martedì 8 dicembre 2009

Ciao, Bogotalia!

Questo blog é nato l'8 Dicembre del 2005, con un post da diario intimo; si é poi trasformato in osservatorio della Colombia, prima dalla medesima e poi - dal Settembre 2007 - da Londra, dove nel frattempo mi ero trasferito.
Come un satellite fuori uso, resterá in orbita per chi ci arriverá da un motore di ricerca.
Buona lettura, e... ciao, Bogotalia!

mercoledì 2 dicembre 2009

Personaggio latinoamericano dell'anno

Votate, votate, votate su Il Grande Sud!

sabato 28 novembre 2009

Bogotá se mueve

Molto bello il video di Mauricio Moreno: merita.

domenica 8 novembre 2009

Mappa di Bogotá


Molto carina, credo sia apparsa sulla rivista di bordo della Gol...

sabato 7 novembre 2009

El asesinato de Galán - recensione

di Fernando Cortés Arévalo

Inizia benissimo, questo libro: la narrazione dell'omicidio, la tensione che s'accumula nei giorni precedenti, il ritratto del candidato liberale e dei suoi nemici che tramano nell'ombra... tutto il dramma ed il peso di un "magnicidio" che ha cambiato la storia del paese.

Peccato che poi Arévalo perda il filo, divaghi su inutili biografie (c'é davvero bisogno di raccontare la storia di Pablo Escobar in un libro su Galán? E la fuga dalla Catedral?), non riesca a tenere alta la tensione e sprechi il finale con due "documenti" giudiziari (le virgolette sono d'obbligo, visto che afferma di averli molto modificati) che affossano lo stile e disperdono l'emozione.

Trapela - in eccesso - la convinzione che Santofimio sia colpevole, anche se non ci sono altre prove che non siano le due confessioni di Popeye e Carlos Alberto Oviedo Alfaro (l'uno criminale incallito e braccio destro di Escobar, l'altro avvocato dei narcos ma anch'egli in galera per un doppio omicidio; per caritá, non che Santofimio mi risulti simpatico, ma anche questi due non l'inviterei a casa a cena...); m'immagino che ora stia lavorando ad una seconda riscrittura, visto che nel 2007 (due anni dopo questa "edizione attualizzata") anche Virginia Vallejo si é unita alla lista dei testimoni col suo "Amando a Pablo - Odiando a Escobar").


É quindi un libro per appassionati, per quei lettori che, come me, perdonano i difetti di forma ed ammirano il coraggio di prendere carta e penna e dire verità scomode che - nonostante siano passati 20 anni - ancora scottano.

venerdì 6 novembre 2009

Indovina la situazione



Uribe (a sinistra) e l'opposizione?

Macché... é sempre Colombia, ma tutta un'altra cosa!

giovedì 5 novembre 2009

L'altra America


I blogger Antonio Pagliula e Pietro Armenti si uniscono e pubblicano "L'altra America - tra Messico e Venezuela storie dell'estremo Occidente", un "minestrone" (definito cosí in quarta di copertina!) distillato dalla pentola dei loro blog.

Come fedele lettore on-line, lo compreró immediatamente - probabilmente su IBS, visto che su Amazon.co.uk non é (ancora) arrivato...

Complimenti ad Antonio e Pietro e... a presto su Bogotalia per la recensione!

lunedì 2 novembre 2009

Buona notizia: avanza il SITP

Il Sistema Integrato per il Trasporto Pubblico di Bogotà (SITP) va avanti: non vedo l'ora che i bus possano imbarcare e sbarcare passeggeri solo alle fermate (e non ovunque ci sia qualcuno col braccio alzato)...

Un titolo per far contenti i lettori

Secondo la direttrice di ProExport María Elvira Pombo, intervistata da El Espectador, l'investimento per promuovere il turismo in Colombia nel 2009 arriverà a 15 milioni di dollari.

É una notizia? La Pombo afferma che si tratta del budget piú alto degli ultimi anni, ma non ci sono altri dati pubblicati. É molto più di quanto spendano i vicini? O molto meno?

A Jorge Márquez Barbosa - che firma l'articolo - non importa: basta poter titolare "La Colombia si posiziona nel turismo mondiale" e far contenti i lettori (ed il Governo).

sabato 31 ottobre 2009

Cuarto Poder - recensione

di Emilio Juan Ruiz

Il libro é del 1996, ma la promessa del sottotitolo faceva ben sperare: "Come il potere economico s'inserisce nei media colombiani".

Speravo di trovare qualcosa sulla genesi delle tre grandi famiglie che ancor oggi dominano il panorama colombiano: Santos (El Tiempo), Santo Domingo (Caracol) ed Ardila Lulle (RCN). Ma purtroppo non c'é molto: qualche documento sfizioso, liste di azionisti, alcuni legami a me sconosciuti (ad esempio l'ex presidente Alfonso López Michelsen azionista di Caracol!), qualche dato sfizioso (la marca Postobón - ad esempio - viene dai cognomi del fondatore, Posada Tobón)e poco piú.

Vale lo sforzo, ma il risultato piú importante del libro é sottolineare come ancora non abbia trovato una vera storia dei media colombiani (o un'analisi profonda delle loro relazioni col potere economico).



giovedì 29 ottobre 2009

Il PIL colombiano: curiositá

Il prodotto interno lordo colombiano per il 2008 e stato di 242 miliardi di dollari (fonte: Banca Mondiale).

La cifra é quasi identica a quella del Portogallo (243 miliardi), poco piú del doppio del Perú (127) e la metá rispetto a Svizzera e Svezia (~480).

Per trovare un PIL dieci volte piú grande di quello colombiano guardiamo all'Italia (2,293 miliardi), dieci volte piú piccolo a Trinidad e Tobago (23).

Perú, Ecuador, Uruguay, Bolivia e Paraguay tutti assieme fanno una Colombia, mentre Chevron, BP, Wal Mart, Exxon Mobil e Shell sono le multinazionali piú grandi (e Total é appena piú piccola, con 235 miliardi di "PIL").

El nuevo aire de la televisión colombiana - recensione

É la "trascrizione" di un convegno organizzato dall'Università Javeriana per discutere della legge 182 del 1995.

Ha quasi 15 anni, quindi, ma il problema non é l'età - é l'insopportabile tono d'accademia, l'infarcitura di citazioni dotte, l'autoreferenzialitá... Oltretutto: all'epoca, tutti avevano ben presente cosa stava succedendo e qual'era il contenuto della Legge, ma considerando che un libro resta leggibile per decenni (io ne sono la prova), un riassuntino ad uso dei posteri ci sarebbe stato bene...

Tra i partecipanti Carlos Mejía Berrío (che compare tra i cento "potenti" dell'anno di Dinero), un paio di futuri ministri, Juan Guillermo Garcés - che vince il premio "Ve L'Avevo Detto" grazie alla seguente previsione: "sono sicuro che questo processo di privatizzazione ci porterà, in una decina d'anni, alla concentrazione della TV in mano pochi gruppi economici molto forti. Caracol ed RCN domineranno il mercato" - e l'attuale sindaco di Bogotá Samuel Moreno Rojas, che difende i meccanismi anticoncentrazione della legge alla quale lavorò come senatore e conclude dicendo: "se si avvererá la previsione di Garcés, dovremo ammettere di esserci sbagliati"...

martedì 27 ottobre 2009

Concorsi di bellezza - Chica Barbie


Molto bello il reportage "Chica Barbie", di Carl Bower, sui concorsi di bellezza in Colombia.

Un punto di vista non banale e molto crudo: merita. Grazie a dasar per la segnalazione.

venerdì 16 ottobre 2009

Colombia in prima pagina

Finalmente, diranno motli lettori di Bogotalia: era ora che la stampa italiana si accorgesse che a Bogotá succedono cose gravi ed importanti...

Qui sotto, l'articolo oggi in prima pagina su Repubblica.it.

mercoledì 14 ottobre 2009

Qui non s'inventano notizie

É l'indignata risposta de El Tiempo all'articolo di Claudia López che ieri ne ha cagionato il licenziamento in tronco ed in diretta.

Per essere piú precisi, l'editoriale afferma che "in questo giornale non si 'fabbricano' o 'inducono' notizie, né si condizionano le stesse ad interessi politici od economici".

Poche righe dopo, il Direttore conferma l'esistenza di Babbo Natale, annuncia la fine del narcotraffico e si scandalizza per l'ennesimo pasto comunista a base di bambini. Imperdibile.

Secondo La Silla Vacía, El Espectador sarebbe disposto ad accoglierla: dalla padella alla brace??

martedì 13 ottobre 2009

Licenziata in tronco

Claudia López (qui a destra, nella foto) ha scritto un commento per El Tiempo sullo scandalo del programma Agro Ingreso Seguro.

La direzione del giornale commenta con il seguente testo, riportato a pié di pagina: "N. de la D.: EL TIEMPO rechaza por falsas, malintencionadas y calumniosas las afirmaciones de Claudia López. La Dirección de este diario entiende su descalificación de nuestro trabajo periodístico como una carta de renuncia, que acepta de manera inmediata".

Curiosi? Riporto l'articolo completo: merita di essere ricordato anche quando decideranno di cancellarlo.

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Reflexiones sobre un escándalo

Se preguntaba Rudolf Hommes en su columna de la semana pasada por qué unos temas se vuelven escándalos y otros no. Sugería que se requiere que el grueso del público tome conciencia y que haya un instigador. El cubrimiento que EL TIEMPO le dio al escándalo de Agro Ingreso Seguro (AIS) ofrece una oportunidad para reflexionar al respecto.

A diferencia de los demás medios escritos, EL TIEMPO no profundizó sobre el programa AIS sino sobre los efectos políticos del escándalo. Tomar ese ángulo era una decisión periodística válida dado que sus socios de la revista Cambio ya habían hecho el resto del trabajo. Sin embargo, más que un cubrimiento, lo que hizo EL TIEMPO fue una fabricación inducida para apoyar su interpretación deseada de los efectos políticos del escándalo.

La fabricación sesgada empezó con una pregunta en un foro en el tiempo.com, siguió con una nota que destacaba lo dicho por los foristas y concluyó con un supuesto artículo de análisis. En el foro se indagó a los foristas si creían que Arias debía renunciar por el escándalo de AIS. No sobra recordar que a EL TIEMPO nunca se le ocurrió preguntarles a sus foristas si Juan Manuel Santos debía renunciar por el escándalo de los 'falsos positivos'. En el caso de Arias sí se le ocurrió. Culminado el foro, publicaron una nota titulada 'Indignación y rechazo genera Andrés F. Arias por caso de Agro Ingreso entre lectores de eltiempo.com', en la que destacaban que "la mayoría de usuarios le pide al ex ministro que renuncie a su precandidatura" y que "hubo muy pocos que defendieron a Arias". Luego del foro inducido y la nota destacada, remataron con un artículo cuyo título sentenciaba: 'Andrés Felipe Arias sale debilitado y Juan Manuel Santos logra ventaja en medio del escándalo de AIS'.

Es obvio que Arias sale debilitado, pero no es nada obvio que la consecuencia sea que Santos "logra ventaja". EL TIEMPO asegura que el traspié de Arias "llevó a Juan Manuel Santos a convertirse en un ganador neto esta semana". ¿De dónde saca EL TIEMPO que el espacio perdido por Arias fue ganado por Santos? ¿Hicieron una encuesta? No, pero a falta de encuesta el periódico usó su foro para lanzar la pregunta, inducir la respuesta y construir de allí sus conclusiones.

Aunque Arias no está compitiendo con Santos, sino con Noemí dentro de la consulta conservadora, el supuesto análisis ni siquiera menciona que una de las posibles ganadoras del desliz de Arias es Noemí. Además, el análisis se inventa un hecho para reforzar su argumento. Afirma que una de las razones por las cuales el fortalecido es Santos es que "los conservadores, además, tienen que someterse a una consulta interna para buscar su candidato, mientras 'la U' ya lo tiene: Santos". 'La U' no ha escogido candidato presidencial. Lo único que le han ofrecido a Santos en la U es la jefatura del partido, no la candidatura presidencial. 'La U' es el promotor del referendo reeleccionista y si es aprobado es de esperarse que sea Uribe, no Santos, el candidato presidencial de 'la U'. Supongo que esos hechos dañaban el "enfoque del análisis" y por eso fueron desechados.

"No será fácil que Noemí merezca el respaldo de Uribe, después de que ella lo ha acusado de 'comprar' el referendo y amenazado con 'derrotarlo' en las urnas." Esta frase, casi transcrita de declaraciones de Santos, trata de presentar como periodística la versión de Santos de que él, a diferencia de Noemí, no es un traidor ni quiere derrotar a Uribe. Cualquiera que conozca medianamente la carrera de Santos sabe que cambiar de bando ha sido la constante de su ascenso político, al igual que de Noemí, y cualquiera entiende que ambos quieren suceder a Uribe; sólo que Santos quiere hacerlo sin que parezca una traición, agrego yo.

La calidad periodística de EL TIEMPO está cada vez más comprometida por el creciente conflicto de interés entre sus propósitos comerciales (ganarse el tercer canal) y políticos (cubrir al Gobierno que otorga el canal y a su socio en campaña) y sus deberes periodísticos. Este tipo de cubrimientos sesgados en nada contribuyen a resolver periodísticamente ese conflicto; lo único que logran es evidenciarlo.

Claudia López

venerdì 9 ottobre 2009

Barack batte Piedad

Il Premio Nobel per la Pace del 2009 va a Barack Obama, "per i suoi straordinari sforzi per rinforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli".
Praticamente un anti-premio a Bush! ;-)

Tra 10 minuti il premio Nobel per la pace

Sará Piedad Córdoba? I bookmaker inglesi la danno favorita...
Il risultato in diretta su Bogotalia!

lunedì 28 settembre 2009

Delirio - Colombia 2025

Non ero pronto a vedere un video cosí; ed ancora non mi sono ripreso.



Parlo di Colombia 2025, scoperto grazie ad una blogger colombiana che ne ha scritto anche su El Espectador. Il video racconta l'evoluzione colombiana da oggi al 2025, anno in cui sará il paese piú ricco dell'America Latina (sí, sí, piú di Messico e Brasile...), salverá il sud degli Stati Uniti da una catastrofe climatica, produrrá i film piú visti del pianeta e cosí via, di delirio in delirio.

Gli ultimi fotogrammi sembrano suggerire che dietro ci sia la Vicepresidenza della Repubblica (che peró sul sito non ne parla), ed io ancora non voglio crederci (o forse dovrei? La presentazione del canale YouTube fa rabbrividire...). E poi la pagina web e la "wiki" sono anonime, senza alcun riferimento a chi ci sia dietro (un classico colombiano: perché si nascondono????).

Vi prego, guardatevelo anche voi e ditemi che ne pensate. Io intanto cerco di riprendermi dallo shock.

venerdì 25 settembre 2009

Gliel'appoggio

Cosí sembra dire Luis Carlos Sarmiento Angulo ad Álvaro Uribe, riferendosi alla (ri)rielezione di quest'ultimo.

L'articolo pubblicato su Portafolio parla chiaro: secondo il piú importante banchiere colombiano (AV Villas, Banco de Bogotá, de Occidente, Popular eccetera) rieleggere Uribe fa bene all'amore... pardon, all'economia.

Non chiarisce se si tratti dell'economia colombiana o di quella del suo gruppo.

La Fiat torna in Colombia

Poco meno di un anno fa, gli italo-venezuelani Todeschini annunciarono l'intenzione di rappresentare Fiat in Colombia.

Adesso si cominciano a veder i primi frutti: Colitalia Autos (l'azienda locale) ha annunciato un piano d'investimenti per 15 milioni di dollari, l'apertura di una prima mini-rete di concessionari tra Bogotá e Medellin (qui a destra lo showroom dell'Avenida 19) e l'intenzione di arrivare al 4% del mercato in 4 anni.

Il manager Miguel Arturo Álvarez potrá contare su molti modelli, compresi alcuni importati dall'Europa come la nuova 500.

mercoledì 23 settembre 2009

Semana ha scelto: viva Uribe III

La rivista Semana affronta lo spinoso tema della (ri)rielezione, gli dedica la copertina ed un fondo in cui analizza la situazione.

Se volete leggerlo, é qui.

Se volete un riassunto, eccovelo: la classe dirigente é contro la rielezione di Uribe, il popolo a favore. Alla Corte Costituzionale tocca decidere chi ha ragione.

L'analisi é - secondo me - immatura, superficiale e fuorviante. Significa che Semana ha scelto, e che ora é pro-Uribe; che Uribe e Juan Manuel Santos si sono messi d'accordo sulla spartizione di potere post rielezione, con la benedizione probabile di altri poteri forti...

martedì 22 settembre 2009

Velina

La notizia sul sito de El Espectador fa rabbrividire - per i contenuti e per la forma.

Sembra, pare, si dice che alcune fanciulle viaggino regolarmente tra Pereira ed il Panamá. Non si sa cosa vadano a fare: si sa solo che c'é chi le riceve in un hotel, che alcune sono minorenni col permesso dei genitori e che nell'ultimo viaggio erano ben venti.

