venerdì 31 ottobre 2008

L'inizio della fine di Uribe?

Povero Uribe.

Lasciato col cerino in mano dell'ultima guerriglia in America Latina, aveva trovato in Bush un interlocutore da Guerra Fredda: eletto da Dio, distratto e disposto a chiudere più d'un occhio se i "basics" erano a posto (opposizione a Chávez, consenso di Washington, TLC, lotta alla droga).

Con la bonanza dell'economia (anche colombiana) s'era trovato con borse e borse di pesos da regalare durante i suoi consigli comunitari e da usare per finanziare un'apparato smisurato di favori ai politici amici.

Ora le due colonne stanno crollando. Barack Obama negli USA e la crisi mondiale toglieranno ossigeno al suo progetto. Ed Uribe non ce la fará.
Se n'é accorta anche la Chiesa Cattolica, che lo ha scaricato; ora mancano i media, pronti ad appoggiare il prossimo "sicuro vincitore" (non appena verrá identificato). Poi - per ultimi - toccherá alla maggioranza di colombiani che ancora vedono in Uribe il salvatore della Patria.

A lui restano due alternative: uscire bene (da statista) o uscire male (da criminale). Sono convinto che giá da ora sta dedicando piú energie ad evitare quest'ultimo risultato che a cercare la rielezione.

martedì 28 ottobre 2008

Informi? Espulso!!

Julien Dubois e Damien Fellous sono stati deportati dalla Colombia, dove non potranno più mettere piede per cinque anni.

La colpa? Violazione della normativa migratoria, secondo la (ex?) direttrice del DAS. Sono entrati come turisti e poi " si sono immischiati coi terroristi ed approfittando della protesta indigena hanno creato problemi di ordine pubblico" (parole del Presidente Uribe).

Olga Gonzalez - del blog Sociologia para Novatos - intervista Dubois e scopre che stava preparando un documentario sullo sciopero dei tagliatori di canna da zucchero.

L'intervista é apparsa su El Espectador, e qui trovate i commenti di Olga Gonzalez.

lunedì 27 ottobre 2008

I messaggi del Cardinale

Un celebre giornalista - Yamid Amat - intervista la massima autorità cattolica del Paese - l'arcivescovo Pedro Rubiano.

Quest'ultimo lancia due messaggi:
1) Uribe deve rinunciare alla rielezione; e
2) costruire tre torri per uffici nei nostri terreni della Carrera Séptima é cosa buona e giusta.

Non parla d'altro; mezza intervista per il primo tema, mezza per il secondo. Si vede che di tutto ció che sta succedendo in Colombia e nel mondo non interessa granché - né a lui né a Yamid Amat.

mercoledì 22 ottobre 2008

Nuovo ambasciatore italiano a Bogotá

É Gerolamo Schiavoni, classe 1947, reduce da 4 anni all'OEA, succede ad Antonio Tarelli. Ha presentato le credenziali il 26 Settembre scorso e sulla pagina web dell'Ambasciata trovate il suo curriculum ed un messaggio ai navigatori.

Al final del espectro - recensione

"Su calidad es mayúscula"
"Good direction, good edition and good photography"
"felicitaciones a los productores y directores de esta pelicula, muy buena"
"excelente formato internacional"

Con queste critiche, chi non l'andrebbe a vedere? Io sì, ancor più perché ne avevo sentito parlare gran bene quando stavo in Colombia. "Un passo avanti del nostro cinema", mi dicevano gli amici, ed io mi ero dispiaciuto di non averla vista. Venendo dall'Argentina, mi ero fatto un'idea della qualità che si puó raggiungere in America Latina, e speravo la Colombia s'incamminasse su quella strada.

Il fine settimana scorso - grazie alla bellissima idea di Colombiage - la proiettavano qui a Londra e - da buon "inglese" - ho prenotato con largo anticipo. Ora posso sommare la mia recensione alle tante che si trovano in rete.

"Al final del espectro" comincia male e finisce (molto) peggio. É un collage maldestro di film del terrore degli ultimi dieci anni, in cui le trame e gli accenni si sovrappongono senza risolversi in un unico filo conduttore. Le storie restano per aria come fantasmi, i personaggi ridotti a camei (salvo i due principali), gli spunti non crescono e non partecipano alla storia (quale?).

Per caritá: sono contento che sia stato girato. Erano anni che in Colombia non si produceva cinema dell'orrore, ed é un bene che la palette degli spettatori locali si ampli. Ma una scopiazzatura mal riuscita fa bene all'industria locale?

La risposta - temo - sia "sí". Il cinema colombiano parte da cosí lontano che persino "Al final del espectro" é un passo avanti.

martedì 21 ottobre 2008

Se vince, Obama aiuterá le FARC?

La domanda può suonare assurda (gli USA con le FARC contro Uribe??), ma se chi la pone é il Wall Street Journal le conseguenze diventano importanti.
In Colombia, la discussione la apre El Tiempo - che immaginiamo pro-Repubblicano - con un "foro de discusión" richiamto in prima pagina.

giovedì 9 ottobre 2008

Pecunia non olet, anzi...

L'economia colombiana soffre: il dollaro schizza (a 2.326 $), la produzione si riduce, scarseggia persino lo zucchero, petrolio e materie scendono. La prospettiva é - diciamolo chiaramente - il disastro: svalutazione (fino a 3.000 pesos per un dollaro, dico io), recessione (PIL in negativo di almeno 2 punti nel 2009, dico sempre io), crisi immobiliare, crollo dei consumi privati (meno la roba di lusso, ché quella andrá in crisi solo quando le narici del nord non cercheranno la polvere del sud).

Che fare dunque? Visto che tutto il mondo é paese (e che Italia e Colombia sono molto, molto vicine), perché non fare un bel condono??? MA - mi raccomando - che i capitali che rientrano siano solo leciti, eh? Capito bene?? Solo, esclusivamente leciti!! Insomma, ci siamo capiti...