martedì 23 giugno 2009

L'ultimo giacimento


Il petrolio in Colombia finisce, e nessuno dice niente.
La notizia é che la BP restituirà ad Ecopetrol la concessione di un giacimento; diventa una "notizia bomba" perché si tratta di Cupiagua e Cusiana, ovvero la piú importante scoperta degli anni '90 ed uno dei pilatri della produzione locale assieme a Caño Limón; ed é ancor piú interessante perché la restituzione avviene dieci anni prima del termine inizialmente convenuto.

La mia lettura: il limone é spremuto, "it's time to move on". La nuova frontiera per BP é il gas, ma il problema per la Colombia rimane: se dovesse diventare importatore di petrolio, sarebbero guai.

Tre anni fa, la data fatidica del sorpasso (quando il consumo interno supererá la produzione é renderá inevitabile l'importazione di greggio) era fissata per il 2011; oggi solo uno studio della UN pare credere che il dramma si possa evitare - ma la mossa di BP vale molto piú di una proiezione accademica.

Cosa si trova di tutto questo sui media colombiani? Quattro righe d'agenzia su Portafolio, nulla su El Espectador.

Brutte notizie no grazie, almeno fino a chiusura seggi.

domenica 21 giugno 2009

Si, no, non ce l'ho


Il sondaggio qui a destra compare sulla home page de El Espectador di oggi.

Dietro quella terza risposta - "no tiene papá" - si nasconde il dramma colombiano delle madres solteras, milioni di donne costrette a mandare avanti una famiglia senza compagno.

PS: al momento di pubblicare questo post, il 15% dei lettori hanno scelto la risposta C.

sabato 20 giugno 2009

Intervista ad Isacson

Adam Isacson é direttore presso il CIP (Center for International Policy), cura il blog Plan Colombia and Beyond e di Colombia - dal punto di vista americano - ci capisce tanto.
Lo ha intervistato Cecilia Orozco per El Espectador.

Mi colpisce in particolare una domanda:
"Cecilia Orozco: Allora é vero che il Governo Obama ed il Congresso vedono con sospetto una seconda riforma costituzinoale per rieleggere Uribe.
Adam Isacson: Bisogna dirlo con chiarezza: non ho parlato con nessuno a Washington né ho letto una sola opinione sulla stampa che sianofavorevoli alla seconda rielezione di Uribe. Ed includo in questo gruppo ad alcuni funzionari ed analisti tra i piú conservatori. Gli ammiratori di Uribe non lo difenderebbero di nuovo se insiste colla rielezione, perché starebbe mostrando la stessa tendenza autoritaria del suo omologo venezuelano."

Traduco: serve un candidato nuovo (non Uribe), che garantisca la continuitá della "confianza inversionista" (condizioni favorevoli per l'investimento straniero), della "seguridad democrática" (lotta alla droga ed al terrorismo seguendo le direttive di Washington) e che mostri di perseguire lameno qualche minimo obiettivo di "cohesión social" (maggior rispetto dei diritti umani, meno "falsio positivi", qualche condanna agli assassini di sindacalisti eccetera).

giovedì 18 giugno 2009

Benedetto internet

Sí, perché senza internet né io né tanti altri avremmo mai avuto accesso all'intervento di Gustavo Petro in Senato sulle intercettazioni del DAS.

Se volete dare un'occhiata dietro le quinte del Governo Uribe o del DAS di Jorge Noguera, fatevi un giro anche voi: sono 50 minuti da voltastomaco.

Di seguito, i link alle 7 parti del video:
Parte 1 - Parte 2 - Parte 3 - Parte 4 - Parte 5 - Parte 6 - Parte 7

martedì 16 giugno 2009

Alla corte di Uribe

Chi é l'ex trasportatore di banane che oggi vende miniere d'oro?

Curriculum vitae di Fidencio Mena Perea, tratto dall'intervista concessa a El Espectador e da articoli di Semana e Cambio.


Fidencio "El Negro" Mena - Curriculum Vitae


1963 - Nasce a Juradó (El Espectador, Cambio), Chicorodó (Semana), Antioquia

1981 - Lavora nelle risaie dell'Ammiraglio Meléndez, capo dell'autoritá doganiera nel governo Turbay (assassinato)

Primi anni '80 - Fa politica nel MOIR (Movimento Operaio Indipendente e Rivoluzionario) nella regione dell'Urabá

1984 circa - Sempre in politica nell'Urabá di Antioquia, stavolta coi Liberali di César Yepes

1985 - é il delegato di Chicorodó al congresso liberale di Medellín; conosce Álvaro Uribe (consigliere comunale a Medellín) e suo cugino Mario (deputato); fa causa comune con essi contro il leader liberale Bernardo Guerra Serna

1985 - lavora per Álvaro Uribe Velez e per il cugino, aiutandoli nella campagna elettorale nell'Urabá. Entrambi risultano eletti, rispettivamente in Senato ed alla Camera. Conosce Gustavo Posada (che ritroveremo come coordinatore politico del partito di Mario Uribe, nel 2006).

1986 - lavora alla Beneficencia di Antioquia con Posada, poi alla Contraloria.

1990 - va a Bogotá per assistere Alberto Díaz, del movimento Sector Democrático di Álvaro Uribe.

1991 - Lavora alla Camera, prima presso l'Unitá legislativa, poi nella Direzione Amministrativa; ne esce a seguito della Costituente.

1991 - Torna in Urabá, dove compra due camion e si dedica al trasporto di banane. Le minacce delle FARC lo costringono ad abbandonare la zona; Álvaro Uribe lo aiuta a trasferirsi a Medellín trovando lavoro alla moglie.

1992 - 1993 Fa il tassista a Medellín (El Espectador); é lobbista per un parlamentare a Bogotá, dove risiede in una suite dell'Hotel Tequendama (Cambio).

1993 - Partecipa alla campagna elettorale di Uribe Governatore di Antioquia, sempre nell'Urabá.

1994 - Quando Uribe vince le elezioni, a lui viene dato un posto nell'Ufficio di Pianificazione, con responsabilitá sull'Urabá (El Espectador); é portaborse - in senso letterale - di Uribe (Semana).

1995 - Lavora con Giancarlo Barros (poi assassinato) come consulente per i municipi della zona

1996 - 1997 Alla morte di Barros é socio fondatore di un'azienda che si dedica alla attualizzazioni catastali; mantiene contatti con Mario e con Álvaro Uribe.

1998 - 1999 É intermediario immobiliare nella compravendita di terra (fincas); continua ad informare Álvaro Uribe sulla politica nell'Urabá mentre questi sio trova ad Oxford.

2002 - Si trasferisce a Bogotá

2002 - Il 9 Agosto (due giorni dopo l'insediamento) visita il neo-Presidente Álvaro Uribe alla Casa di Nariño; vi tornerá una decina di volte in poche settimane, anche per salutare José Obdulio Gaviria, che conosce dai tempi dell'Istituto di Studi Liberali e del quale ha portato i vestiti.

2002 - 2007 - Continua a dedicarsi all'intermediazione immobiliare.

2007 - lavora con Jorge Iván Bonilla, di "Uribistas per Samuel". Attraverso di lui conosce Margherita Pabón, socia di DMG, che ha interesse a stabilire contatti con Superintendencia Financiera.

2007 - Organizza tre riunioni coi consiglieri presidenziali Óscar Iván Palacio e Felix Alfázar González; alla prima partecipa la Pabón, alla seconda Daniel Angel Rueda ed alla terza lo stesso David Murcia Guzmán.

2007 - 2008 É assessore di DMG, con uno stipendio di 5 milioni di pesos al mese (2,500 dollari); David Murcia Guzmán gli chiede di farlo parlare col Presidente Uribe.

2009 - si specializza nel'intermediazione di miniere d'oro; in questo momento lavora ad una transazione che dovrebbe fruttargli una commissione di due milioni di dollari.


lunedì 15 giugno 2009

Le ultimissime sul DAS

Copio qui sotto un articolo da El Tiempo dell'altro ieri: non vorrei che "sparisse" da Internet...

Un manual para seguir y acosar personas calificadas como oposidores tenía el DAS

Hasta el punto de indagar en sus vidas privadas para buscar 'vicios' o 'amantes', y tomar fotos de sus hijos, llegó la oscura organización que se creó en el organismo en el 2005.

El 'manual' aparece detallado en una de las 103 carpetas que la actual administración del DAS le entregó a la Fiscalía y que fueron elaboradas por el Grupo de Inteligencia G-3, creado durante la administración de Jorge Noguera y coordinado por su entonces asesor José Miguel Narváez.

"Ubicaron a padres y cónyuges de miembros de ONG nacionales y extranjeras; fotografiaron a hijos de defensores de derechos humanos y hasta escribieron grafittis amenazantes en las paredes cercanas a la casa del entonces viceministro Andrés Peñate, porque creían que era un conspirador", asegura uno de los investigadores del caso.

'No sacrifique a su hija'

Todo indica que fueron ellos quienes le enviaron a Zoraya Gutiérrez, directiva del Colectivo de Abogados José Alvear, una muñeca salpicada con sangre y la nota: "Usted tiene una hija muy linda, No la sacrifique...".

El mensaje llegó a su oficina a mediados de mayo del 2005, cuando su hija apenas cumplía siete años.

Entre las carpetas también había fotos y seguimientos a los hijos y sobrinos de los abogados de Derechos Humanos Dora Lucía Arias, Alejandra Cadavid y Reinaldo Villalba, y de la periodista Claudia Julieta Duque. Ninguno de los pequeños sobrepasaba los 10 años.

En abril del 2005, un memorando del G-3 estableció el modus operandi y se explayó en instrucciones sobre Gustavo Gallón, presidente de la Comisión Andina de Juristas, y del abogado Alirio Uribe, miembro del Colectivo de Abogados Alvear Restrepo.

"(...) Verificar lugar de residencia y si tiene seguridad paralela; establecer identidad de familia cercana; seguimientos para conocer su rutina; obtener información de su esposa e hijos; establecer si hay un apartamento cercano desde donde se puedan realizar labores de inteligencia", dice la orden contra Gallón.

En cuanto a Uribe, aparecen varias carpetas con fotografías, extractos bancarios, valoraciones de "hábitos, debilidades y fortalezas", reportes de lugares frecuentados y de la estructura familiar, nombres de los hijos, amigas, relación de propiedades, contactos en el exterior y registros migratorios.

En los dos casos, hay información bancaria y financiera que indica que la Unidad de Información y Análisis Financiero (Uiaf), que ahora está enredada en el escándalo de los seguimientos a los magistrados, entregó información sobre las ONG.

Incluso, en marzo del 2004 -según uno de los reportes- el DAS le hizo seguimiento a una delegación extranjera que visitó a la Comisión Andina de Juristas.

El hecho es todavía más grave porque tanto Uribe como Gallón tienen medidas cautelares (protección especial) ordenadas por la Comisión Interamericana de Derechos Humanos y, además, porque los dos llevan algunas de las más importantes demandas contra la Nación por violaciones de derechos humanos.

Pero no eran los únicos. La Comunidad de Paz de San José de Apartadó, Redepaz, el Cinep y la CUT aparecen en la lista de la llamada 'Operación Lince'. Decenas de miembros de estas organizaciones fueron grabados ilegalmente desde la sala 'Vino' del DAS.

En el caso de la Comunidad de Paz y el periodista Holman Morris, se usaron órdenes falsas que dieron el libre acceso a la plataforma Esperanza, manejada por la Fiscalía. A Morris, dice un reporte del CTI, los seguimientos se hacían "en tiempo real", pues el control a sus llamadas y correos les permitía estar en los sitios a los que iba a citas.

Según reveló el senador Gustavo Petro en un debate en el Senado, se indaga la elaboración de un video en su contra que el G-3 divulgó en el exterior a nombre de la ONG Frente Social por la Paz, que no existe, y que también implicó al padre Javier Giraldo. EL TIEMPO estableció que hay una denuncia de Morris que dice que un directivo del DAS le corroboró que el G-3 hizo el video en septiembre del 2005.

La práctica siguió

El DAS usó desde ese año y probablemente hasta hace pocos meses buena parte de sus recursos humanos y financieros (incluso de gastos reservados) para espiar y acosar a este grupo de ciudadanos.

De hecho, las carpetas que armó para tal fin seguían siendo consultadas hasta finales del 2008 por José Fernando Ovalle (pieza central en el caso) en una oficina del octavo piso del DAS que tenía carácter "ultrasecreto".

Por eso, la Fiscalía llamó a responder a los directores del DAS hasta el año pasado, incluido el mismo Peñate. Y por eso, considera que el G-3 y los grupos que le siguieron "rebosaron sus facultades y afectaron gravemente derechos y garantías constitucionales".

Más implicados

Varios de los memorandos con los resultados de las interceptaciones ilegales aparecen entregados a Miguel Alzayús, hasta hace poco destacado fiscal de la administración Iguarán. Otros fueron robados por un detective que los ha filtrado y que en los próximos días será judicializado.

Pero el G-3 no estaba solo en esta labor. Hay pruebas documentales de que directivos y mandos medios de otras dependencias del DAS -que incluso aún siguen en la institución- les aportaron considerable información. Por eso, el listado de implicados -que ya superó los 30- puede crecer en más de 15 personas.

'Los blancos políticos'

Decenas de nombres aparecen en listas de 'blancos políticos'. Además, el DAS aplicó tácticas de "inteligencia ofensiva" y trató de "boicotear" actividades de ONG. Esos habría pasado con la Semana por la Paz del 2005.

En el expediente también se comprueba que las prevenciones de los magistrados de la Corte Suprema hacia miembros del DAS en sus escoltas personales era justificada: "El compendio de documentos también permite evidenciar que existen carpetas que son propias de la oficina de Protección Especial -dice la Fiscalía-, (...) Coordinación de seguridad a instalaciones o avanzadas e informes de los detectives que hacen parte del esquema de seguridad de estas personalidades".

Ante estos escandalosos hallazgos, la Fiscalía alista decisiones de fondo.

"Ya denunciamos ante la ONU. Y pensamos llevar el caso ante todas las instancias, incluida la Corte Penal Internacional".
Alirio Uribe Muñoz, presidente del colectivo de abogados Alvear Restrepo.

"No me cabe en la cabeza que en una democracia se haga esto. En el 2005 intentaron sabotear la Semana por la Paz".
Ana Teresa Bernal, directora de Redepaz y comisionada de la CNRR.

"Nunca imaginé que pusieran a 30 ó 40 personas a investigarnos. Más parece un procedimiento para un atentado".
Gustavo Gallón, de la Comisión Colombiana de Juristas, desde Suiza.

domenica 14 giugno 2009

Come siamo caduti in basso

Uribe va in Canada con l'annuncio bomba: alcuni membri delle FARC vi risiederebbero, a riprova del teorema a lui caro (lo Stato ed il Governo colombiano vittime di una cospirazione globale fariana che i governi stranieri non fanno abbastanza per fermare).
Naturalmente, operano all'interno di pericolose ONG (assieme ad altri "guerrilleros vestidos de civil"); i nomi e cognomi vengono diffusi dai media di regime, con foto e tutto, per diversi giorni.

Poi Semana scopre che uno degli "untori" - il nipote di Raúl Reyes - vive a Bogotà e non è mai uscito dal Paese. Come fa? Pensate: verifica, telefona, cerca - tutte attività che gli altri media considerano superflue: se l'ha detto Uribe, capirete...

Ma il peggio è che il nipote crede di sapere perchè l'hanno messo in mezzo: da qualche tempo - audace! - cerca di recuperare il cadavere dello zio. Gli hanno consigliato di lasciar perdere, ma lui ha insistito (che dopo che fonti ufficiali avevano affermato falsamente di aver già restituito la salma).

Uribe cade sempre più in basso, e lo squallore sembra non avere fine. reggerà per un anno ancora? Alcuni sondaggi lo danno già in caduta tra le "classi agiate"; ora basta che i media trovino il loro candidato ed il gioco è fatto; speriamo.

giovedì 4 giugno 2009

Primi frutti

Il viaggio di José Obdulio Gaviria (JOG) a Salerno dell'Aprile scorso porta i primi frutti. Una delegazione dell'Università campana lo ha raggiunto in Colombia per partecipare ad un convegno dal titolo "Presente e Futuro delle Organizzazioni Politiche".

(Apro una parentesi: in Colombia - evidentemente - é ancora accettabile inserire l'espressione "presente e futuro" nel titolo di un Convegno) (Un'altra parentesi: notare come il sito del ministero dell'educazione si riferisca a JOG come assessore presidenziale, omettendo l'"ex" che ci starebbe tutto: o no?)

I partecipanti italiani sono Antonio Scocozza (ripreso anche dal sito della Presidenza), Carmine Pinto e Pasquale Borea, quest'ultimo spassosamente presentato come "Presidente del Consiglio dei Ministri a Roma" ma piú verosimilmente parente del senatore Leonzio Borea che ha fatti gli onori di casa durante il succitato viaggio.

I tre vengono intervistati su "Arriba Bogotá" riguardo alle similitudini Berlusconi-Uribe: potete vedere i due corti video (1 e 2) messi in linea sul portale della CEET sulle Elezioni 2010. Non poteva mancare anche il commento di José Obdulio, che "si entusiasma" anche per la sola possibilitá di fare un parallelo tra la democrazia italiana e quella colombiana: poveri noi.