Le autoritá - secondo l'audace reporter - si chiedono quale sia il "vero motivo" di questi viaggi, ma né loro né il giornale avanzano ipotesi (neanche la piú ovvia, banale e drammatica).

Raccontare cosí male una notizia tanto rilevante é triste, e squalifica il secondo quotidiano nazionale colombiano. Ma ancora piú incredibile é che del tema si é giá parlato piú di un mese fa, e che i dettagli non sono confidenziali né segreti, ma... su internet, alla portata di tutti (anche dell'intrepido giornalista a caccia di fonti e verifiche incrociate).

Male, male, male...

venerdì 18 settembre 2009

Muro contro muro

Secondo la Costituzione del 1991 (in America Latina - e specialmente in Colombia - le Costituzioni si succedono cosí rapidamente da dover essere accompagnate dall'anno d'approvazione per chiarezza), il Fiscal General de la Nación (ovvero il capo dei Pubblici Ministeri, e quindi il responsabile dell'azione penale nel Paese) viene eletto dalla Corte Suprema di Giustizia tra tre candidati proposti dal Presidente della Repubblica.

Il Fiscal General viene spesso considerato la seconda carica dello Stato: dura in carica 4 anni, non puó essere rieletto (come il Presidente, prima dell'uragano Uribe) ed influisce pesantemente su come vengano trattati grandi temi come il paramilitarismo, il narcotraffico, la corruzione eccetera.

Finito il mandato di Mario Iguarán, Uribe ha inviato la nuova lista di tre candidati alla Corte Suprema, che ieri ha deciso di "respingerla", affermando che non voterá per nessuno dei tre. Questa eventualitá non é prevista dalla Costituzione, ed apre un pericoloso impasse: Uribe non é obbligato a presentare un'altra terna, la Corte non puó essere forzata a votare.
In teoria, se nessuno dei due cede, la sede potrebbe rimanere vacante per sempre - a meno che uno dei tre candidati non rinunci, forzando cosí il Presidente a ricostituire la terna completa.

Il grande rischio? Che questo "vuoto di potere" lo riempia Uribe con qualche trovata tipo "Estado de Opinión"...

lunedì 14 settembre 2009

Grandes Mitos de la Historia de Colombia - Recensione

di Pablo Victoria

La grande disgrazia colombiana? Sottrarsi all'illuminato governo spagnolo, i 200 anni dall'indipendenza sprecati ad inseguire riforme e standard già garantiti dalla Corona ma buttati alle ortiche dall'incompetenza dei criollos.

Questo - e non me ne vorrà il Professor Victoria per l'estrema sintesi - lo sfondo comune a tutti gli episodi narrati in questa prima parte (così si apprende a fine tomo) dei suoi "grandi miti della storia colombiana".

Dalla rivolta dei comuneros al quanto meno curioso episodio del florero de Llorente, dalla Patria Boba ad Antonio Nariño (al quale sono riservate un bel po' di mazzate), il nostro ci dipinge il quadro deprimente di una classe dirigente locale felice di servire gli spagnoli, poi avida del potere assoluto quando lo vede alla sua portata e finalmente - quando lo ottiene -incapace di decidere cosa farci.

Il risultato? Bisogna aspettare il secondo volume, ma spero che l'autore abbia tempo (e voglia) di portare l'analisis fino ai giorni nostri...

domenica 13 settembre 2009

Intervista a Coronell

Corta e un po' sciapetta (dovevo aspettarmelo: appare su Cambio...); ma lui é davvero un personaggio pesante, e riesce a fare passare un paio di concetti che l'editore della CEET non deve aver capito.

"Il giornalista" dice Coronell "deve stare dalla parte dei governati e non dei governanti, delle vittime e non dei carnefici, del consumatore e non delle aziende".

Semplice, no?

venerdì 11 settembre 2009

Otto anni fa, l'ecatombe

Pochi eventi cambiano il mondo; l'11 Settembre lo ha fatto, creando la nuova geopolitica dell'attacco preventivo, un fertile humus di paura sull'Occidente ed un nuovo "cattivo" - l'estremismo islamico (in attesa, immagino, del turno dei cinesi).

Ci sono ancora troppi dubbi e troppi misteri attorno alla dinamica dei fatti: non sono convinto che tutta la veritá sia venuta fuori. I punti deboli della versione ufficiale sono moltissimi, e ne vengono fuori sempre piú.

Non ne faccio un elenco, perché non voglio convincere nessuno; chi é curioso (e magari coglie la tremenda importanza del fatto) si e gia fatto i suoi bravi giri su Google o YouTube. A me é capitato di avere un po' di tempo ieri sera e mi sono visto September Clues, che si concentra sulla maniera in cui é stata data la notizia in diretta... impressionante. Ma é vero che c'é stato un black out delle TV locali di New York subito dopo l'attacco? E quelle immagini assurde ed inspiegabili sono davvero quelle che centinaia di persone ahanno visto in diretta (senza notare nulla di strano)? E perché non abbiamo mai visto la folla di parenti delle vittime all'aeroporto di Los Angeles (dove erano diretti 3 dei 4 voli dirottati)?

Col tempo ne sapremo di piú - ma temo che sará una lunga attesa...

lunedì 7 settembre 2009

Aggiornamento sull'Afanador

A casa di Alírio Villamizar Afanador sono stati trovati qualche centinaio di milioni di pesos in contanti. Se fosse un capo della droga, nessun problema - ma Alírio senatore, vicepresidente del partito Conservatore ed indagato nello "scandalo dei notai" (nomine a notaio in cambio di voti per per la rielezione di Uribe).

A qualche settimana dai fatti, iniziano ad emergere i dettagli, che confermano l'impressione iniziale. Il nostro Afanador otteneva "posti" vari per i suoi protetti, esigendo in cambio un "contributo volontario".

Mi colpiscono due fatti:
1) prima di essere catturato, il signor Villamizar ha fatto in tempo a votare la concilizazione del referendum per la seconda rielezione di Uribe;
2) il fratello é deputato conservatore in Santander.

giovedì 3 settembre 2009

Il DAS trafficava droga ed Uribe lo sapeva

Questo afferma Rafael García, l'ex direttore informatico del DAS, secondo il servizio di Noticias Uno.

Il gruppo creato dal DAS per trafficare cocaina si chiamava "il cartello delle tre lettere"; il Presidente Uribe conosceva ed approvava l'esistenza di questa rete illegale.

Le dichiarazioni sono state rese ad autoritá nordamericane; ma... che uso ne faranno?

Falsos Positivos, documentario



Qui sopra, il trailer del documentario di Simone Bruno sui "falsos positivos"; seguite questo link invece per una raccolta dei servizi trasmessi dalle TV colombiane sul tema.

mercoledì 2 settembre 2009

Uribe III piú vicino


Anche la Camera dei Deputati approva il referendum per la (ri)rielezione.

Solo quattro ostacoli da saltare per consentire ad Uribe di raggiungere Lupin.

martedì 1 settembre 2009

Assenti ingiustificate

Perché sui media colombiani non trovo interviste alle decine di parlamentari che stanno approvando la (ri)rielezione di Álvaro Uribe? Magari ne avete trovata qualcuna voi e me la potete segnalare?

Ce ne sono decine, ed i nomi non sono certo segreti. Anche l'indirizzo é pubblico - letteralmente - e ritrovarli non dovrebbe essere un problema. Il loro ruolo politico (e persino storico) é di grande importanza, ma le loro motivazioni sono discusse: convinzione o convenienza?
É difficile immaginare premesse migliori per una lunga serie di interviste: "onorevole X, lei perché ha votato così?"; e dopo la prima risposta formale, l'incalzo: "Le hanno forse promesso qualcosa?"; e poi giù con le domande (e le risposte, o le divagazioni, o le cortine di fumo) che a noi lettori piacciono tanto.

E invece, nulla.

Capisco che la maggior parte sono peones, che seguono la linea del partito, che magari non riescono neppure ad articolare un pensiero coerente sul tema, ma sono pur sempre protagonisti - e meritano di essere ascoltati. Se si parla di loro, non é forse naturale che loro possano parlare? O che gli si esiga che parlino?

Constatato il loro silenzio, però, resta una sola domanda: perché? Perché questi deputati e senatori sono destinati a rimanere fantasmi, irresponsabili politicamente, pronti a tornare recidivi sul luogo del delitto per un'altra votazione sospetta?

mercoledì 26 agosto 2009

Sono d'accordo

La Camera dei Deputati colombiana ha approvato un progetto di legge che cambia il nome dell'Aeroporto di Bogotá da Eldorado a Luis Carlos Galán.

