domenica 22 febbraio 2009

Unici al mondo


Secondo il New York Times, la Colombia sarebbe l'unico paese al mondo in cui é diminuito - dal 2003 - il consumo di vini frizzanti.

Tra champagne, prosecco e simili, nel 2008 si sono spesi 37 milioni di dollari, 8% in meno che nel 2003. Il consumo annuale procapite é di 100 ml (un calice, più o meno).




Mi chiedo quale trend ci sia dietro: é forse un altro risultato della seguridad democrática?

domenica 15 febbraio 2009

I panni sporchi si lavano in famiglia

El Tiempo pubblica una lunga intervista a Daniel Ángel, arrestato per le piramidi di DMG ed oggi in carcere per una cinquantina di mesi.

A mio parere, si tratta di un modo - trasversale ma non troppo - di spiegare il coinvolgimento, attraverso lo stesso Ángel, dei figli del Presidente Uribe nello scandalo DMG. Serve anche all'Ángel a fare pubblica ammenda e prepararsi, tra un paio d'anni, a tornare in societá.

Mi colpiscono un paio di passaggi:
- quando María Isabel Rueda gli domanda quando a capito che il "sogno" era finito, lui risponde: quando David ha attaccato Uribe, dicendogli che era un cattivo padre (perché non sapeva cosa facessero i figli);
- nella prima risposta dell'Ángel, c'é un dettaglio che la Rueda decide di non approfondire. Lei gli domanda come sia arrivato a lavorare per il Murcia, e lui risponde:
1. ho sempre lavotato in TV
2. un amico mi ha detto che David Murcia voleva lanciare un nuovo canale
3. allora mi sono messo a lavorare per lui
4. il primo progetto era importare degli yacht (!) da Miami a Cartagena.

Che a Daniel Ángel questo salto dalla TV alla nautica non sia sembrato strano, é comprensibile: lo stipendio di 10 mila euro mensili lo distraeva.

Ma l'intervistatrice? Le sará sembrato solo un dettaglio irrilevante?

giovedì 12 febbraio 2009

Due bei post (per poliglotti)

Segnalo due testi da altrettanti blog che visito spesso.

Il primo é una specie di "tabellina dei buoni e cattivi" nel caso della liberazione di Jara & Co., compilata da Adam Isacson sul suo "Plan Colombia and Beyond". É talmente ben fatto, illuminante ed utile che a volte penso che una traduzione para para sarebbe un'ottima idea ed un buon uso del mio tempo - per ogni post!

Il secondo é tratto da HaVladdoRías, dove l'umorista ed intelletuale Vladdo riporta un episodio della sua esperienza con Juan Manuel Santos, Ministro della Difesa in carica (tra i cattivi del post sopra menzionato) e possibile candidato presidenziale per il 2010. Leggetelo (in spagnolo) e ditemi se anche voi siete "uno di quelli"...

sabato 7 febbraio 2009

Ci fa o ci é?


Questa foto di Herminso Ruiz illustra l'articolo de El Espectador in cui si ventila la possibilitá che Andrés Felipe Arias si dimetta da Ministro dell'Agricoltura per aspirare ad un'elezione (Presidente? Senatore?).

Dopo la nuotata ed il materiale elettorale, comincio a sospettare che la posa (ugual a quella del Presidente nel ritratto a sinistra) non sia una coincidenza!!!

venerdì 6 febbraio 2009

Miscuglio allucinante

Credo sia la prima volta che pubblico la foto di una ragazza in abiti succinti; ma ne vale la pena.

Perché di lei (oltre al nome, Mónica Fonseca) El Tiempo ci dice tre cose:
- che andrà a vivere col nuovo fidanzato in Messico;
- che si é appena operata al seno (per aumentarlo, immagino); e
- che si convertirà all'ebraismo.

Ovviamente, dei tre temi quello a cui si dedica piú attenzione é il trasloco, seguito dalla chirurgia plastica.

mercoledì 4 febbraio 2009

Un punto di vista


Michele Obit é poeta; nasce in Germania, é italiano;


ha un blog ed é stato invitato al Festival di Poesia di Cartagena;


lí lo hanno chiamato Micheli e Michelle, ma a lui immagino la storpiatura non sia importata piú di tanto;


ha fatto molte foto (una, bellissima, la vedete qui a destra) ed ha riportato le proprie impressioni su Medellín;


sono sei post, qui trovate il primo.






lunedì 2 febbraio 2009

"Marca paese" sí, ma...

Passeggiando per il web scopro un certo Simon Anholt, l'inventore - a quanto pare - dell'espressione "marca paese"; e poi un articolo su "Colombia es Pasión", l'imbarazzante (a mio parere) tentativo colombiano.

