lunedì 27 luglio 2009

Ancora la Duzán

Neanche 15 giorni fa la includevo nel mio radar colombiano, ed ecco che torno a sentirmi in stretta sintonia con un suo pezzo.
I colombiani - nota la Duzán - non paiono avere gran coscienza dei problemi del loro Paese, ed abbondano di percezione selettiva (la gente - ad esempio é una delle cose piú belle della Colombia: allegra, felice eccetera. Ma chi stermina ed uccide? Chi terrorizza? Chi desplaza? Probabilmente venezuelani o equatoriani...).

Grazie ai commenti su Semana.com scopro poi la biografia della giornalista, e che sua sorella é stata uccisa perché indagava sui paramilitari del Magdalena Medio. E scopro anche che lasillavacia.com non é solo un blog. Grazie María Jimena!

venerdì 17 luglio 2009

Un altro bel monopolio

La Philip Morris vuole comprare Protabaco, e mette quasi mezzo miliardo di dollari sul tavolo.

Però (c'é un però) questa acquisizione le darebbe quasi il 90% del mercato colombiano, e quindi si deve pronunciare la Superintendencia de Industria y Comercio. Ce ne parla Francisco Azuero.

Il mio riassunto é semplice. Da un lato, c'é la necessità di proteggere il consumatore dall'ennesimo monopolio; dall'altro, un bell'esempio di confianza inversionista per il Presidente (e magari qualche bella mazzettona); secondo voi, chi vincerá?

mercoledì 15 luglio 2009

Nos dejó el tren - recensione

Gustavo Pérez Ángel mi incuriosisce fin dall'esordio, con la sua analisi comparata del detto popolare: in Colombia si dice "nos dejó el tren", invece di "abbiamo perso il treno" - la colpa quindi non é nostra (come in "noi abbiamo perso") ma del treno (che "ci ha lasciato"). Mi trovo d'accordo anche con una delle idee di fondo del libro, ovvero che la povertá ed il (relativo) sottosviluppo colombiano non siano solo "colpa dell'impero" ma anche della classe dirigente, che non é (e non é stata) all'altezza della responsabilitá di guidare un paese.

Ed inizia quindi la storia delle ferrovie in Colombia, una storia che comincia tardi e finisce male, tra furbi intermediari, politici corrotti (ma Pérez Ángel si guarda bene dall'affermarlo esplicitamente), miopia imprenditoriale e guerre civili tanto frequenti da far parte di ogni decennio dall'indipendenza ad oggi...

Per caritá, ci sono anche le storie di successo: la funicolare tra Manizales e Mariquita che fa esplodere il mercato del caffé; lo sviluppo di Cúcuta e dei suoi lungimiranti cittadini, i primi a costruire una strada ferrata con tecnologia e capitali colombiani; il sacrificio e l'impegno dei tanti pionieri, costretti a vincere pendenze, climi ed ostacoli fuori dal comune.

Ma in complesso resta un sapore amaro, di occasione perduta - ed ancor piú se si legge il capitolo dedicato alle ferrovie nordamericane! Un bel libro.

domenica 12 luglio 2009

María Jimena Duzán

Mi é piaciuta la sua opinión su Semana, ed in particolare quando svela uno dei trucchi del Presidente Uribe: quello del terzo canale TV.

La Duzán dice - ed io sono d'accordo - che la gara per la terza frequenza nazionale é un modo per tenere buoni (ed allineati) quasi tutti i media colombiani: RCN e Caracol per difendere il loro business attuale, El Tiempo, Caracol Radio ed altri perché interessati a mangiarsene una fetta.

Il terzo anale - ne sono convinto - verrá aggiudicato nel 2010, e solo se Uribe verrá rieletto. Sennó, il nuovo presidente vorrá rivalutare il processo e - immagino - ripartire da zero (a meno che uno dei consorzi non sia "di famiglia", nel qual caso basterebbe pilotare le ultime fasi del processo attuale...).

Quanto alla Duzán, continueró a leggerla, e con ancor piú attenzione.

