lunedì 28 settembre 2009

Delirio - Colombia 2025

Non ero pronto a vedere un video cosí; ed ancora non mi sono ripreso.



Parlo di Colombia 2025, scoperto grazie ad una blogger colombiana che ne ha scritto anche su El Espectador. Il video racconta l'evoluzione colombiana da oggi al 2025, anno in cui sará il paese piú ricco dell'America Latina (sí, sí, piú di Messico e Brasile...), salverá il sud degli Stati Uniti da una catastrofe climatica, produrrá i film piú visti del pianeta e cosí via, di delirio in delirio.

Gli ultimi fotogrammi sembrano suggerire che dietro ci sia la Vicepresidenza della Repubblica (che peró sul sito non ne parla), ed io ancora non voglio crederci (o forse dovrei? La presentazione del canale YouTube fa rabbrividire...). E poi la pagina web e la "wiki" sono anonime, senza alcun riferimento a chi ci sia dietro (un classico colombiano: perché si nascondono????).

Vi prego, guardatevelo anche voi e ditemi che ne pensate. Io intanto cerco di riprendermi dallo shock.

venerdì 25 settembre 2009

Gliel'appoggio

Cosí sembra dire Luis Carlos Sarmiento Angulo ad Álvaro Uribe, riferendosi alla (ri)rielezione di quest'ultimo.

L'articolo pubblicato su Portafolio parla chiaro: secondo il piú importante banchiere colombiano (AV Villas, Banco de Bogotá, de Occidente, Popular eccetera) rieleggere Uribe fa bene all'amore... pardon, all'economia.

Non chiarisce se si tratti dell'economia colombiana o di quella del suo gruppo.

La Fiat torna in Colombia

Poco meno di un anno fa, gli italo-venezuelani Todeschini annunciarono l'intenzione di rappresentare Fiat in Colombia.

Adesso si cominciano a veder i primi frutti: Colitalia Autos (l'azienda locale) ha annunciato un piano d'investimenti per 15 milioni di dollari, l'apertura di una prima mini-rete di concessionari tra Bogotá e Medellin (qui a destra lo showroom dell'Avenida 19) e l'intenzione di arrivare al 4% del mercato in 4 anni.

Il manager Miguel Arturo Álvarez potrá contare su molti modelli, compresi alcuni importati dall'Europa come la nuova 500.

mercoledì 23 settembre 2009

Semana ha scelto: viva Uribe III

La rivista Semana affronta lo spinoso tema della (ri)rielezione, gli dedica la copertina ed un fondo in cui analizza la situazione.

Se volete leggerlo, é qui.

Se volete un riassunto, eccovelo: la classe dirigente é contro la rielezione di Uribe, il popolo a favore. Alla Corte Costituzionale tocca decidere chi ha ragione.

L'analisi é - secondo me - immatura, superficiale e fuorviante. Significa che Semana ha scelto, e che ora é pro-Uribe; che Uribe e Juan Manuel Santos si sono messi d'accordo sulla spartizione di potere post rielezione, con la benedizione probabile di altri poteri forti...

martedì 22 settembre 2009

Velina

La notizia sul sito de El Espectador fa rabbrividire - per i contenuti e per la forma.

Sembra, pare, si dice che alcune fanciulle viaggino regolarmente tra Pereira ed il Panamá. Non si sa cosa vadano a fare: si sa solo che c'é chi le riceve in un hotel, che alcune sono minorenni col permesso dei genitori e che nell'ultimo viaggio erano ben venti.

Le autoritá - secondo l'audace reporter - si chiedono quale sia il "vero motivo" di questi viaggi, ma né loro né il giornale avanzano ipotesi (neanche la piú ovvia, banale e drammatica).

Raccontare cosí male una notizia tanto rilevante é triste, e squalifica il secondo quotidiano nazionale colombiano. Ma ancora piú incredibile é che del tema si é giá parlato piú di un mese fa, e che i dettagli non sono confidenziali né segreti, ma... su internet, alla portata di tutti (anche dell'intrepido giornalista a caccia di fonti e verifiche incrociate).