L'idea mi piace, per vari motivi.
Il piú faceto? Che almeno ci scampiamo che lo si chiami "El nuevo Dorado", schifoso rebranding inventato da Opain per vendere quattro mani di vernice come un nuovo aeroporto.
Piú serio invece il motivo principale: i nomi di chi é stato ucciso per le proprie idee devono risuonare, non devono mai essere dimenticati. Se anche solo un bambino, tra 20 anni, chiederá: "mamma, chi era Galán?", allora ne sará valsa la pena.

lunedì 24 agosto 2009

Decoupling alla colombiana

"Ci sono dei colombiani che sono riusciti a separare la propria sorte personale da quella della Nazione, ed ai quali le cose vanno bene anche quando al resto dei colombiani vanno male. [...] A volte in Colombia mi pare di vivere in un paese occupato, occupato dai governi che maltrattano tutti i giorni la gente comune, le classi medie e gli imprenditori non monopolisti"

Tratto dall'intervento di Jorge Enrique Robledo, senatore del PDA, durante il dibattito sulle basi americane in Colombia.

Confermato il Festival per il 2010


Il Festival Iberoamericano del teatro di Bogotá avrá luogo nel 2010 - come ogni due anni - nonostante la scomparsa dell'organizzatrice tradizionale, Fanny Mickey, un anno fa.

La cittá sará di nuovo Capitale del Teatro dal 19 Marzo al 4 Aprile dell'anno prossimo. La locandina (qui a destra) é emersa da un concorso, e ricorda la scomparsa "madre" del festival come quasi tutte le altre proposte finaliste.

Direttore del Festival sará Miguel Durán.

sabato 22 agosto 2009

Mi Colombia - recensione

Questo documentario nordamericano si avvicina alla Colombia senza pretese di analisi politico o sociologico, ma disposto a trovare il "buono" ed il "bello" delle varie regioni del Paese.

Lo fa esplorando i "soliti sospetti": feste e tradizioni popolari, la musica, la natura e - soprattutto - la Gente, quella con la G maiuscola, quella che non esiste da nessun'altra parte al mondo, quella che fa la differenza, quella "hechada pa' 'lante", quella "berraca" e mi fermo per non diventare antipatico.

In 60 minuti (qui la prima parte da YouTube) ci si fa un'idea delle realtá piú superficiali e di "classe media": storie di pic nic la domenica in macchina (dove é evidente che il punto di vista é ristretto a quella minoranza che la macchina ce l'ha), interviste a professori universitari, artisti e cantanti famosi, descrizioni delle tradizioni natalizie (dai Re Magi ai canti della novena) e - va riconosciuto - qualche tentativo d'includere a non-privilegiati (anche se solo come note di colore).

C'é il calcio, il baseball, il caffè (non c'é la cocaina, né la guerriglia, ma non devono per forza esserci sempre), il Carnevale di Barranquilla, il Museo del Oro, García Márquez e qualche altro scrittore "eccezionale" (noto forse nel quartiere), la cumbia il porro e il currulao, insomma - "el combo completo".

Chiudono le dichiarazioni di Juanes e Edgar Renteria, che aiutano a comprendere alcuni aspetti della Colombianitá che posso prendervi alla sprovvista se non siete preparati; frasi come "essere colombiani signiofica difendere a morte il Paese, é sentirlo con una passione assoluta" e "noi colombiani crediamo che Dio ha ricreato il paradiso in Colombia" non possono lasciare indifferenti ed aiutano a capire certi meccanismi che visti in azione lasciano quanto meno perplessi.

Tutte le informazioni su "Mi Colombia" le trovate qui.

venerdì 21 agosto 2009

Nasce "Confianza electoral"

É il futuro partito (o rete o movimento o chissá cosa) di Antanas Mockus, Enrique Penalosa e Lucho Garzón (a destra nella foto de El Tiempo).

I tre - tutti ex primi cittadini di Bogotá - sono ció che resta dei "quintuples" dopo la dipartita di Sergio Fajardo e di Marta Lucía Ramírez, l'uno in corsa come indipendente, l'altra pre-candidata conservatrice.

La proposta é credibile: Mockus ha fatto evolvere i cittadini ed il loro senso civico, Penalosa gli ha dato parchi, ciclovie e TransMilenio, "Lucho" ha messo l'accento sulla solidarietá. Ce n'é abbastanza per stimolare la fantasia e la passione degli antiuribisti, specie di quelli che non apprezzano l'estremismo (percepito) del Polo Democratico Indipendente.

I tre ("tre tenori" per El Tiempo, "tre moschettieri" per lasillavacia.com, "trigemini" per El Espectador) si dichiarano contro la seconda rielezione di Uribe (ci mancherebbe!), ma strizzano l'occhio alle sue politiche: cercano "confianza electoral" (come quella "inversionista" di Uribe) e "seguridad ciudadana" (ed evidentemente anche democratica) - fessi non sono, e sanno che il centro é tendenzialmente con Uribe.

Da seguire.

giovedì 20 agosto 2009

Pizzicato

No, non é una tecnica musicale; é il destino toccato in sorte ad Alírio Villamizar Afanador.

Senatore conservatore (e vicepresidente del Partito), é uno degli accusati di aver ricevuto "favori" dal Governo a cambio del suo voto favorevole alla rielezione di Uribe, nel 2005. Nel suo caso, il favore sarebbe stato l'assegnazione di una "notaría", ovvero di un ufficio al quale ogni colombiano deve recarsi per legalizzare firme, fare dichiarazioni giurate, celebrare compravendite eccetera. Sono talmente numerosi gli atti da farsi in notaría che esserne titolare equivale ad avere il diritto di stampare denaro.

Ora, al buon Alírio le cose devono essere andate proprio bene. La polizia giudiziaria ne stava perquisendo l'appartamento per provare certe transazioni finanziarie, quando ha scoperto centinaia di milioni di pesos in contanti (c'é chi dice 700 milioni, chi addirittura un miliardo).

Bravo Alírio, una promessa della politica colombiana!

mercoledì 19 agosto 2009

Felipe Zuleta fa i nomi

Trentadue persone, col loro voto, hanno permesso al referendum per la ri-rielezione di continuare il suo cammino. Non é ancora giunto alla meta, ma l'importante e che non lo abbiano bloccato loro...

Felipe Zuleta, acido blogger in esilio, ne riporta i nomi sul suo blog. Lo stesso faccio io, fedele alla vocazione di Bogotalia come diario e bloc notes.

Alla Camera:
1. Oscar Arboleda (Alas-Equipo Colombia)
2. Constantino Rodríguez (Alas-Equipo Colombia)
3. Gustavo Puentes (Partido Conservador)
4. Heriberto Sanabria (Partido Conservador)
5. Pedrito Tomás Pereira (Partido Conservador)
6. Carlos Augusto Celis (Partido de La U)
7. Roy Barreras (Partido de La U)
8. Germán Viana (Partido de La U)
9. Odín Sánchez (Partido de La U)
10. Dairo José Bustillo (Apertura Liberal)
11. William Vélez (Colombia Democrática)
12. Luis Enrique Dussán (Liberal independiente)
13. César Londoño (Convergencia Ciudadana)
14. Álvaro Alferez (Convergencia Ciudadana)

Al Senato:
1. Armando Benedetti (Partido de La U)
2. Marco Alirio Cortés (Partido de La U)
3. Carlos Barriga (Partido Conservador)
4. Eduardo Enríquez (Partido Conservador)
5. Daira Galvis (Convergencia Ciudadana)
6. Víctor Velásquez (Colombia Viva en Unidad Cristiana)
7. Alirio Villamizar (Partido Conservador)
8. José Darío Salazar (Partido Conservador)
9. Juan Manuel Corzo (Partido Conservador)
10. María Isabel Mejía (Partido de La U)
11. Juan Carlos Vélez (Partido de La U)
12. Elsa Gladis Cifuentes (Cambio Radical)
13. Claudia Rodríguez de Castellanos (Cambio Radical)
14. Samuel Arrieta (Convergencia Ciudadana)
15. Tulio Bernal (Alas-Equipo Colombia)
16. Rufino Córdoba (Colombia Democrática)
17. Alexandra Moreno (MIRA)
18. Jairo Tapias (Cambio Radical)

Twitter


Stimolato da questo post di Catalinapordios, mi sono messo a "seguire" i tweet di vari candidati alla presidenza: sono proprio curioso di vedere come vanno!

