchiobottismo

"Un colpo a cerchio ed uno alla botte": era un rituale di costruzione, una pratica maniera di accomodare materiali e forme; oggi é quasi dispregiativo, detto di chi cerca di contentare tutti, o di mantenere un equilibrio almeno formale tra due posizioni.
Dovremmo però coniare un nuovo termine, da usare quando al cerchio gli si dà una poderosa mazzata ed alla botte solo una carezza tenera!

Prendete la situazione dei sindacalisti in Colombia: ne sono stati uccisi migliaia negli ultimi vent'anni, 400 da quando é Presidente Uribe. Un genocidio goccia a goccia; una mazzata. Ed oggi, Primo Maggio, l'editoriale de El Tiempo - "é ora che il Governo e la società riconoscano in tutta la sua dimensione il problema". A posto, no? Siamo equilibrati, giusto?

Sbagliato.

Non basta, signori Santos. Per pareggiare, dovete fondare un altro giornale e dedicarlo al tema sindacale; dovete fare campagne contro le aziende che discriminano i rappresentanti dei lavoratori, anche se sono vostri inserzionisti; dovete spiegare ai vostri lettori perché i sindacati sono importanti; dovete puntare il dito sui responsabili della situazione attuale (voi compresi); dovete far sapere chi sono i morti, perché sono stati uccisi, da chi e come; dovete mandare sul campo i vostri reporter (se ne avete) a cercare informazioni al di lá della velina governativa; dovete analizzare i dati del Governo, quelli delle Centrales e capire (per poi spiegare) quali sono veri.

Troppe cose dovreste fare; non basta un editoriale il 1° Maggio.