Male, male, male...

venerdì 18 settembre 2009

Muro contro muro

Secondo la Costituzione del 1991 (in America Latina - e specialmente in Colombia - le Costituzioni si succedono cosí rapidamente da dover essere accompagnate dall'anno d'approvazione per chiarezza), il Fiscal General de la Nación (ovvero il capo dei Pubblici Ministeri, e quindi il responsabile dell'azione penale nel Paese) viene eletto dalla Corte Suprema di Giustizia tra tre candidati proposti dal Presidente della Repubblica.

Il Fiscal General viene spesso considerato la seconda carica dello Stato: dura in carica 4 anni, non puó essere rieletto (come il Presidente, prima dell'uragano Uribe) ed influisce pesantemente su come vengano trattati grandi temi come il paramilitarismo, il narcotraffico, la corruzione eccetera.

Finito il mandato di Mario Iguarán, Uribe ha inviato la nuova lista di tre candidati alla Corte Suprema, che ieri ha deciso di "respingerla", affermando che non voterá per nessuno dei tre. Questa eventualitá non é prevista dalla Costituzione, ed apre un pericoloso impasse: Uribe non é obbligato a presentare un'altra terna, la Corte non puó essere forzata a votare.
In teoria, se nessuno dei due cede, la sede potrebbe rimanere vacante per sempre - a meno che uno dei tre candidati non rinunci, forzando cosí il Presidente a ricostituire la terna completa.

Il grande rischio? Che questo "vuoto di potere" lo riempia Uribe con qualche trovata tipo "Estado de Opinión"...

lunedì 14 settembre 2009

Grandes Mitos de la Historia de Colombia - Recensione

di Pablo Victoria

La grande disgrazia colombiana? Sottrarsi all'illuminato governo spagnolo, i 200 anni dall'indipendenza sprecati ad inseguire riforme e standard già garantiti dalla Corona ma buttati alle ortiche dall'incompetenza dei criollos.

Questo - e non me ne vorrà il Professor Victoria per l'estrema sintesi - lo sfondo comune a tutti gli episodi narrati in questa prima parte (così si apprende a fine tomo) dei suoi "grandi miti della storia colombiana".

Dalla rivolta dei comuneros al quanto meno curioso episodio del florero de Llorente, dalla Patria Boba ad Antonio Nariño (al quale sono riservate un bel po' di mazzate), il nostro ci dipinge il quadro deprimente di una classe dirigente locale felice di servire gli spagnoli, poi avida del potere assoluto quando lo vede alla sua portata e finalmente - quando lo ottiene -incapace di decidere cosa farci.

Il risultato? Bisogna aspettare il secondo volume, ma spero che l'autore abbia tempo (e voglia) di portare l'analisis fino ai giorni nostri...

domenica 13 settembre 2009

Intervista a Coronell

Corta e un po' sciapetta (dovevo aspettarmelo: appare su Cambio...); ma lui é davvero un personaggio pesante, e riesce a fare passare un paio di concetti che l'editore della CEET non deve aver capito.

"Il giornalista" dice Coronell "deve stare dalla parte dei governati e non dei governanti, delle vittime e non dei carnefici, del consumatore e non delle aziende".

Semplice, no?

venerdì 11 settembre 2009

Otto anni fa, l'ecatombe

Pochi eventi cambiano il mondo; l'11 Settembre lo ha fatto, creando la nuova geopolitica dell'attacco preventivo, un fertile humus di paura sull'Occidente ed un nuovo "cattivo" - l'estremismo islamico (in attesa, immagino, del turno dei cinesi).

Ci sono ancora troppi dubbi e troppi misteri attorno alla dinamica dei fatti: non sono convinto che tutta la veritá sia venuta fuori. I punti deboli della versione ufficiale sono moltissimi, e ne vengono fuori sempre piú.