Non ch'io sia un gran twitter - né granché convinto del futuro del microblogging - ma sono sicuro che qualche cinguettio interessante verra fuori...

A presto.

martedì 18 agosto 2009

Planeta Finito sulla Colombia

Planeta Finito é un programma di viaggi trasmesso dalla TV spagnola LaSexta nel 2006 e 2007.

Il capitolo dedicato alla Colombia é presentato da Félix Álvarez, che ci porta a Bogotá (Cattedrale di Sale di Zipaquirá, Andrés Carne de Res, il Museo dell'oro...), a Cartagena ed a San Andrés.

Conclude con un "Colombia es Pasión" che a me risulta non troppo simpatico ma che - devo ammetterlo - é in linea col tono allegro e spensierato del format.

La prima parte é qui, poi seguite gli altri video per vederlo tutto.

lunedì 17 agosto 2009

Vicky Dávila ed il marito camaleonte

Vicky Dávila dirige una radio (La FM), presenta "La cosa política" al TG di RCN ed é una delle giornaliste "di grido" in Colombia. Di recente, ha intervistato Hugo Chávez: bel colpo.

Vicky Dávila é sposata con José Eduardo Gnecco Cerchar.

Secondo Wikipedia, il novello sposo é un "impreditore della costa".

Per molti blog e siti alternativi, si tratterebbe di un ex senatore: uno dei nomi in calce al famigerato Accordo di Ralito, firmato nel 2001 tra leader paramilitari e politici emergenti per "riformare la Patria" con un "nuovo contratto sociale". Di recente é stato ritirato il mandato di cattura che lo teneva profugo in Italia, piú precisamente a Roma.

Per Noticias RCN peró, di professione sarebbe invece "oculista".

Ma chi é davvero, il marito misterioso?

domenica 16 agosto 2009

Uribe e le buone maniere


Fiera del libro di Bogotà, Agosto 2009, tratta da El Espectador

giovedì 13 agosto 2009

Jaime Garzón - dieci anni dall'omicidio

Esportazioni verso il Venezuela

Riprendo in forma sommaria un post di Economía y Políticas Públicas, il blog del Professor Fernando Azuero. La sua tesi (o meglio: quella di un suo gruppo di studenti) é che una parte dell'aumento di esportazioni dalla Colombia in Venezuela sia dovuto alla sovraffatturazione, a sua volta generata dal controllo sul cambio del dollaro implementato dal governo del paese vicino.

Ma andiamo con ordine, e facciamo un esempio con quattro personaggi.
- L'esportatore colombiano (EspCon)
- L'importatore venezuelano (ImpVen)
- La Comisión de Administración de Divisas venezuelana (CADIVI)
- Una tonnellata di carne.

Per chiarezza, riporto prima la descrizione di una transazione "corretta", senza furberie: EspCon vende ad ImpVen una tonnellata di Carne. Il prezzo di mercato é 2 Dollari Americani (USD), per cui il costo totale dell'operazione é 2,000 USD.
ImpVen allora va dal CADIVI, mostra la fattura e dice: "ho bisogno di comprare 2,000 dollari al cambio ufficiale" e presenta la somma necessaria.
Diciamo che al cambio ufficiale il Dollaro sia quotato a 2,000 Bolivar: ImpVen consegna al CADIVI 4 milioni di bolivar (2,000 x 2,000), si prende il suo fascio di verdoni e li consegna all'EspCon. Tutti contenti.

Vediamo come funziona lo scenario di sovraffaturazione: le due parti si mettono d'accordo e con un minimo intervento sul prezzo di vendita dichiarato riescono a fer piú soldi di qualsiasi macelleria.
La transazione fisica é la stessa: passa di mano una tonnellata di carne. Ma la fattura riporta un prezzo per chilo di 5 USD, invece di due. Il totale é quindi 5,000 Dollari.
Armato di tale documento, ImpVen dovrebbe andare al CADIVI a comprare i dollari "ufficiali" per pagare EspCon. Dovrebbe sborsare 10 milioni di bolivar (5,000 per 2,000), cioé ben 6 milioni in piú che nello scenario onesto.
Qui entra in scena la furbata: oltre alla carne, EspCom gli manda pure 1,500 Dollari. L'importatore li riceve e li cambia al mercato parallelo venezuelano, dove il cambio USD/Bolivar sta - diciamo - a 4,000. Per 1,500 dollari gli daranno quindi 6 milioni di Bolivar (1,500 x 4,000), guarda caso proprio quelli che deve versare in piú al CADIVI!

Il gioco é fatto: l'Esportatore Colombiano ha investito 3,500 dollari (duemila della carne e mille e cinquecento per "il giochetto") e ne riceve indietro cinquemila: un guadagno del 43%, senza neppure considerare il margine di profitto della tonnellata di carne!

martedì 11 agosto 2009

Gli eletti

"Ci siamo resi conto che la differenza tra la Colombia ed il resto del mondo la fa la gente ed i suoi valori".

Cito testualmente María Claudia Lacouture, da un'intervista de El Espectador. Le avevano chiesto "Perché Colombia es Pasión?".

lunedì 10 agosto 2009

Unasur e le basi

Alla riunione dei Presidenti Latino Americani Uribe non ci sará (ed ai colombiani il foglio di regime ha spiegato le sue buone ragioni).

Al suo posto, manda la viceministra degli Esteri, Clemencia Forero (vedi titolo da El Tiempo on line qui a destra)

Nell'articolo - peró - di Forero non si parla: troppi dettagli possono confondere il lettore. Ad esempio, non si dice che durante il golpe anti-Chavez del 2002 la Forero era Ministro degli Esteri incaricato, e si affrettó a salutare l'ascesa di Cardona come una buona notizia eccetera eccetera.

Al lettore colombiano curioso ("cosa staranno discutendo tutti i capi di Stato del mio continente?") consiglio... la stampa messicana!

domenica 9 agosto 2009

In garanzia?

Nel Febbraio del 2008, Juan Manuel Santos ha visitato Israele per - tra le altre cose - completare l'acquisto di 24 aerei Kfir della Israel Aerospace Industries.

A fine Giugno di quest'anno sono arrivati i primi quattro; il 20 Luglio uno di questi ha avuto un incidente in fase d'atterraggio a Cartagena, pilotato da un'israeliano (probabilmente dipendente della IAI). La foto a destra é tratta da PBH.

In un comunicato sgrammaticato ed evidentemente mal tradotto dallo spagnolo, la IAI dice che sostituirá l'aeroplano.

sabato 8 agosto 2009

Las comadres de la parapolítica - recensione

di Juan Carlos Giraldo.

La storia di Eleonora Pineda merita un libro migliore di questo. Da estetista a deputata; dal dorso d'un asino (su cui andava a scuola) al Parlamento, e poi al carcere; da Pueblo Nuevo a Bogotà, passando per le mille fincas dei paramilitari, spesso accompagnata dal politico di turno.

A suo nonno gli hanno sparato in testa - lei presente. Il fratello Máximo "lo hanno sparito"; idem suo padre: all'epoca, l'Urabá non era proprio un posto sicuro. Tocca poi a due fratellastri, poi a due fratelli - uno ucciso ad un posto di blocco dell'esercito, l'altro un "falso positivo". Una strage. Un esempio (tra migliaia) di cosa significhi la violenza e di quanto valga la vita in Colombia.


Speravo - ed il titolo m'incoraggiava - che il libro mi raccontasse questa storia. Macché: su 400 pagine, almeno la metà sono dedicate ad altre storie di mafia, parapolitica, violenza e narcotraffico. L'omicidio Garzón, alias Cadena, le foto succinte di Yidis Medina per SOHO, i gemelli Mejía Múnera, la storia di Don Berna... tutte incredibili, interessanti e fondamentali, ma una distrazione da quella che sarebbe potuta essere una gran bella biografia.
Va detto che Giraldo se ne rende conto, e dedica pagina 407 a spiegare il libro é una storia della parapolitica e non una biografia delle "comadri".

Sarà pure che il titolo e la 4a di copertina glieli ha imposti l'editrice, ma come lettore mi sento imbrogliato.



venerdì 7 agosto 2009

Sí(tp)

Il Sistema Integrato per il Trasporto Pubblico (SITP) é una scommessa sul futuro di Bogotá: che ci si possa muovere efficacemente per la città importa a tutti, poveri e ricchi, giovani e vecchi, locali e turisti, di destra e di sinistra.

Il TransMilenio ha portato ordine in alcuni corridoi fondamentali, ed ora il SITP mostra la via per ridurre ulteriormente il caos e modernizzare il trasporto pubblico: biglietto unico, razionalizzazione delle linee, nuovo modello imprenditoriale, coordinamento tra bus, metro (se e quando ci sarà), TransMilenio ed auto... insomma, un piano completo e moderno.