Immagine inquietante

Dalla home page de El Espectador.

venerdì 10 luglio 2009

Convertito

a) Uribe vede Obama (29 Giugno)
b) Torna in Colombia
c) Chiede perdono alle vittime (5 Luglio)
d) Dá il via libera allo scambio di prigionieri (8 Luglio).

Che altri compiti a casa gli avranno assegnato? E che gli avranno promesso in cambio?

Io vedo due ipotesi (entrambe a proposito dello scambio di opinioni "a porte chiuse" tra i due capi di Stato):
1) Ipotesi hard. Obama: "No al terzo mandato, fatti da parte in buon ordine indicando un delfino da questa lista: Santos, Fajardo, Uribito, Xxx; noi ti garantiamo un futuro tranquillo senza Corte Penale Internazionale ma tu devi fare qualcosa per essere piú presentabile presso l'opinione pubblica americana; quindi chiedi perdono, fai l'intercambio, catura qualche assassino di sindacalisti, fai chiarezza sulla rielezione"
2) Ipotesi soft. Obama: "Se vuoi il TLC, queste sono le cose che devi fare. Una volte fatte, ne riparliamo, ma no prima del Xxx. Sulla rielezione fai come vuoi, ma preferiremmo che indicassi un delfino, magari fantoccio"

Fantapolitica? O scommettete che nei prossimi giorni continueranno le "sorprese", e la "mano dura" del Presidentissimo parrá sempre piú morbida???

giovedì 9 luglio 2009

Ancora HPI, ancora irritazione

Come tre anni fa compare l'Happy Planet Index, la Colombia ha un posto nei primi dieci e la stampa locale coglie la palla al balzo e contribuisce al mito patriottimista del mejor vividero del mundo. Ed io mi irrito (anche se sempre meno, devo ammetterlo: la fase atuale é piuttosto di commiserazione).

L'indice é interpretato in maniera sbagliata: non misura la "felicitá", ma la "felicitá" diviso l'impatto ambientale (ecological footprint) - non mi dilungo, perché l'ho giá fatto tre anni fa e le consideraizoni restano le stesse. Andró comunque a darmi una letta al nuovo rapporto, che - aldilá del modo in cui viene semplificato - é ben interessante.

Mi colpisce la foto che sceglie El Espectador per illustrare l'articolo on line: quardatela qui a destra. Ecco un uomo felice: grasso, col pannolone, probabilmente ubriaco,allo stadio.

Bene cosí.

martedì 7 luglio 2009

L'ora della veritá

Così si chiama il programma (e sito web) condotto dall'ex ministro Fernando Londoño Hoyos.
Vale la pena seguirlo, per avere un'idea di cosa pensa l'estrema destra colombiana.

Tra le chicche recenti, un'affermazione contenuta nell'editoriale di oggi: il genocidio dell'Unión Patriótica sarebbe responsabilità delle FARC - niente più che qualche migliaio di vendette interne, causate da diverse vedute riguardo la "combinazione delle diverse forme di lotta".

venerdì 3 luglio 2009

La burbuja que hundió a Colombia - recensione

Il libro della UNEB (Unión Nacional de Empleados Bancarios) riunisce tre saggi sulle radici economiche ed istituzionali della crisi colombiana di fine anni '90 (non della crisi attuale che - coem sappiamo - ancora non é nemmeno scoppiata, ufficialmente...).

Si parla di globalizzazione finanziaria, di indipendenza della Banca Centrale e della necessitá di un politica di sostegno finanziario ("fomento") all'industria locale, ed il messaggio comune é il rifiuto del modello neoliberale e del Consenso di Washington.

Peccato che gli autori (non identificati) si prendano un po' troppo sul serio e non facciano alcuno sforzo divulgativo, cadendo spesso nella trappola del "pamphlet" accademico, incapace di comunicare con chi fin dall'inizio non sia giá d'accordo con chi scrive...

Il libro - scannerizzato in maniera rudimentale - può essere scaricato qui.