Non ne faccio un elenco, perché non voglio convincere nessuno; chi é curioso (e magari coglie la tremenda importanza del fatto) si e gia fatto i suoi bravi giri su Google o YouTube. A me é capitato di avere un po' di tempo ieri sera e mi sono visto September Clues, che si concentra sulla maniera in cui é stata data la notizia in diretta... impressionante. Ma é vero che c'é stato un black out delle TV locali di New York subito dopo l'attacco? E quelle immagini assurde ed inspiegabili sono davvero quelle che centinaia di persone ahanno visto in diretta (senza notare nulla di strano)? E perché non abbiamo mai visto la folla di parenti delle vittime all'aeroporto di Los Angeles (dove erano diretti 3 dei 4 voli dirottati)?

Col tempo ne sapremo di piú - ma temo che sará una lunga attesa...

lunedì 7 settembre 2009

Aggiornamento sull'Afanador

A casa di Alírio Villamizar Afanador sono stati trovati qualche centinaio di milioni di pesos in contanti. Se fosse un capo della droga, nessun problema - ma Alírio senatore, vicepresidente del partito Conservatore ed indagato nello "scandalo dei notai" (nomine a notaio in cambio di voti per per la rielezione di Uribe).

A qualche settimana dai fatti, iniziano ad emergere i dettagli, che confermano l'impressione iniziale. Il nostro Afanador otteneva "posti" vari per i suoi protetti, esigendo in cambio un "contributo volontario".

Mi colpiscono due fatti:
1) prima di essere catturato, il signor Villamizar ha fatto in tempo a votare la concilizazione del referendum per la seconda rielezione di Uribe;
2) il fratello é deputato conservatore in Santander.

giovedì 3 settembre 2009

Il DAS trafficava droga ed Uribe lo sapeva

Questo afferma Rafael García, l'ex direttore informatico del DAS, secondo il servizio di Noticias Uno.

Il gruppo creato dal DAS per trafficare cocaina si chiamava "il cartello delle tre lettere"; il Presidente Uribe conosceva ed approvava l'esistenza di questa rete illegale.

Le dichiarazioni sono state rese ad autoritá nordamericane; ma... che uso ne faranno?

Falsos Positivos, documentario



Qui sopra, il trailer del documentario di Simone Bruno sui "falsos positivos"; seguite questo link invece per una raccolta dei servizi trasmessi dalle TV colombiane sul tema.

mercoledì 2 settembre 2009

Uribe III piú vicino


Anche la Camera dei Deputati approva il referendum per la (ri)rielezione.

Solo quattro ostacoli da saltare per consentire ad Uribe di raggiungere Lupin.

martedì 1 settembre 2009

Assenti ingiustificate

Perché sui media colombiani non trovo interviste alle decine di parlamentari che stanno approvando la (ri)rielezione di Álvaro Uribe? Magari ne avete trovata qualcuna voi e me la potete segnalare?

Ce ne sono decine, ed i nomi non sono certo segreti. Anche l'indirizzo é pubblico - letteralmente - e ritrovarli non dovrebbe essere un problema. Il loro ruolo politico (e persino storico) é di grande importanza, ma le loro motivazioni sono discusse: convinzione o convenienza?
É difficile immaginare premesse migliori per una lunga serie di interviste: "onorevole X, lei perché ha votato così?"; e dopo la prima risposta formale, l'incalzo: "Le hanno forse promesso qualcosa?"; e poi giù con le domande (e le risposte, o le divagazioni, o le cortine di fumo) che a noi lettori piacciono tanto.

E invece, nulla.

Capisco che la maggior parte sono peones, che seguono la linea del partito, che magari non riescono neppure ad articolare un pensiero coerente sul tema, ma sono pur sempre protagonisti - e meritano di essere ascoltati. Se si parla di loro, non é forse naturale che loro possano parlare? O che gli si esiga che parlino?

Constatato il loro silenzio, però, resta una sola domanda: perché? Perché questi deputati e senatori sono destinati a rimanere fantasmi, irresponsabili politicamente, pronti a tornare recidivi sul luogo del delitto per un'altra votazione sospetta?