Il SITP fa parte del Plan Maestro de Movilidad (PMM), promosso da Garzón ed approvato nel 2006; non é quindi una novità né una sorpresa. Mi fa piacere comunque che il sindaco Moreno abbia scelto di andare avanti: il tema é spinoso, gli interessi sono molti (e quasi tutti contrari...) e servirá molta determinazione per portare avanti il progetto fino alla fine (prevista tra 5 anni).

I bogotani sanno quant'è difficile andare contro la lobby dei trasportatori, ed alcuni hanno accolto l'annuncio con scetticismo. Altri ne criticano alcuni aspetti (come Álvaro Pachón su Economía y Políticas Públicas); io incrocio le dita e cerco di informarmi meglio, sperando (per Bogotá ed i bogotani) che la cosa vada avanti...

giovedì 6 agosto 2009

Colombia es Pasión

Ho perso il conto di quanti post ho titolato così, ma - come dice in Colombia - questa campagna per la "marca Paese" me saca de quício.

Stavolta segnalo un articolo di Mario Morales di qualche giorno fa, che elabora sul tema. Buona lettura.

Arriva il superTransmilenio

Foto tratta da El Tiempo.

mercoledì 5 agosto 2009

Il figlio di José Obdulio Gaviria

Si chiama Juan José Gaviria Mira, e secondo lasillavacia.com lavora per Editorial Planeta (ha scritto pure un editoriale per El Tiempo - senza firmare col secondo cognome, peró).

Prima é stato secondo segretario presso l'Ambasciata di Colombia in Messico, con l'Ambasciatore Luis Camilo Osorio Isaza (vedi immagine a fianco).

Prima ancora (nel 2006) lo troviamo in Italia, come assessore dell'Ambasciata colombiana (sempre con Osorio ambasciatore) - almeno secondo gli atti della seconda sessione del comitato di esperti overnativi eccetera eccetera dell'Unidroit.
Qui sotto riporto un estratto del documento, con parte della delegazione colombiana (l'unica ad includere addirittura l'Ambasciatore in persona).

M'interessa seguire i suoi passi (solo quelli pubblici, naturalmente) perché credo possa raccontarci qualcosa: vedremo cosa!


martedì 4 agosto 2009

Colombia inedita

Una delle sezioni de lasillavacia.com si chiama "histórias" e contiene articoli od interviste di approfondimento. Le "storie" sono originali, non riprese da altri media e ben più corpose di un post - sono tentato di chiamarle addirittura "articoli".

Ne segnalo una, "El país inédito", in cui Jaime Pérez Múnevar, fotografo de El Colombiano, mostra alcune delle sue foto e racconta perché non sono state pubblicate.

Se volete capire perché l'autopercezione dei colombiani é spesso filtrata dal rosa, seguite il link.

lunedì 3 agosto 2009

Tutto chiaro?



L'immagine é tratta dalla home page de El Tiempo, ed il titolo é un esempio di giornalismo - da evitare.

Non so chi sia Mauricio Vargas o di cosa tratti il suo editoriale - e non mi viene alcuna curiositá di scoprirlo....

lunedì 27 luglio 2009

Ancora la Duzán

Neanche 15 giorni fa la includevo nel mio radar colombiano, ed ecco che torno a sentirmi in stretta sintonia con un suo pezzo.
I colombiani - nota la Duzán - non paiono avere gran coscienza dei problemi del loro Paese, ed abbondano di percezione selettiva (la gente - ad esempio é una delle cose piú belle della Colombia: allegra, felice eccetera. Ma chi stermina ed uccide? Chi terrorizza? Chi desplaza? Probabilmente venezuelani o equatoriani...).

Grazie ai commenti su Semana.com scopro poi la biografia della giornalista, e che sua sorella é stata uccisa perché indagava sui paramilitari del Magdalena Medio. E scopro anche che lasillavacia.com non é solo un blog. Grazie María Jimena!

venerdì 17 luglio 2009

Un altro bel monopolio

La Philip Morris vuole comprare Protabaco, e mette quasi mezzo miliardo di dollari sul tavolo.

Però (c'é un però) questa acquisizione le darebbe quasi il 90% del mercato colombiano, e quindi si deve pronunciare la Superintendencia de Industria y Comercio. Ce ne parla Francisco Azuero.

Il mio riassunto é semplice. Da un lato, c'é la necessità di proteggere il consumatore dall'ennesimo monopolio; dall'altro, un bell'esempio di confianza inversionista per il Presidente (e magari qualche bella mazzettona); secondo voi, chi vincerá?

mercoledì 15 luglio 2009

Nos dejó el tren - recensione

Gustavo Pérez Ángel mi incuriosisce fin dall'esordio, con la sua analisi comparata del detto popolare: in Colombia si dice "nos dejó el tren", invece di "abbiamo perso il treno" - la colpa quindi non é nostra (come in "noi abbiamo perso") ma del treno (che "ci ha lasciato"). Mi trovo d'accordo anche con una delle idee di fondo del libro, ovvero che la povertá ed il (relativo) sottosviluppo colombiano non siano solo "colpa dell'impero" ma anche della classe dirigente, che non é (e non é stata) all'altezza della responsabilitá di guidare un paese.

Ed inizia quindi la storia delle ferrovie in Colombia, una storia che comincia tardi e finisce male, tra furbi intermediari, politici corrotti (ma Pérez Ángel si guarda bene dall'affermarlo esplicitamente), miopia imprenditoriale e guerre civili tanto frequenti da far parte di ogni decennio dall'indipendenza ad oggi...

Per caritá, ci sono anche le storie di successo: la funicolare tra Manizales e Mariquita che fa esplodere il mercato del caffé; lo sviluppo di Cúcuta e dei suoi lungimiranti cittadini, i primi a costruire una strada ferrata con tecnologia e capitali colombiani; il sacrificio e l'impegno dei tanti pionieri, costretti a vincere pendenze, climi ed ostacoli fuori dal comune.

Ma in complesso resta un sapore amaro, di occasione perduta - ed ancor piú se si legge il capitolo dedicato alle ferrovie nordamericane! Un bel libro.

domenica 12 luglio 2009

María Jimena Duzán

Mi é piaciuta la sua opinión su Semana, ed in particolare quando svela uno dei trucchi del Presidente Uribe: quello del terzo canale TV.

La Duzán dice - ed io sono d'accordo - che la gara per la terza frequenza nazionale é un modo per tenere buoni (ed allineati) quasi tutti i media colombiani: RCN e Caracol per difendere il loro business attuale, El Tiempo, Caracol Radio ed altri perché interessati a mangiarsene una fetta.

Il terzo anale - ne sono convinto - verrá aggiudicato nel 2010, e solo se Uribe verrá rieletto. Sennó, il nuovo presidente vorrá rivalutare il processo e - immagino - ripartire da zero (a meno che uno dei consorzi non sia "di famiglia", nel qual caso basterebbe pilotare le ultime fasi del processo attuale...).

Quanto alla Duzán, continueró a leggerla, e con ancor piú attenzione.

Immagine inquietante

Dalla home page de El Espectador.

venerdì 10 luglio 2009

Convertito

a) Uribe vede Obama (29 Giugno)
b) Torna in Colombia
c) Chiede perdono alle vittime (5 Luglio)
d) Dá il via libera allo scambio di prigionieri (8 Luglio).

Che altri compiti a casa gli avranno assegnato? E che gli avranno promesso in cambio?

Io vedo due ipotesi (entrambe a proposito dello scambio di opinioni "a porte chiuse" tra i due capi di Stato):
1) Ipotesi hard. Obama: "No al terzo mandato, fatti da parte in buon ordine indicando un delfino da questa lista: Santos, Fajardo, Uribito, Xxx; noi ti garantiamo un futuro tranquillo senza Corte Penale Internazionale ma tu devi fare qualcosa per essere piú presentabile presso l'opinione pubblica americana; quindi chiedi perdono, fai l'intercambio, catura qualche assassino di sindacalisti, fai chiarezza sulla rielezione"
2) Ipotesi soft. Obama: "Se vuoi il TLC, queste sono le cose che devi fare. Una volte fatte, ne riparliamo, ma no prima del Xxx. Sulla rielezione fai come vuoi, ma preferiremmo che indicassi un delfino, magari fantoccio"

Fantapolitica? O scommettete che nei prossimi giorni continueranno le "sorprese", e la "mano dura" del Presidentissimo parrá sempre piú morbida???

giovedì 9 luglio 2009

Ancora HPI, ancora irritazione

Come tre anni fa compare l'Happy Planet Index, la Colombia ha un posto nei primi dieci e la stampa locale coglie la palla al balzo e contribuisce al mito patriottimista del mejor vividero del mundo. Ed io mi irrito (anche se sempre meno, devo ammetterlo: la fase atuale é piuttosto di commiserazione).

