mercoledì 15 luglio 2009

Nos dejó el tren - recensione

Gustavo Pérez Ángel mi incuriosisce fin dall'esordio, con la sua analisi comparata del detto popolare: in Colombia si dice "nos dejó el tren", invece di "abbiamo perso il treno" - la colpa quindi non é nostra (come in "noi abbiamo perso") ma del treno (che "ci ha lasciato"). Mi trovo d'accordo anche con una delle idee di fondo del libro, ovvero che la povertá ed il (relativo) sottosviluppo colombiano non siano solo "colpa dell'impero" ma anche della classe dirigente, che non é (e non é stata) all'altezza della responsabilitá di guidare un paese.

Ed inizia quindi la storia delle ferrovie in Colombia, una storia che comincia tardi e finisce male, tra furbi intermediari, politici corrotti (ma Pérez Ángel si guarda bene dall'affermarlo esplicitamente), miopia imprenditoriale e guerre civili tanto frequenti da far parte di ogni decennio dall'indipendenza ad oggi...

Per caritá, ci sono anche le storie di successo: la funicolare tra Manizales e Mariquita che fa esplodere il mercato del caffé; lo sviluppo di Cúcuta e dei suoi lungimiranti cittadini, i primi a costruire una strada ferrata con tecnologia e capitali colombiani; il sacrificio e l'impegno dei tanti pionieri, costretti a vincere pendenze, climi ed ostacoli fuori dal comune.

Ma in complesso resta un sapore amaro, di occasione perduta - ed ancor piú se si legge il capitolo dedicato alle ferrovie nordamericane! Un bel libro.

Nessun commento: