domenica 28 settembre 2008

Ma dov'é questa crisi...


Non é ancora piena Fase 3, ma ci stiamo arrivando. Che la frenata economica sia notizia sui media dei Santos non é una coincidenza; Uribe avrà molto da spiegare, senza TLC e con la recessione tra le mani: basterá il politetrafluoroetilene?

mercoledì 24 settembre 2008

Indagati Consolo e Mantovani?

La notizia la da El Tiempo, ed il punto interrogativo lo metto io perché non sono riuscito a trovare altre fonti che la confermino. Secondo Nestor Pongutá, il corrispondente da Roma che firma l'articolo, sarebbe stato il Corriere della Sera a riportarla per primo.
Sempre secondo El Tiempo, incaricati dell'indagine sarebbero Giovanni Ferrara ed Angelantonio Racanelli, i quali avrebbero ricevuto il "dossier" (ovvero le email dal computer di Reyes) da Sabas Pretelt de la Vega, ambasciatore colombiano in Italia.

Visto che io non sono in Italia, c'é per caso qualche lettore che ha visto la notizia su qualche giornale (cartaceo)? O che ne sa qualcosa da altre fonti? Grazie!

Ancora piramidi

"Le piramidi finanziarie sono piú antiche di quelle egizie. La ragione é molto semplice: aviditá e stupidaggine risalgono all'alba dell'umanitá e la base di ogni piramide é la combinazione di entrambe".

É una citazione da un articolo di Mauricio Botero Caicedo dedicato al drammatico tema delle piramidi, le truffe basate sulla promessa di altissimi rendimenti che prima si pagano coi soldi dei nuovi truffati e poi terminano quando s'interrompe la diffusione della moda - lasciando migliaia di persone meno ricche o, nel peggiore dei casi, in miseria.

E l'inventore - a quanto pare - fu un italiano, un certo Carlo Ponzi. Ancora una volta, il tricolore sventola orgoglioso dove c'é da truffare ed imbrogliare....

martedì 23 settembre 2008

L'accenno

La notizia non é particolarmente fresca, ma va data per completezza.

Il presidente Uribe ha aperto la porta alla possibilità di non presentarsi alle elezioni del 2010 - ma le condizioni che ha posto ed i comportamenti concreti suggeriscono che si tratti di un bluff: in altre parole, vuole farsi pregare.

In concreto, Uribe ha detto che preferirebbe vedere il Parlamento concentrato sulle riforme che sulla discussione della (sua) seconda rielezione; ha aggiunto che non é importante perpetuare la sua persona a Palazzo di Nariño ma le sue idee - in particolare la "seguridad democrática" e la "confianza inversionista"; ha poi indicato alcuni nomi quali candidati credibili dell'Uribismo, sottolineando che l'appoggio della coalizione deve andare ad un solo candidato.

I nomi sono: Juan Manuel Santos, Germán Vargas Lleras, Noemí Sanín e Carlos Holguín Sardi (l'immagine a destra é tratta da
El País di Cali). Alcuni aggiungono Martha Lucía Ramírez.

Mi é piaciuto molto il commento di Vicente Torrijos, dell'universitá del Rosario: "“Santos incarna la sicurezza democratica, Noemí la politica estera, Holguín le trasformazioni politiche e Vargas Lleras il potenziale sociale, ovvero ciascuno incarna solo una parte del complesso di fattori che identificano Uribe ed il messaggio é: se volete tutte queste cose, non vi reta che tornare a pensare a me”.

venerdì 19 settembre 2008

Brutte notizie

Il presidente Uribe ha detto varie volte che i due pilastri della sua politica sono la "seguridad democrática" e la "confianza inversionista".

Su quest'ultimo fronte, dobbiamo registrare una cattiva notizia: la Colombia (in compagnia dell'Argentina) verrá aggiunta dalla FTSE ad una watch list, per verificare se non sia il caso di passarla dallo status di Secondary Emerging a quello di Frontier.

La FTSE cura un indice storico chiamato FTSE Global Equity Index Series (GEIS) in cui classifica le economie mondiali a seconda che siano Sviluppate, Emergenti Avanzate ed Emergenti Secondarie. La Colombia figura oggi in quest'ultima categoria, ma la notizia é che sará "osservata speciale" per decidere se debba essere retrocessa al rango di "economia di frontiera".

In pratica, se ció dovese accadere, investire in Colombia sarebbe considerato rischioso come farlo in Costa d'Avorio o in Nigeria.

mercoledì 17 settembre 2008

Cortine fumogene

Devo premettere che non sono un analista economico; lo dico perché so che questo darà credibilità a quanto sto per scrivere.

Secondo me, la svalutazione del Peso Colombiano é solo all'inizio. Prima di metà dell'anno prossimo, per comprare un dollaro ci vorranno almeno 2,500 pesos - 400 più di oggi ed 800 più dei 1,700 raggiunti solo pochi mesi fa. E non é detto che finisca lí.

Perché? Perché la "congiuntura internazionale" si abbatterà sulle trascurate finanze del paese (meno esportazioni in tonnellate per la crisi, meno valore per la discesa dei pressi delle materie prime, meno rimesse degli emigranti, meno occupazione e meno consumo interno, stretta creditizia etc etc etc) e gli investitori internazionali si guarderanno bene dal venire a Bogotà a cercare rendimenti - sarà il tempo della fear, non del greed, molto piú indicato per comprare titoli di stato americani che aziende in un Paese in guerra.

Non continuo ad analizzare (perché non sono analista, come premettevo), ma sposto l'attenzione su come questo tema viene trattato sui giornali del Gruppo El Tiempo.

Portafolio - il quotidiano economico - titola: "Il dollaro ha superato la berriera dei 2.100 Pesos martedí; gli analisti affermano concordi che scenderá".
La notizia ("il dollaro sale") viene immediatamente temperata dall'opinione ("ma scenderá"): non sia mai che il lettore si dovesse preoccupare...


Ma é l'editoriale de El Tiempo che mi pare piú sfacciato ancora. Qui sopra ho riportato il richiamo che, tradotto letteralmente, suona: "Non é chiaro che il recente caos a Wall Strett sia l'ultimo colpo di coda della crisi ipotecaria nei mercati globali".
Chi ha scritto questa frase é un artista: in pratica, ci dice che la crisi é finita (anche se questo non é ancora chiaro), tant'é che il titolo dell'editoriale (incredibilmente) é "Dopo il panico" (dopo??!!). Poteva affermare "non é l'ultimo colpo di coda" e poteva almeno menzionare gli effetti probabili sull'economia locale ma - di nuovo - é meglio non spaventare il risparmiatore colombiano...

lunedì 15 settembre 2008

Arriva ADN

Si chiama come il giornale gratuito del grupo Planeta in Spagna, ma secondo Luis Fernando Santos é solo un coincidenza - niente a che vedere col recente acquisto del 55% della CEET; sì, certo, vabbé.

Ad ogni modo: oggi sará distribuito il primo numero di ADN, il free press de El Tiempo. Circa 600 punti di distribuzione a Bogotá, Cali, Medellín e Barranquilla. Formato tabloid, 24 pagine ed un target "sotto i 40 anni" che - come recita il mantra della stampa gratuita - ha 20 minuti di tempo per informarsi e si annoia a leggere editoriali ed approfondimenti.

Funzionerá? Non credo. Trecentomila esemplari sono tanti, per delle cittá in cui chi usa i mezzi pubblici non consuma e chi consuma (ovvero: chi é interessante per un inserzionista) non usa i mezzi pubblici. Ad ogni modo, El Tiempo sa come gestire un monopolio, e puó vendere pubblicitá "a pacchetto" coi suoi altri media (CityTV, Portafolio, Cambio).

Per saperne di piú:
- L'intervista di Portafolio a Luis Frenando Santos
- L'articolo su Cambio
- La presentazione multimediale su El Tiempo
- Il post di Víctor Solano e
- La cartina di Newspaper Innovation sulla free pressin America Latina.

La crisi boliviana sui blog

Passeggio sul reader e mi aggiorno sulla crisi diplomatica tra Bolivia e Venezuela da un lato e Stati Uniti d'America dall'altro.

Gianluca parla di "venti di guerra", Annalisa rilancia un appello, Gennaro riporta la reazione dei vicini (un segno concreto di appoggio da parte del Brasile di Lula: anch'io vedo un po' di "integrazionismo", finalmente).

E poi c'é Adam che - dal suo osservatorio nordamericano - coglie un aspetto rilevante della vicenda: la gioia dei falchi, ed il favore fatto a McCain a due mesi dalle presidenziali americane...

venerdì 12 settembre 2008

Continua la "fase due"

Come dicevo nel post precedente, i media colombiani iniziano a suggerire ai propri lettori che "forse qualche rischio c'é". É il segnale che - in verita - la crisi e giá cominciata da un pezzo, che le brutte notizie non si possono continuare a nascondere e che bisogna cominciare a suggerire l'esistenza di qualche leggera imperfezione nell'altrimenti perfetto ed oliato meccanismo dell'economia colombiana (la fase due appunto).