L'indice é interpretato in maniera sbagliata: non misura la "felicitá", ma la "felicitá" diviso l'impatto ambientale (ecological footprint) - non mi dilungo, perché l'ho giá fatto tre anni fa e le consideraizoni restano le stesse. Andró comunque a darmi una letta al nuovo rapporto, che - aldilá del modo in cui viene semplificato - é ben interessante.

Mi colpisce la foto che sceglie El Espectador per illustrare l'articolo on line: quardatela qui a destra. Ecco un uomo felice: grasso, col pannolone, probabilmente ubriaco,allo stadio.

Bene cosí.

martedì 7 luglio 2009

L'ora della veritá

Così si chiama il programma (e sito web) condotto dall'ex ministro Fernando Londoño Hoyos.
Vale la pena seguirlo, per avere un'idea di cosa pensa l'estrema destra colombiana.

Tra le chicche recenti, un'affermazione contenuta nell'editoriale di oggi: il genocidio dell'Unión Patriótica sarebbe responsabilità delle FARC - niente più che qualche migliaio di vendette interne, causate da diverse vedute riguardo la "combinazione delle diverse forme di lotta".

venerdì 3 luglio 2009

La burbuja que hundió a Colombia - recensione

Il libro della UNEB (Unión Nacional de Empleados Bancarios) riunisce tre saggi sulle radici economiche ed istituzionali della crisi colombiana di fine anni '90 (non della crisi attuale che - coem sappiamo - ancora non é nemmeno scoppiata, ufficialmente...).

Si parla di globalizzazione finanziaria, di indipendenza della Banca Centrale e della necessitá di un politica di sostegno finanziario ("fomento") all'industria locale, ed il messaggio comune é il rifiuto del modello neoliberale e del Consenso di Washington.

Peccato che gli autori (non identificati) si prendano un po' troppo sul serio e non facciano alcuno sforzo divulgativo, cadendo spesso nella trappola del "pamphlet" accademico, incapace di comunicare con chi fin dall'inizio non sia giá d'accordo con chi scrive...

Il libro - scannerizzato in maniera rudimentale - può essere scaricato qui.

martedì 23 giugno 2009

L'ultimo giacimento


Il petrolio in Colombia finisce, e nessuno dice niente.
La notizia é che la BP restituirà ad Ecopetrol la concessione di un giacimento; diventa una "notizia bomba" perché si tratta di Cupiagua e Cusiana, ovvero la piú importante scoperta degli anni '90 ed uno dei pilatri della produzione locale assieme a Caño Limón; ed é ancor piú interessante perché la restituzione avviene dieci anni prima del termine inizialmente convenuto.

La mia lettura: il limone é spremuto, "it's time to move on". La nuova frontiera per BP é il gas, ma il problema per la Colombia rimane: se dovesse diventare importatore di petrolio, sarebbero guai.

Tre anni fa, la data fatidica del sorpasso (quando il consumo interno supererá la produzione é renderá inevitabile l'importazione di greggio) era fissata per il 2011; oggi solo uno studio della UN pare credere che il dramma si possa evitare - ma la mossa di BP vale molto piú di una proiezione accademica.

Cosa si trova di tutto questo sui media colombiani? Quattro righe d'agenzia su Portafolio, nulla su El Espectador.

Brutte notizie no grazie, almeno fino a chiusura seggi.

domenica 21 giugno 2009

Si, no, non ce l'ho


Il sondaggio qui a destra compare sulla home page de El Espectador di oggi.

Dietro quella terza risposta - "no tiene papá" - si nasconde il dramma colombiano delle madres solteras, milioni di donne costrette a mandare avanti una famiglia senza compagno.

PS: al momento di pubblicare questo post, il 15% dei lettori hanno scelto la risposta C.

sabato 20 giugno 2009

Intervista ad Isacson

Adam Isacson é direttore presso il CIP (Center for International Policy), cura il blog Plan Colombia and Beyond e di Colombia - dal punto di vista americano - ci capisce tanto.
Lo ha intervistato Cecilia Orozco per El Espectador.

Mi colpisce in particolare una domanda:
"Cecilia Orozco: Allora é vero che il Governo Obama ed il Congresso vedono con sospetto una seconda riforma costituzinoale per rieleggere Uribe.
Adam Isacson: Bisogna dirlo con chiarezza: non ho parlato con nessuno a Washington né ho letto una sola opinione sulla stampa che sianofavorevoli alla seconda rielezione di Uribe. Ed includo in questo gruppo ad alcuni funzionari ed analisti tra i piú conservatori. Gli ammiratori di Uribe non lo difenderebbero di nuovo se insiste colla rielezione, perché starebbe mostrando la stessa tendenza autoritaria del suo omologo venezuelano."

Traduco: serve un candidato nuovo (non Uribe), che garantisca la continuitá della "confianza inversionista" (condizioni favorevoli per l'investimento straniero), della "seguridad democrática" (lotta alla droga ed al terrorismo seguendo le direttive di Washington) e che mostri di perseguire lameno qualche minimo obiettivo di "cohesión social" (maggior rispetto dei diritti umani, meno "falsio positivi", qualche condanna agli assassini di sindacalisti eccetera).

giovedì 18 giugno 2009

Benedetto internet

Sí, perché senza internet né io né tanti altri avremmo mai avuto accesso all'intervento di Gustavo Petro in Senato sulle intercettazioni del DAS.

Se volete dare un'occhiata dietro le quinte del Governo Uribe o del DAS di Jorge Noguera, fatevi un giro anche voi: sono 50 minuti da voltastomaco.

Di seguito, i link alle 7 parti del video:
Parte 1 - Parte 2 - Parte 3 - Parte 4 - Parte 5 - Parte 6 - Parte 7

martedì 16 giugno 2009

Alla corte di Uribe

Chi é l'ex trasportatore di banane che oggi vende miniere d'oro?

Curriculum vitae di Fidencio Mena Perea, tratto dall'intervista concessa a El Espectador e da articoli di Semana e Cambio.


Fidencio "El Negro" Mena - Curriculum Vitae


1963 - Nasce a Juradó (El Espectador, Cambio), Chicorodó (Semana), Antioquia

1981 - Lavora nelle risaie dell'Ammiraglio Meléndez, capo dell'autoritá doganiera nel governo Turbay (assassinato)

Primi anni '80 - Fa politica nel MOIR (Movimento Operaio Indipendente e Rivoluzionario) nella regione dell'Urabá

1984 circa - Sempre in politica nell'Urabá di Antioquia, stavolta coi Liberali di César Yepes

1985 - é il delegato di Chicorodó al congresso liberale di Medellín; conosce Álvaro Uribe (consigliere comunale a Medellín) e suo cugino Mario (deputato); fa causa comune con essi contro il leader liberale Bernardo Guerra Serna

1985 - lavora per Álvaro Uribe Velez e per il cugino, aiutandoli nella campagna elettorale nell'Urabá. Entrambi risultano eletti, rispettivamente in Senato ed alla Camera. Conosce Gustavo Posada (che ritroveremo come coordinatore politico del partito di Mario Uribe, nel 2006).

1986 - lavora alla Beneficencia di Antioquia con Posada, poi alla Contraloria.

1990 - va a Bogotá per assistere Alberto Díaz, del movimento Sector Democrático di Álvaro Uribe.

1991 - Lavora alla Camera, prima presso l'Unitá legislativa, poi nella Direzione Amministrativa; ne esce a seguito della Costituente.

1991 - Torna in Urabá, dove compra due camion e si dedica al trasporto di banane. Le minacce delle FARC lo costringono ad abbandonare la zona; Álvaro Uribe lo aiuta a trasferirsi a Medellín trovando lavoro alla moglie.

1992 - 1993 Fa il tassista a Medellín (El Espectador); é lobbista per un parlamentare a Bogotá, dove risiede in una suite dell'Hotel Tequendama (Cambio).

1993 - Partecipa alla campagna elettorale di Uribe Governatore di Antioquia, sempre nell'Urabá.

1994 - Quando Uribe vince le elezioni, a lui viene dato un posto nell'Ufficio di Pianificazione, con responsabilitá sull'Urabá (El Espectador); é portaborse - in senso letterale - di Uribe (Semana).

