domenica 31 agosto 2008

Pagliuzze e travi: alias Barbie ed il carbone

Che ci sia un legame tra paramilitarismo ed economia, non ci sono dubbi. É chiaro che in molte zone del paese il progetto paramilitare é nato a vantaggio degli interessi economici locali, siano essi personali o di grandi aziende finanziatrici (come ad esempio Chiquita).

Fa impressione peró quando questa relazione economia-paramilitarismo si presenta in modo esplicito, diretto. Secondo questo articolo di Portafolio, il 30% della piú grande miniera di carbone in Colombia (ovvero un paio di migliaia di ettari) é di proprieta di alias Barbie: braccio destro di Jorge 40, condannato - tra le altre cose - come mandante dell'omicidio di un giudice e richiesto in estradizione dagli USA per narcotraffico.

Se leggete lo spagnolo, vale la pena seguire entrambi i link.

sabato 30 agosto 2008

Il nuovo asse del male (e le sue vittime)

Secondo l'editoriale dello storico Arthur Herman apparso sul WSJ di ieri, il nuovo "asse del male" sarebbe costituito da Russia, Iran e Venezuela.

Questi tre paesi, sarebbero accomunati su vari fronti: sono dittature, ricche grazie al petrolio, orientate all'espansione regionale, con un economia mafiosa e - siamo al punto che piú interessa questo blog - "tutti e tre vedono come una minaccia mortale l'emergere alle loro frontiere di governi occidentali pro-Americani, e sono determinati a contrattaccare".

Ed ecco che le relazioni tra Chávez e le FARC vengono messe sullo stesso piano del coinvolgimento russo nel Caucaso, e la Colombia viene indicata come un prossimo campo di battaglia assieme ad Iraq e Georgia.

Ignoranza o malizia? Chissá. Fatto sta che questo ragionamento - sommato alle premesse poste dal Plan Colombia - porta dritto alla presenza di truppe USA in Colombia: per proteggere la "democrazia minacciata", per impedire la "espansione regionale" del dittatore Chávez e - visto che sono in zona - per vincere la guerra contro la droga.

Per ora é un editoriale. Il primo passo concreto in questa direzione sarebbe la base militare in territorio colombiano: chissá che non sia questo l'impegno chiesto a Juan Manuel Santos in cambio della Presidenza?


(L'immagine é una delle carte del gioco da tavolo "War on Terror")

mercoledì 27 agosto 2008

Roberto Pombo nuovo direttore de El Tiempo

Un anno dopo l'acquisto dell'unico giornale nazionale colombiano (allora: oggi c'é El Espectador), il Gruppo Planeta annuncia un cambio al vertice nel segno della continuità.

Il nuovo direttore é Roberto Pombo, e prende il posto dei due co-direttori, Enrique e Rafael Santos. Chiariamo - per chi fosse abituato al "controllo dei cognomi" - che anche Pombo é un Santos (acquisito), in quanto ha sposato Juanita Santos, la sorella del vice-presidente della Repubblica Francisco.

A mo' di commento, riprendo una frase pubblicata da Semana nel profilo dedicato al nuovo direttore: "Roberto Pombo é uno dei giornalisti che meglio ha saputo comprendere i governanti di turno". Ecco, appunto.

venerdì 22 agosto 2008

La scelta di Uribe

O se ne va nel 2010 e si consegna alla storia come il Presidente della ritrovata fiducia, o si ripresenta ed indebolisce la democrazia colombiana (e la sua stessa ereditá al Paese).

In questi termini pone la questione il New York Times, che non si astiene dal suggerire l'alternativa preferita: che annunci subito la sua intenzione di non ricandidarsi.

Un terzo mandato di Uribe sarebbe gravissimo: poiché certamente non verrá accompagnato da una riforma costituzionale completa, genererá una "mezza democrazia" in cui troppi poteri deriveranno la loro legittimita (e nomina) dalla stessa persona.

Cosa ne penserá il Governo USA? Secondo me, sono favorevoli a sostituire un Uribe con Juan Manuel Santos. Quest'ultimo infatti fornisce garanzie antichaviste, é vicino ai militari, continuerebbe le politiche economiche liberiste di Uribe e salverebbe (la faccia al)la democrazia colombiana.

lunedì 18 agosto 2008

Muore Fanny Mickey


Fanny Mickey ha fatto tanto per il teatro colombiano e per il paese. Ora tocca a qualcun altro - speriamo alla sua altezza.
La gente le rende onore in molti modi: dalle prime pagine dei giornali ai funerali quasi "di Stato", dalle conversazioni ai blog.

Una panoramica della carriera su El Túnel, l'omaggio di La Joroba del Camello, i 122 commenti (per ora) su Total T.V. le emozioni di Nemo.

domenica 17 agosto 2008

Uribe piace (anche) perchè è simpatico

Álvaro Uribe Vélez è genuinamente simpatico: scherza, ride, ha senso dell'umorismo. E non fa la faccia schifata quando sta vicino alla "gente" - tutt'altro.

Nel video qui sotto ci sono 9 minuti di esempi: giudicate voi stessi. Felipe Zuleta - dal blog del quale ho tratto il link - ha concluso che è un pagliaccio.
Io non sono d'accordo: per fare il Presidente della Colombia è meglio essere così che freddi, distaccati ed accademici. Parliamo - naturalmente - solo della facciata: ma non è forse questo l'unico elemento di giudizio di tanti cittadini?



venerdì 8 agosto 2008

Si fanno i nomi: Nuova Colombia

Pochi minuti fa (letteralmente) il telegiornale di RCN ha dedicato un lungo servizio alla "cellula delle FARC in Italia", facendo il nome dell'Associazione Nuova Colombia.

Le immagini a supporto provenivano al 90% dalla pagina web dell'Associazione: locandine, fotografie (come quella a destra, mostrata a milioni di colombiani), la home page.

A fine servizio, appare in video una mail - inviata probabilmente da un rappresentante di Nuova Colombia al giornalista di RCN - in cui si negavano rapporti di finanziamento (attivo o passivo) con le FARC. Continua dunque la serie di "rivelazioni" tratte dalla corrispondenza di Raúl Reyes.

Ma è davvero notizia una pagina che è in rete da nni, in maniera trasparente, non clandestina? Questo si può discutere. Ciò che è certo è che a nessun mezzo di comunicazione colombiano è mai fregato nulla del tema - altrimenti l'avrebbero scoperto molto prima.

Ma siccome ora è arrivata l'imbeccata governativa, è iniziata l'era delle grandi scoperte e degli scoop...

P.S.: a mo' di commento. Vedere una notizia del genere fa impressione, specie una volta immersi nella realtà colombiana. Ma davvero i soci di Nuova Colombia sperano in (e lavorano per) un'ingresso delle FARC in armi in Piazza Bolivar?

Le prime parole di Ingrid Betancourt

Ingrid Betancourt è stata sei anni nella giungla colombiana, senza parlare con altri che non fossero guerriglieri delle FARC o compagni di sequestro.
Appena liberata ha avuto l'opportunità di avere la madre al telefono, su un cellulare prestatole da un militare (o forse dal Ministro della Difesa Juan Manuel Santos, che è a fianco a lei). La madre, la signora Yolanda Pulecio, è importantissima per Ingrid, più di qualsiasi marito e quasi quanto i figli.

Il video qui sotto riporta le sue prime parole, con la mamma, dopo 6 anni che non ne sentiva la voce.



La trascrizione in italiano delle prime frasi:
"Mamma, sono viva, sono libera... Mamma, l'Esercito mi ha liberato...Dobbiamo tutti avere fiducia nell'Esercito, questo è... quello che hanno fatto mamma è la cosa più straordinaria... è una pagina di storia, di grandezza, di eroismo, io mi sento così orgogliosa del mio Esercito, di essere colombiana".

giovedì 7 agosto 2008

Si sgonfia la bolla

Prevedo che entro la metà del 2010 la Colombia sarà in recessione, ovvero che il PIL di un semestre sarà inferiore a quello dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il paese è cresciuto a ritmi cinesi per vari anni (6,7,8%) ed oggi "vanta" una delle valute più forti del mondo (solamente 1,700 pesos per comprare un dollaro, e Bogotà è ora una delle città più care in America Latina), e già ci sono segnali che le vacche magre stanno per arrivare - in massa.

La visione di Eduardo Sarmiento (economista non convenzionale che pubblica regolarmente su El Espectador) è semplice:
- l'entrata di capitali (privatizzazioni, speculazione, investimenti, narcotraffico) ha fatto rivalutare il Peso;
- la forza della moneta ha reso meno competitive le esportazioni , e la riduzione di queste ultime ha generato la riduzione (o la non crescita) dell'occupazione;
- quando poi sono arrivati gli aumenti di combustibili ed alimenti, le pressioni inflazionistiche hanno portato il Banco de La República ad aumentare i tassi d'interesse, riducendo la domanda interna.

Riassumendo: vendere all'estero è più difficile, perché il peso forte rende le esportazioni colombiane meno competitive e - non lo dimentichiamo - perché molte economie forti mostrano segni di rallentamento (a cominciare dagli USA, secondo partner commerciale); il mercato interno non cresce, visto che meno gente ha un lavoro, i salari sono fermi ed il credito è più caro.

Risultato: frenata dell'economia.
Il grafico in alto a destra - tratto dal recente studio della Confindustria Colombiana, l'ANDI - mostra la dinamica della crescita del Prodotto Interno Lordo (PIB, nella sigla in spagnolo) dal 1994 ad oggi. Si riconosce l'incursione in territorio negativo del 1999, l'ultima grande recessione colombiana, e risulta chiaro come la "galoppata" iniziata nel 2002 sia finita: il dato del primo semestre del 2008 parla di un +4,2%, ma l'inclinazione della curva non fa ben sperare per la seconda metà dell'anno.


Segnali coerenti giungono da altri importanti indicatori, come la capacità installata (vedi grafico a sinistra), giunta ad un picco dell'85% una anno e mezzo fa ed ora in decisa diminuzione, o il livello di inventari che - seppur inferiore alla media storica - mostra anch'esso i primi segni di inversione di tendenza.

Ma i campanelli d'allarme si trasformano in assordanti sirene quando si guarda alla performance per settori.

L'automobile a -13% in Colombia, da 255.000 auto nel 2007 ad una previsione di 220.00 quest'anno perché i finanziamenti sono sempre meno attraenti, con dati ancora più preoccupanti - sempre secondo l'ANDI - per la produzione industriale e le esportazioni del settore, in calo addirittura del 30% (trenta per cento: roba da strapparsi i capelli).
Le calzature a -10% possono darsi per soddisfatte, i filati a -20% forse un po' meno e certamente ferro ed acciaio a -13% son lì che ragionano sul da farsi. Per fortuna che c'è la raffinazione di petrolio che col suo più 15% mantiene la barca a galla... ma per quanto tempo?

martedì 5 agosto 2008

Dove comincia una bugia?

La domanda è difficile; più facile spiegare dove finisce - quando arriva vicino alla cima.

Mi spiego.

Il 15 Luglio la CNN ha denunciato l'uso degli emblemi della Croce Rossa durante la fdamosa Operaciòn Jaque, grazie alla quale sono stati liberati i 3 "contrattisti" americani, Ingrid Betancourt ed altri 11 sequestrati delle FARC.

Non potendo negare l'evidenza (c'erano foto e video a supporto), il Presidente Uribe ha detto al mondo che un ufficiale aveva ammesso di essersi messo il pettorale della Croce Rossa, impaurito dai tanti guerriglieri presenti. Una giustificazione così misera dimostra come il Governo colombiano sia ormai troppo abituato a confrontarsi solo coi media locali, che non hanno la dignità di contrastare neppure balle peggiori di questa...

Ora però è venuto fuori un filmato della preparazione della missione, ed ecco l'ufficiale col suo bravo simbolo di pace sul petto molto prima che gli elicotteri decollino: niente nervosismo, insomma, ma premeditazione e complicità di tutti i presenti (senz'altro edotti del fatto che si trattava di un crimine di guerra).

In perfetto stile mussoliniano, Uribe e Juan Manuel Santos si difendono affermando di essere stati male informati. Cattivo cattivo l'ufficiale nervoso, cattivo cattivo. E loro - poverini - solo due ingenui governanti che non hanno neppur per un secondo dubitato della parola di un eroe. La passeranno liscia.

Semana si chiede: "chi dice la verità sull'Operazione Jaque?". Non è dato saperlo; di certo sappiamo che il Governo colombiano mente.

Facile da prevedere

Sfoglio una vecchia Dinero (piccoli vantaggi di essere di nuovo a Bogotá) e trovo la conferma che i prossimi sei/dodici mesi dell'economia colombiana saranno neri (o quanto meno grigio scuro).

Era il Marzo del 2006; Uribe si era aggiudicato le elezioni parlamentari ed era certo che si apprestasse a vincere le imminenti Presidenziali (cosa puntualmente avvenuta). L'Editoriale di Dinero (rivista che definirei "capitalistentusiasta", del tipo viva gli investimenti stranieri ed i profitti delle banche, per capirci) - tra le altre cose - riportava la seguente frase: "se ci dedichiamo allo spreco e guardiamo passare gli anni delle vacche grasse come spettatori indolenti, senza risolvere i problemi latenti del Paese, in un paio d'anni la Colombia potrebbe tornare a stare molto male".

Cara Dinero, i due anni sono passati: è andata - ed andrà - proprio così...

domenica 3 agosto 2008

The Italian Connection

Via Verdi, via Stradella e via Arduino. Ecco i tre covi delle FARC a Roma, secondo El Tiempo. Lì opererebbero Ramón, Consolo, Fausto (Bertinotti??), Federico e Camila - i primi due forse italiani, gli altri colombiani.

L'immagine qui a destra che avrebbe consentito ai Carabinieri di identificarli è ora in mano alla polizia colombiana,: si parla di retata internazionale.

venerdì 1 agosto 2008

Di nuovo a Bogotá

Domattina presto parto per Madrid e da lí per Bogotá. Resteró 15 giorni, di cui solo sette con accesso ad Internet; di banda larga (e di molte altre forme di "civiltá"), infatti, a Santa Marta non se ne parla.
Dopo tanti mesi (quasi 8), sono contento di tornare e spero di aver occasione di approfittare di questa settimana da "inviato": a presto, da Bogotá!