venerdì 18 settembre 2009

Muro contro muro

Secondo la Costituzione del 1991 (in America Latina - e specialmente in Colombia - le Costituzioni si succedono cosí rapidamente da dover essere accompagnate dall'anno d'approvazione per chiarezza), il Fiscal General de la Nación (ovvero il capo dei Pubblici Ministeri, e quindi il responsabile dell'azione penale nel Paese) viene eletto dalla Corte Suprema di Giustizia tra tre candidati proposti dal Presidente della Repubblica.

Il Fiscal General viene spesso considerato la seconda carica dello Stato: dura in carica 4 anni, non puó essere rieletto (come il Presidente, prima dell'uragano Uribe) ed influisce pesantemente su come vengano trattati grandi temi come il paramilitarismo, il narcotraffico, la corruzione eccetera.

Finito il mandato di Mario Iguarán, Uribe ha inviato la nuova lista di tre candidati alla Corte Suprema, che ieri ha deciso di "respingerla", affermando che non voterá per nessuno dei tre. Questa eventualitá non é prevista dalla Costituzione, ed apre un pericoloso impasse: Uribe non é obbligato a presentare un'altra terna, la Corte non puó essere forzata a votare.
In teoria, se nessuno dei due cede, la sede potrebbe rimanere vacante per sempre - a meno che uno dei tre candidati non rinunci, forzando cosí il Presidente a ricostituire la terna completa.

Il grande rischio? Che questo "vuoto di potere" lo riempia Uribe con qualche trovata tipo "Estado de Opinión"...

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