1995 - Lavora con Giancarlo Barros (poi assassinato) come consulente per i municipi della zona

1996 - 1997 Alla morte di Barros é socio fondatore di un'azienda che si dedica alla attualizzazioni catastali; mantiene contatti con Mario e con Álvaro Uribe.

1998 - 1999 É intermediario immobiliare nella compravendita di terra (fincas); continua ad informare Álvaro Uribe sulla politica nell'Urabá mentre questi sio trova ad Oxford.

2002 - Si trasferisce a Bogotá

2002 - Il 9 Agosto (due giorni dopo l'insediamento) visita il neo-Presidente Álvaro Uribe alla Casa di Nariño; vi tornerá una decina di volte in poche settimane, anche per salutare José Obdulio Gaviria, che conosce dai tempi dell'Istituto di Studi Liberali e del quale ha portato i vestiti.

2002 - 2007 - Continua a dedicarsi all'intermediazione immobiliare.

2007 - lavora con Jorge Iván Bonilla, di "Uribistas per Samuel". Attraverso di lui conosce Margherita Pabón, socia di DMG, che ha interesse a stabilire contatti con Superintendencia Financiera.

2007 - Organizza tre riunioni coi consiglieri presidenziali Óscar Iván Palacio e Felix Alfázar González; alla prima partecipa la Pabón, alla seconda Daniel Angel Rueda ed alla terza lo stesso David Murcia Guzmán.

2007 - 2008 É assessore di DMG, con uno stipendio di 5 milioni di pesos al mese (2,500 dollari); David Murcia Guzmán gli chiede di farlo parlare col Presidente Uribe.

2009 - si specializza nel'intermediazione di miniere d'oro; in questo momento lavora ad una transazione che dovrebbe fruttargli una commissione di due milioni di dollari.


lunedì 15 giugno 2009

Le ultimissime sul DAS

Copio qui sotto un articolo da El Tiempo dell'altro ieri: non vorrei che "sparisse" da Internet...

Un manual para seguir y acosar personas calificadas como oposidores tenía el DAS

Hasta el punto de indagar en sus vidas privadas para buscar 'vicios' o 'amantes', y tomar fotos de sus hijos, llegó la oscura organización que se creó en el organismo en el 2005.

El 'manual' aparece detallado en una de las 103 carpetas que la actual administración del DAS le entregó a la Fiscalía y que fueron elaboradas por el Grupo de Inteligencia G-3, creado durante la administración de Jorge Noguera y coordinado por su entonces asesor José Miguel Narváez.

"Ubicaron a padres y cónyuges de miembros de ONG nacionales y extranjeras; fotografiaron a hijos de defensores de derechos humanos y hasta escribieron grafittis amenazantes en las paredes cercanas a la casa del entonces viceministro Andrés Peñate, porque creían que era un conspirador", asegura uno de los investigadores del caso.

'No sacrifique a su hija'

Todo indica que fueron ellos quienes le enviaron a Zoraya Gutiérrez, directiva del Colectivo de Abogados José Alvear, una muñeca salpicada con sangre y la nota: "Usted tiene una hija muy linda, No la sacrifique...".

El mensaje llegó a su oficina a mediados de mayo del 2005, cuando su hija apenas cumplía siete años.

Entre las carpetas también había fotos y seguimientos a los hijos y sobrinos de los abogados de Derechos Humanos Dora Lucía Arias, Alejandra Cadavid y Reinaldo Villalba, y de la periodista Claudia Julieta Duque. Ninguno de los pequeños sobrepasaba los 10 años.

En abril del 2005, un memorando del G-3 estableció el modus operandi y se explayó en instrucciones sobre Gustavo Gallón, presidente de la Comisión Andina de Juristas, y del abogado Alirio Uribe, miembro del Colectivo de Abogados Alvear Restrepo.

"(...) Verificar lugar de residencia y si tiene seguridad paralela; establecer identidad de familia cercana; seguimientos para conocer su rutina; obtener información de su esposa e hijos; establecer si hay un apartamento cercano desde donde se puedan realizar labores de inteligencia", dice la orden contra Gallón.

En cuanto a Uribe, aparecen varias carpetas con fotografías, extractos bancarios, valoraciones de "hábitos, debilidades y fortalezas", reportes de lugares frecuentados y de la estructura familiar, nombres de los hijos, amigas, relación de propiedades, contactos en el exterior y registros migratorios.

En los dos casos, hay información bancaria y financiera que indica que la Unidad de Información y Análisis Financiero (Uiaf), que ahora está enredada en el escándalo de los seguimientos a los magistrados, entregó información sobre las ONG.

Incluso, en marzo del 2004 -según uno de los reportes- el DAS le hizo seguimiento a una delegación extranjera que visitó a la Comisión Andina de Juristas.

El hecho es todavía más grave porque tanto Uribe como Gallón tienen medidas cautelares (protección especial) ordenadas por la Comisión Interamericana de Derechos Humanos y, además, porque los dos llevan algunas de las más importantes demandas contra la Nación por violaciones de derechos humanos.

Pero no eran los únicos. La Comunidad de Paz de San José de Apartadó, Redepaz, el Cinep y la CUT aparecen en la lista de la llamada 'Operación Lince'. Decenas de miembros de estas organizaciones fueron grabados ilegalmente desde la sala 'Vino' del DAS.

En el caso de la Comunidad de Paz y el periodista Holman Morris, se usaron órdenes falsas que dieron el libre acceso a la plataforma Esperanza, manejada por la Fiscalía. A Morris, dice un reporte del CTI, los seguimientos se hacían "en tiempo real", pues el control a sus llamadas y correos les permitía estar en los sitios a los que iba a citas.

Según reveló el senador Gustavo Petro en un debate en el Senado, se indaga la elaboración de un video en su contra que el G-3 divulgó en el exterior a nombre de la ONG Frente Social por la Paz, que no existe, y que también implicó al padre Javier Giraldo. EL TIEMPO estableció que hay una denuncia de Morris que dice que un directivo del DAS le corroboró que el G-3 hizo el video en septiembre del 2005.

La práctica siguió

El DAS usó desde ese año y probablemente hasta hace pocos meses buena parte de sus recursos humanos y financieros (incluso de gastos reservados) para espiar y acosar a este grupo de ciudadanos.

De hecho, las carpetas que armó para tal fin seguían siendo consultadas hasta finales del 2008 por José Fernando Ovalle (pieza central en el caso) en una oficina del octavo piso del DAS que tenía carácter "ultrasecreto".

Por eso, la Fiscalía llamó a responder a los directores del DAS hasta el año pasado, incluido el mismo Peñate. Y por eso, considera que el G-3 y los grupos que le siguieron "rebosaron sus facultades y afectaron gravemente derechos y garantías constitucionales".

Más implicados

Varios de los memorandos con los resultados de las interceptaciones ilegales aparecen entregados a Miguel Alzayús, hasta hace poco destacado fiscal de la administración Iguarán. Otros fueron robados por un detective que los ha filtrado y que en los próximos días será judicializado.

Pero el G-3 no estaba solo en esta labor. Hay pruebas documentales de que directivos y mandos medios de otras dependencias del DAS -que incluso aún siguen en la institución- les aportaron considerable información. Por eso, el listado de implicados -que ya superó los 30- puede crecer en más de 15 personas.

'Los blancos políticos'

Decenas de nombres aparecen en listas de 'blancos políticos'. Además, el DAS aplicó tácticas de "inteligencia ofensiva" y trató de "boicotear" actividades de ONG. Esos habría pasado con la Semana por la Paz del 2005.

En el expediente también se comprueba que las prevenciones de los magistrados de la Corte Suprema hacia miembros del DAS en sus escoltas personales era justificada: "El compendio de documentos también permite evidenciar que existen carpetas que son propias de la oficina de Protección Especial -dice la Fiscalía-, (...) Coordinación de seguridad a instalaciones o avanzadas e informes de los detectives que hacen parte del esquema de seguridad de estas personalidades".

Ante estos escandalosos hallazgos, la Fiscalía alista decisiones de fondo.

"Ya denunciamos ante la ONU. Y pensamos llevar el caso ante todas las instancias, incluida la Corte Penal Internacional".
Alirio Uribe Muñoz, presidente del colectivo de abogados Alvear Restrepo.

"No me cabe en la cabeza que en una democracia se haga esto. En el 2005 intentaron sabotear la Semana por la Paz".
Ana Teresa Bernal, directora de Redepaz y comisionada de la CNRR.

"Nunca imaginé que pusieran a 30 ó 40 personas a investigarnos. Más parece un procedimiento para un atentado".
Gustavo Gallón, de la Comisión Colombiana de Juristas, desde Suiza.