Dall'articolo traggo una frase dell'esperto, che condivido al cento per cento:
"Cambiare l'immagine di un Paese ("rebranding") richiede trasformazioni profonde della società, non solo una campagna intelligente di pubbliche relazioni.
Il Sud Africa ha cambiato d'immagine quando é finito l'apartheid; l'Irlanda quando é diventata Paese ricco da produttore di emigranti; la Slovenia quando ha abbracciato la democrazia, é entrata nell'U.E. ed ha dimostrato che una parte storicamente instabile dell'Europa dell'Est poteva essere diversa.
Se in un Paese avvengono questi cambiamenti fondamentali, il marketing puó svolgere un ruolo complementare. Ma una campagna basata esclusivamente sul marketing puó fallire miseramente".

Sempre dall'articolo: nel 1996, il governo colombiano avvicinò un esperto di marca paese, David Lightle. Lui - per farsi un'idea del cliente - si fece un giro per Bogotá ed il suo responso fu disinteressato e sincero:"non buttate via i soldi". Nel 2004, il governo Uribe lo chiama di nuovo; stavolta accetta e crea "Colombia es Pasión".

domenica 1 febbraio 2009

Il funerale di Tirofijo?


Questa foto pubblicata da "La Nación" di Neiva sarebbe stata scattata durante il funerale di Tirofijo, storico leader delle FARC, morto a Marzo del 2008.
Secondo Semana, si tratterebbe invece di Efraín Guzmán, anche lui membro del Secretariado, morto nel 2002.

Sono immagini come questa (o come quella del cadavere insanguinato di Raúl Reyes) che stanno convincendo i colombiani " de a pié" che la guerriglia piú antica del mondo é ormai in fase di declino irreversibile.

Tra Brasile e Botswana

La Connectivity Scorecard 2009 di NSN colloca la Colombia al nono posto tra le economie in via di sviluppo ed indica una direzione chiara: per migliorare l'impatto delle tecnologie dell'informazione sullo sviluppo occorre puntare sull'utilizzo da parte delle imprese.

Va premesso che lo studio é commissionato da Nokia Siemens Networks (NSN), che fornisce infrastruttura di connettività, e c'é quindi da attendersi che l'indicazione esplicita sia "investite di più" - e quella implicita "sui nostri prodotti". C'é però comunque un valore nello sforzo di raccolta dei dati, nella metodologia applicata e nella possibilità di paragonare paesi e situazioni diverse.

La classifica a sinistra riguarda le "economie delle risorse e dell'efficienza" (non quindi le "economie dell'informazione" dei paesi più sviluppati, ai quali é dedicata una classifica separata), e suggerisce una suddivisione in quattro gruppi:
- prime della classe (Malesia, Turchia e Cile);
- ci siamo quasi (dal Sud Africa al Brasile);
- c'é chi sta peggio (dalla Colombia al Vietnam) e
- stiamo peggio (dall'India alla Nigeria).

Interessante che le 5 economie latinoamericane comprese nell'indice finiscano tutte nei primi 9 posti; ed anche che l'ultima sia proprio la Colombia, che spesso svolge questo ruolo di "cenerentola" tra le grandi economie del subcontinente.

Il risultato é stato naturalmente ripreso dai media locali come dimostrazione che - per dirla con Álvaro Sandoval de El Tiempo - "lo sforzo dei settori pubblico e privato negli ultimi anni [...] comincia a farsi notare in ambito internazionale" o - peggio ancora - da un blogger male informato per affermare che " questo voto (sic) collocal la Colombia prima di Paesi come Spagna ed Italia" (che però - come avverte chiaramente il rapporto - fanno parte dell'altra categoria e non possono essere paragonate) [Nota: il commento di questo blogger é il primo qui sotto].

Ma aldilá delle interpretazioni patriottimiste, il rapporto dice qualcosa d'interessante. Il punteggio complessivo si ottiene ponderando due diversi indicatori (Infrastructure, Usage & skills) per tre settori dell'economia (Consumer, Business e Government). I sei sotto-punteggi che ne derivano per la Colombia sono mappati qui a destra (linea bordeaux) e paragonati a quelli del miglior paese per lo specifico indicatore.

Da questa analisi si deriva che il "ritardo" della Colombia é nelle imprese (Business), ed in particolare nell'infrastruttura. E secondo gli autori del rapporto, l'area Business é quella che piú pesa nel determinare l'impatto dello sviluppo della connettivitá sull'economia del paese.

Sono piú avanzati i consumatori ed il governo, ed ancor piú nell'"uso ed abilitá", a suggerire che il problema non e tanto di capitale umano quanto di disponibilitá di capitali. Secondo la scheda-riassunto del Paese, é infatti l'"incapacitá di attrarre investimenti significativi verso il propio settore ICT a contribuire seriamente ad una performance complessivamente scarsa" - e questo nonostante un settore deregolato, come piace agli investitori internazionali.

Ma allora: se le leggi locali garantiscono gli investitori e gli utenti sono (relativamente) preparati, cosa manca per attivare il circolo virtuoso? "La Colombia" - cito - "deve lavorare verso la stabilitá politica ed economica, ed aumentare i propri investimenti in sviluppo umano"...


Per approfondire, qui trovate il rapporto completo.