Portafolio (il quotidiano economico de El Tiempo) continua a farci vedere come si fa: il titolo di oggi ("La caduta dei prezzi del petrolio e delle materie prime potrebbe ridurre la crescita") é un esempio di understatement.
In soldoni: le esportazioni colombiane "rischierebbero" di diminuire in quantitá (perché Venezuela e Stati Uniti, i due grandi importatori, sono in crisi) ed in valore (per la discesa delle quotazioni) - e se questo "dovesse" accadere "sarebbero" guai.

Grossi.

martedì 9 settembre 2008

Ora sì, è crisi

Se lo dice Portafolio, le vacche grasse sono proprio finite.

L'articolo di oggi non é piú di una collezione di ovvietà, ma rappresenta secondo me l'inizio della "fase 2": dopo il "tutto va bene madama la marchesa" (ovvero la fase 1, il denial) i grandi media inziano a riconoscere che "forse qualche rischio c'é". É l'inizio della seconda fase, il segnale che i buoi sono scappati e bisogna chiudere le stalle. Manca ormai poco alla "fase 3", lo scoppio ufficiale della crisi: titoloni in prima pagina "Colombia ya no crece", "Improvisa subida del dólar", "La inflación fuera de control", "Desempleo: nunca tan alto" eccetera eccetera.

La "fase 4" é la recessione, dura e completa.

domenica 7 settembre 2008

Entertainment o politica estera?

Il tiranno prende il potere in Venezuela e decide di alzare il prezzo del petrolio. Tu sei un mercenario, e la tua missione (non di pace) é di andare a Caracas e distruggere tutto per garantire il basso prezzo della benzina in futuro.
É la trama (magari un po' drammatizzata) di "Mercenaries 2", nuovo videogame di Pandemic Studios uscito pochi giorni fa.

L'opinione pubblica va preparata!

martedì 2 settembre 2008

Kingmaker


Si dice di persona o gruppo che abbia particolare influenza in una successione politica, senza essere candidato. In questo caso, mi riferisco a El Tiempo ed alle elezioni presidenziali colombiane.

Guardate l'immagine a destra: é un print screen della prima pagina de El Tiempo.com di questa mattina.

La dichiarazione politica principale ("con questo atto le FARC vogliono dimostrare che sono ancora vive") é di Santos, mentre ad Uribe é dedicato un link a caratteri minuscoli, addirittura relativo ad una sua riunione coi commercianti (!) i cui negozi sono stati danneggiati dall'attentato...

La strategia é chiara:
1) puntare tutto sulla "seguridad democrática"
2) associare il nome di JM Santos a questo successo del Governo
3) nel 2009, proporre l'attuale Ministro della Difesa come opzione di continuitá della politica di Uribe.

Di recente, lo stesso presidente Uribe ha detto che i colombiani "dovrebbero cominciare a pensare a persone che potrebbero portare avanti le bandiere" della "sicurezza democratica" e della "fiducia degli investitori" dal 2010 in poi. Che sia pure lui d'accordo con il progetto JM Santos? Non posso escluderlo, anzi: piú sto e piú mi convinco che le cose stanno proprio cosí...

lunedì 1 settembre 2008

Il PRC e le FARC

Il caso del giorno é l'articolo di Omero Ciai sui rapporti (di appoggio, dice Ciai - di negoziazione autorizzata, gli rispondono) tra Rifondazione Comunista e le FARC colombiane.

"Cosí Rifondazione aiutó i rapitori della Betancourt", titola Repubblica (in prima pagina a quanto pare), prendendosi un mesetto per approfondire le prime notizie pubblicate in Colombia sulla "Italian Connection" (o forse si tratta di un ragionato tempismo, vista l'imminente visita di Ingrid Betancourt a Veltroni et alia?).

La risposta immediata di Gennaro Carotenuto s'incentra tutta sulla differenza tra le FARC ed i carcerieri di Ingrid (quasi a suggerire che i due parlamentari di Rifondazione indicati da Ciai avrebbero aiutato le prime, ma mai e poi mai i secondi); Ramón Mantovani spiega: "lavoravamo per il processo di pace" e dá tutto per chiarito (con la testimonianza di Casini, che conferma), mentre Gasparri fa un'interrogazione parlamentare ed Areazione sul blog Termometro Politico non ha dubbi: "é un complotto piddino anti PRC" (e pubblica un bel post con molte citazione e link: buono per approfondire"); completa il quadro la nota de El Tiempo, con la preoccupazione delle autoritá italiane.